Englaro. Il Tar Lombardia boccia Formigoni e Sacconi: il diritto costituzionale di rifiutare le cure e' 'assoluto'
Il Tar ha accolto il suo ricorso e annullato il provvedimento con cui la Regione Lombardia aveva negato la possibilita' che qualcuno interrompesse l'alimentazione forzata che tiene in vita Eluana Englaro: e cosi' papa' Beppino ha vinto una nuova battaglia.
E' arrivata nel pomeriggio di ieri la decisione con cui i giudici della terza sezione del Tribunale Amministrativo della Lombardia, presieduti da Domenico Giordano, hanno dato ragione ad Englaro, reso nullo l'atto amministrativo con cui a settembre la direzione della sanita' lombarda aveva vietato al personale di 'accompagnare' Eluana verso la morte. Ma hanno anche bocciato l'atto di indirizzo del ministro Sacconi e, in linea generale, ripristinato quanto stabilito dalla Corte d'Appello di Milano e dalla Cassazione.
In sette pagine, Dario Simeoli, il magistrato estensore del provvedimento, sottolineando che 'il diritto costituzionale di rifiutare le cure (...) e' un diritto di liberta' assoluto' e che va rispettato da parte 'di chiunque intrattenga con l'ammalato un rapporto di cura', ha stabilito che la Regione debba indicare la struttura idonea dove poter sospendere i trattamenti vitali a Eluana. E questo anche per evitare al padre, in qualita' di tutore, 'di indagare in prima persona quale struttura sanitaria sia meglio equipaggiata al riguardo'.
'Non posso che essere soddisfatto - ha commentato papa' Beppino - perche' e' stato ribadito quello che abbiamo sempre sostenuto'.
Ma le voci di dissenso a questo nuovo capitolo continuano. Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha riaffermato che 'togliere l'alimentazione e l'idratazione ad una persona per di piu' ammalata e' determinarla verso un inaccettabile epilogo eutanasico'. E il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, in attesa di decidere se ricorrere o meno al Consiglio di Stato, ha ribadito che 'e' strabiliante che si pretenda di deliberare sulla vita e la morte di una persona per via amministrativa, mentre, ai sensi stessi della Costituzione, i diritti fondamentali, tra cui quello alla vita, sono indisponibili. Non sono cioe' alla merce' di nessun tribunale'.
Per Formigoni, poi, 'la legge attribuisce alle Regioni, tramite il servizio sanitario, il compito di assistere e curare le persone con lo scopo di guarirle. Non posso accettare che la magistratura ci attribuisca un altro compito, quello di togliere la vita.'.
Alle affermazioni del Governatore, pronta la replica del prof. Vittorio Angiolini, legale di Englaro: 'Il diritto non lo fa Formigoni e la Regione deve applicare il diritto'.
Angiolini, insieme all'avv. Franca Alessio, curatrice speciale di Eluana, oltre ad augurarsi che la sentenza del Tar 'metta fine alle stravaganze politico-amministrative, alle polemiche e alle inutili intromissioni nella vicenda', ha spiegato che il provvedimento di oggi e' 'esecutivo'. Ma se non fosse possibile attuarlo 'in modo spontaneo e senza forzare la mano', e cioe' se non dovesse arrivare a breve l'indicazione della struttura per compiere l'atto finale, non e' escluso che da Englaro e dai due legali possa partire una diffida nei confronti della Regione. Diffida alla quale farebbe seguito un 'giudizio per inottemperanza' che consiste nella richiesta di nomina di un commissario ad acta da parte del Tar affinche' attui quanto stabilito dalla magistratura.
Accanto a questa strada rimane sempre aperta l'opzione, privilegiata, della Clinica La Quiete di Udine ('siamo molto avanti, dovrebbero decidere tra domani e dopo', ha riferito l'avv. Alessio), senza dimenticare anche l'offerta avanzata dal presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso.
E' arrivata nel pomeriggio di ieri la decisione con cui i giudici della terza sezione del Tribunale Amministrativo della Lombardia, presieduti da Domenico Giordano, hanno dato ragione ad Englaro, reso nullo l'atto amministrativo con cui a settembre la direzione della sanita' lombarda aveva vietato al personale di 'accompagnare' Eluana verso la morte. Ma hanno anche bocciato l'atto di indirizzo del ministro Sacconi e, in linea generale, ripristinato quanto stabilito dalla Corte d'Appello di Milano e dalla Cassazione.
In sette pagine, Dario Simeoli, il magistrato estensore del provvedimento, sottolineando che 'il diritto costituzionale di rifiutare le cure (...) e' un diritto di liberta' assoluto' e che va rispettato da parte 'di chiunque intrattenga con l'ammalato un rapporto di cura', ha stabilito che la Regione debba indicare la struttura idonea dove poter sospendere i trattamenti vitali a Eluana. E questo anche per evitare al padre, in qualita' di tutore, 'di indagare in prima persona quale struttura sanitaria sia meglio equipaggiata al riguardo'.
'Non posso che essere soddisfatto - ha commentato papa' Beppino - perche' e' stato ribadito quello che abbiamo sempre sostenuto'.
Ma le voci di dissenso a questo nuovo capitolo continuano. Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha riaffermato che 'togliere l'alimentazione e l'idratazione ad una persona per di piu' ammalata e' determinarla verso un inaccettabile epilogo eutanasico'. E il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, in attesa di decidere se ricorrere o meno al Consiglio di Stato, ha ribadito che 'e' strabiliante che si pretenda di deliberare sulla vita e la morte di una persona per via amministrativa, mentre, ai sensi stessi della Costituzione, i diritti fondamentali, tra cui quello alla vita, sono indisponibili. Non sono cioe' alla merce' di nessun tribunale'.
Per Formigoni, poi, 'la legge attribuisce alle Regioni, tramite il servizio sanitario, il compito di assistere e curare le persone con lo scopo di guarirle. Non posso accettare che la magistratura ci attribuisca un altro compito, quello di togliere la vita.'.
Alle affermazioni del Governatore, pronta la replica del prof. Vittorio Angiolini, legale di Englaro: 'Il diritto non lo fa Formigoni e la Regione deve applicare il diritto'.
Angiolini, insieme all'avv. Franca Alessio, curatrice speciale di Eluana, oltre ad augurarsi che la sentenza del Tar 'metta fine alle stravaganze politico-amministrative, alle polemiche e alle inutili intromissioni nella vicenda', ha spiegato che il provvedimento di oggi e' 'esecutivo'. Ma se non fosse possibile attuarlo 'in modo spontaneo e senza forzare la mano', e cioe' se non dovesse arrivare a breve l'indicazione della struttura per compiere l'atto finale, non e' escluso che da Englaro e dai due legali possa partire una diffida nei confronti della Regione. Diffida alla quale farebbe seguito un 'giudizio per inottemperanza' che consiste nella richiesta di nomina di un commissario ad acta da parte del Tar affinche' attui quanto stabilito dalla magistratura.
Accanto a questa strada rimane sempre aperta l'opzione, privilegiata, della Clinica La Quiete di Udine ('siamo molto avanti, dovrebbero decidere tra domani e dopo', ha riferito l'avv. Alessio), senza dimenticare anche l'offerta avanzata dal presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso.
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