Englaro e testamento biologico, Napolitano: ci vuole legge
Sul caso di Eluana Englaro la politica si schiera con le piu' alte cariche dello Stato, Presidente della Repubblica in testa, che invocano una legge sul testamento biologico che regoli il momento finale della vita. E il presidente della Camera Fini chiede anche 'rispetto' per la decisione dei genitori di Eluana ai quali, soli, spetta il 'diritto di fornire una risposta', mentre la Chiesa torna a ribadire il suo anatema ('inconcepibile ucciderla cosi''). Nel giorno in cui Eluana viene trasferita nella casa di cura di Udine dove, presumibilmente, trascorrera' le sue ultime ore di vita, la polemica infuria e soltanto il premier Berlusconi decide di non parlare ('non voglio intervenire'), mentre dal Capo dello Stato Napolitano ai presidenti di Camera e Senato Fini e Schifani e' pressante la richiesta alle forze politiche di colmare un vuoto legislativo su questa controversa materia. In Italia, dove la Cassazione ha colmato un vuoto legislativo - sottolinea Napolitano intervenendo da Lussemburgo - nessuno parla di introdurre l'eutanasia, ma il caso di Eluana impone al Parlamento, dopo una 'discussione pacata', l'approvazione di un provvedimento legislativo. Una sollecitazione analoga viene anche dal presidente del Senato: per Schifani 'il Parlamento non puo' sfuggire al dovere di legiferare su questi temi. Soprattutto quando la scienza sposta cosi' in avanti il proprio confine'. Questo - aggiunge Schifani - 'e' il momento della vicinanza, della riflessione e della responsabilita' perche' quanto sta avvenendo pone oramai 'con drammaticita' la necessita' di un intervento legislativo'. Da Schifani giunge anche un appello ai partiti 'a mettere da parte le diverse visioni politiche per risolvere in breve tempo il problema che lascia ciascuna coscienza divisa e incerta, qualunque sia la decisione che ritenga giusta'. Per il Governo torna a schierarsi il ministro del Welfare Maurizio Sacconi che sta valutando eventuali provvedimenti. Ed il sottosegretario alla Salute Eugenia Roccella dice un netto 'no' ad escamotage e 'cavilli' al fine di ottenere l'applicazione del decreto della Corte di Appello di Milano per la sospensione dei trattamenti a Eluana . La politica si divide quindi tra chi chiede silenzio come Gianfranco Rotondi, ministro del Programma per il quale 'e' il momento di tacere', e chi urla condanne come Maurizio Gasparri (Pdl) secondo il quale 'e' iniziato l'omicidio'. Francesco Cossiga chiede un decreto per salvare Eluana inviando un'interpellanza al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Giustizia e al Ministro del Welfare nella quale chiede che con decreto definiscano reato il suicidio assistito, l'eutanasia o ogni altra forma di forzata cessazione della vita. Per l'Udc Rocco Buttiglione chiede a Berlusconi di convocare un consiglio dei ministri per fare una legge per il testamento biologico. Walter Veltroni, segretario del Pd chiede alla politica 'discrezione' e rispetto per le sentenze. 'Ci sono momenti - osserva - e io mi sono attenuto sempre in questi giorni a questa regola, nei quali la politica ha il dovere di pronunciare un numero di parole misurato. Io ho solo due certezze - spiega - la prima, che i genitori di Eluana sono persone che hanno dentro questo dramma e credo possano testimoniare la volonta' della loro fede'. La seconda certezza e' che 'ci sono ripetute e diverse sentenze ed e' giusto che siano rispettate'. Secondo Veltroni, compito della politica e' approvare una legge sul testamento biologico. Ma 'rispetto e silenzio' viene chiesto da Livia Turco (Pd) 'in nome della pietas' e da Francesco Nucara (Pri) che unisce la sua solidarieta' 'personale e umana' al padre di Eluana.
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