Englaro e testamento biologico, Napolitano difende magistratura e chiede legge
Il presidente del Movimento per la vita Carlo Casini scrive al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano perche' 'salvi la vita' di Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo da 17 anni cui il padre chiede sia sospesa l'alimentazione-idratazione artificiale. E il capo dello Stato risponde, affermando senza mezzi termini che sui temi della vita 'e' necessario il massimo sforzo di convergenza, in Parlamento' per un intervento legislativo 'ormai indispensabile e non piu' procrastinabile'. Ma Napolitano scrive anche che, intanto, l'intervento dei giudici sul caso e' del tutto legittimo.
Il 9 luglio 2007 la Corte d'Appello di Milano ha consentito il distacco del sondino di Eluana, e il 13 novembre la cassazione ha respinto il ricorso della Procura contro la decisione. Nella lettera a Casini, Napolitano precisa di non avere, rispetto al caso di Eluana, 'poteri di intervento sui provvedimenti che sono espressione della funzione giurisdizionale': 'Il suo esercizio - afferma - e' riservato in via esclusiva alla magistratura e, come ha rilevato la Corte Costituzionale nella ordinanza recentemente emessa in relazione alla triste vicenda umana di Eluana, i giudici non hanno utilizzato i loro provvedimenti 'come meri schermi formali per esercitare, invece, funzioni di produzione normativa o per menomare l'esercizio del potere legislativo da parte del Parlamento' '. I giudici, dunque, sono intervenuti legittimamente.
Parole che riaccendono il dibattito, all'indomani della presa di posizione del settimanale Famiglia Cristiana secondo cui il centrodestra 'non vorrebbe fare una legge sul testamento biologico, lavandosi le mani quando sono in gioco temi etici'. L'invito di Napolitano a legiferare sul tema in tempi contenuti ha riscosso un'approvazione pressoche' unanime, anche se l'opposizione ribadisce la necessita' di un dibattito parlamentare. E sul caso di Eluana si e' espresso oggi anche il ministro del Welfare Maurizio Sacconi: 'Credo - ha detto - che non potremmo assistere passivamente al venir meno dei diritti fondamentali della persona come quello all'idratazione e all'alimentazione. La posizione di questa maggioranza politica a favore della vita e' molto chiara'.
NAPOLITANO, INTERVENTO LEGISLATIVO E' INDISPENSABILE - Sui temi della vita, ha affermato il presidente della Repubblica, 'e' necessario il massimo sforzo di convergenza, in Parlamento, tra i diversi modi di vedere' per un intervento legislativo 'ormai indispensabile e non piu' procrastinabile'. Napolitano parla quindi della formazione di 'ampio consenso sulla necessita' di adottare una specifica normativa sulla materia che, come ha auspicato anche la Corte Costituzionale, sia 'fondata su adeguati punti di equilibrio tra i fondamentali beni costituzionali coinvolti''. Napolitano ribadisce pertanto l'auspicio per 'un confronto reale, perche' il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l'elusione di ogni responsabile chiarimento'.
"Mi sembra che la posizione di questa maggioranza politica a difesa della vita sia molto chiara". Lo ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a margine del terzo forum sul Risk managment in sanita', in corso ad Arezzo, rispondendo ai giornalisti che gli domandavano un commento sulle affermazioni di Famiglia Cristiana che rivolgendosi al Pdl e al premier Berlusconi ha detto di non aver preso una posizione sul testamento biologico e sul caso di Eluana. "Credo - ha concluso Sacconi - che non potremo assistere passivamente al venir meno dei diritti fondamentali della persona, come quello all'idratazione e all'alimentazione".
In vista di una legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) il Partito democratico ha raggiunto un livello di convergenza molto elevato su "quasi" tutto, secondo Paola Binetti e Marco Malgaro.
"Abbiamo sviscerato il problema in tutti i suoi aspetti e abbiamo raggiunto un livello di convergenza molto elevato su 'quasi' tutto...", affermano Binetti e Malgaro in un comunicato.
"Anche se quel 'quasi' è proprio ció che fa la differenza tra le due posizioni chiave nel Pd, quella di Ignazio Marino, condivisa anche dai radicali, e quella Baio-Binetti-Bosone-Calgaro. Ma probabilmente anche in casa Pdl ci sarà un 'quasi tutto' che farà la differenza. In entrambi gli schieramenti - affermano i due parlamentari di opposizione - ci sono posizioni diverse e quindi appare del tutto naturale affermare che qualunque soluzione non potrà che essere trasversale".
Il "quasi", spiegano Binetti e Malgaro, "si innesta sul diritto di ogni persona all'autodeterminazione, escludendo che possa includere il diritto alla morte, tocca il valore della nutrizione e della idratazione come forme di sostegno vitale, riconosce all'alta dignità del medico l'ultima parola da pronunciare in scienza e coscienza. Sono i punti principali su cui il Parlamento è chiamato a discutere, a confrontarsi nel Pd e nella Pdl".
"Non vogliamo contrapporre il diritto alla vita al diritto all'autodeterminazione, vogliamo una legge che riconosca la libertà di vivere, anche quando le proprie condizioni sono fragilissime, e vogliamo che il Governo si impegni -una volta che la legge sarà stata approvata", scrivono ancora i due deputati democratici: "La buona legge che tutti vogliamo!- a investire risorse concrete sia nel campo di una assistenza ottimale a tutti quei pazienti che versano nelle condizioni di Eluana che nel campo della ricerca specifica: sugli stati vegetativi e sui comi sappiamo davvero ancora troppo poco". Binetti e Malgaro precisano, peraltro, che "il vecchio testamento biologico ormai scomparso dalla terminologia parlamentare" e che la legge sarà sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento.
Il ministro per l'Attuazioone del Programma Gianfranco Rotondi considera "difficile"collaborare" ad una legge sulla fine della vita.
"La legge sulla fine della vita - afferma in una nota - non è come il divorzio o le unioni civili: esse sono leggi che i cattolici possono sostenere salvo, poi, non usufruirne nella propria vita privata. La legge sulla fine della vita è un tema piú complesso, un po` come l`aborto: se noi pensiamo che la vita cominci al concepimento e finisca con l`ultimo respiro, ci è impossibile collaborare con una legge contraria alla nostra definizione della vita".
"Come per l`aborto - conclude Rotondi - potremo accettare la legge dello Stato ma non proporla n, collaborare alla sua stesura se non per ridurre il danno".
La legge sul testamento biologico, o sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, non sara' approvata per risolvere i possibili nuovi casi Englaro che potrebbero presentarsi all'attenzione della magistratura. Parola di Raffaele Calabro', senatore del Pdl e relatore dei Ddl sulla fine vita in Commissione Igiene e sanita' a Palazzo madama.
"Il caso di Eluana Englaro - dice all'ADNKRONOS SALUTE - rappresenta un momento critico che testimonia l'urgenza di una legge.
Ma la norma - spiega - non nascera' certo per risolvere i nuovi casi di cronaca".
L'esponente della maggioranza assicura "di non sentire la pressione addosso", nonostante i fronti contrapposti accendano il dibattito sul tema delle decisioni di fine vita. "Finora - rimarca - la Commissione ha lavorato con molta correttezza e impegno globale.
Cercheremo di raggiungere la maggiore condivisione possibile sulle scelte, fuori da ogni schieramento politico e dalle polemiche".
'Bravo Presidente. C'e' bisogno di una legge e bene ha fatto Giorgio Napolitano a ricordare che deve essere 'fondata su adeguati punti di equilibri tra i fondamentali beni costituzionali coinvolti''. Cosi' Silvio Viale, medico, radicale, membro del Comitato Scientifico di Exit-Italia commenta il messaggio del Capo dello Stato al Presidente del Movimento per la Vita Carlo Casini.
'In altre parole - prosegue Viale - ci vuole una legge per il testamento biologico e non contro il testamento biologico. Ci vuole una legge che ampi le garanzie di scelta e non le riduca. Per una singolare coincidenza la lettera del Presidente Giorgio Napolitano al Movimento per la vita - sottolinea ancora - giunge nel giorno in cui Eluana avrebbe compiuto 38 anni, ma nessuno ne festeggia il compleanno'.
'Ora tocca al Parlamento - dice ancora Viale - avviare una discussione franca, senza veti e senza tabu', senza disciplina di partito e ricatti ai 'nominati'. Se cosi accadra', sono certo, che questo Parlamento non potra' che decidere come farebbe l'80% degli italiani. Come per l'aborto e per il divorzio non e' stato imposto nulla a chi era contrario, e rimane contrario, ma non e' possibile - conclude - che per ottenere cio' che la Costituzione prevede occorra peregrinare per nove gradi di giustizia.
Grazie Presidente'.
La legge sul testamento biologico "deve essere fatta con spirito di condivisione", secondo il senatore Ignazio Marino (Pd), firmatario di uno degli undici disegni di legge in discussione alla commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama.
"Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano era già intervenuto nell'autunno del 2006, durante la drammatica vicenda di Pier Giorgio Welby. Oggi ci sollecita nuovamente, con le stesse parole e con gli stessi concetti. Il paese ha bisogno, un disperato bisogno di una legge sul testamento biologico", afferma Marino. "E' necessario che i cittadini possano avere, se lo vogliono, la possibilità di esprimere indicazioni sui trattamenti cui vogliono, o non vogliono, essere sottoposti, e possano farlo in maniera molto chiara, come indica la Costituzione che dà a tutti noi un diritto alla salute ma non un dovere per le terapie".
Quanto ai lavori in commissione "in questo momento - ha detto Marino - vi è sicuramente molta animosità, evidentemente bisogna aspettare la ripresa della discussione generale, che riprenderà al termine dell'esame della Finanziaria, e auspico, davvero sinceramente, che i toni diventino quelli del dialogo. Se alcuni dei membri della maggioranza li alzano e gridano agli omicidi di Stato, credo che sicuramente non aiuti un dibattito parlamentare sereno, dove si ascoltano le ragioni degli uni e degli altri".
Apprezzamento alle parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sulla necessità di una legge sul fine vita arriva da monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia per la Vita. "Non posso che rallegrarmi - dice a margine di una conferenza su 'Diritti umani e legge naturale' - si vede che anche lui sente l'esigenza del Paese di legiferare in una situazione che con il caso di Eluana Englaro è chiaramente divenuta drammatica. L'ho detto tante volte - ha concluso Fisichella - è necessaria una legge con il piú ampio consenso possibile".
Il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo si dice "dello stesso avviso del presidente Napolitano" su una legge sul fine vita. "Non per nulla come Pd al Senato, con un ordine del giorno, abbiamo impegnato l'aula di palazzo Madama a mettere a punto un ddl sul testamento biologico entro la fine dell'anno".
"La decisione - prosegue l'esponente di opposizione in un comunicato - non puó essere lasciata n, al medico rianimatore n, al giudice. Se l'obiettivo temporale di fine 2008 non fosse rispettato, per il Pd - prosegue - rimane un punto fermo l'approvazione di una legge in materia, affinch, ognuno decida in un corretto rapporto medico-paziente nel rispetto di chi ha lo stesso approccio del papà di Eluana ma anche - conclude Di Giovan Paolo - di chi eventualmente decida di fare la scelta opposta".
'Siamo d'accordo con il Presidente Napolitano sulla necessita' di colmare il vuoto legislativo.
L'Italia ha bisogno di una legge moderna ed efficace sul testamento biologico, ed il Parlamento non puo' piu' esimersi dal legiferare e dall'assumersi le proprie responsabilita''. Lo afferma il capogruppo alla Camera dell'Italia dei Valori Massimo Donadi.
'Sinora - aggiunge Donadi - il Parlamento e' stato gravemente inadempiente, soprattutto a causa della mancanza di un accordo all'interno dei due partiti principali, Pd e Pdl, sui temi etici. Il testamento biologico e' un tema decisivo per la sensibilita' civile del paese ed e' alla base di un moderno Stato laico. Una legge condivisa, che riguarda migliaia e migliaia di persone, e' indispensabile. E' il Paese che ce la chiede e la politica - conclude - non puo' attendere che altri si sostituiscano alle sue responsabilita''.
'Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha detto sull'esigenza di una legge sul testamento biologico delle cose totalmente condivisibili. Cio' vuol dire che e' indispensabile tracciare un percorso per una legge che eviti sia versioni di fatto nullificanti, sia versioni estreme'. Lo afferma Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, secondo il quale 'solo cosi' si potra' realizzare un'intesa fra laici e cattolici perche', al di la' dei numeri, nessuno puo' pensare di portare avanti in Parlamento ipotesi unilaterali e forzate in un senso o nell'altro. In materie cosi' delicate - conclude Cicchitto - occorre un grande senso dell'equilibrio'.
Il 9 luglio 2007 la Corte d'Appello di Milano ha consentito il distacco del sondino di Eluana, e il 13 novembre la cassazione ha respinto il ricorso della Procura contro la decisione. Nella lettera a Casini, Napolitano precisa di non avere, rispetto al caso di Eluana, 'poteri di intervento sui provvedimenti che sono espressione della funzione giurisdizionale': 'Il suo esercizio - afferma - e' riservato in via esclusiva alla magistratura e, come ha rilevato la Corte Costituzionale nella ordinanza recentemente emessa in relazione alla triste vicenda umana di Eluana, i giudici non hanno utilizzato i loro provvedimenti 'come meri schermi formali per esercitare, invece, funzioni di produzione normativa o per menomare l'esercizio del potere legislativo da parte del Parlamento' '. I giudici, dunque, sono intervenuti legittimamente.
Parole che riaccendono il dibattito, all'indomani della presa di posizione del settimanale Famiglia Cristiana secondo cui il centrodestra 'non vorrebbe fare una legge sul testamento biologico, lavandosi le mani quando sono in gioco temi etici'. L'invito di Napolitano a legiferare sul tema in tempi contenuti ha riscosso un'approvazione pressoche' unanime, anche se l'opposizione ribadisce la necessita' di un dibattito parlamentare. E sul caso di Eluana si e' espresso oggi anche il ministro del Welfare Maurizio Sacconi: 'Credo - ha detto - che non potremmo assistere passivamente al venir meno dei diritti fondamentali della persona come quello all'idratazione e all'alimentazione. La posizione di questa maggioranza politica a favore della vita e' molto chiara'.
NAPOLITANO, INTERVENTO LEGISLATIVO E' INDISPENSABILE - Sui temi della vita, ha affermato il presidente della Repubblica, 'e' necessario il massimo sforzo di convergenza, in Parlamento, tra i diversi modi di vedere' per un intervento legislativo 'ormai indispensabile e non piu' procrastinabile'. Napolitano parla quindi della formazione di 'ampio consenso sulla necessita' di adottare una specifica normativa sulla materia che, come ha auspicato anche la Corte Costituzionale, sia 'fondata su adeguati punti di equilibrio tra i fondamentali beni costituzionali coinvolti''. Napolitano ribadisce pertanto l'auspicio per 'un confronto reale, perche' il solo atteggiamento ingiustificabile sarebbe il silenzio, la sospensione o l'elusione di ogni responsabile chiarimento'.
"Mi sembra che la posizione di questa maggioranza politica a difesa della vita sia molto chiara". Lo ha detto il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a margine del terzo forum sul Risk managment in sanita', in corso ad Arezzo, rispondendo ai giornalisti che gli domandavano un commento sulle affermazioni di Famiglia Cristiana che rivolgendosi al Pdl e al premier Berlusconi ha detto di non aver preso una posizione sul testamento biologico e sul caso di Eluana. "Credo - ha concluso Sacconi - che non potremo assistere passivamente al venir meno dei diritti fondamentali della persona, come quello all'idratazione e all'alimentazione".
In vista di una legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) il Partito democratico ha raggiunto un livello di convergenza molto elevato su "quasi" tutto, secondo Paola Binetti e Marco Malgaro.
"Abbiamo sviscerato il problema in tutti i suoi aspetti e abbiamo raggiunto un livello di convergenza molto elevato su 'quasi' tutto...", affermano Binetti e Malgaro in un comunicato.
"Anche se quel 'quasi' è proprio ció che fa la differenza tra le due posizioni chiave nel Pd, quella di Ignazio Marino, condivisa anche dai radicali, e quella Baio-Binetti-Bosone-Calgaro. Ma probabilmente anche in casa Pdl ci sarà un 'quasi tutto' che farà la differenza. In entrambi gli schieramenti - affermano i due parlamentari di opposizione - ci sono posizioni diverse e quindi appare del tutto naturale affermare che qualunque soluzione non potrà che essere trasversale".
Il "quasi", spiegano Binetti e Malgaro, "si innesta sul diritto di ogni persona all'autodeterminazione, escludendo che possa includere il diritto alla morte, tocca il valore della nutrizione e della idratazione come forme di sostegno vitale, riconosce all'alta dignità del medico l'ultima parola da pronunciare in scienza e coscienza. Sono i punti principali su cui il Parlamento è chiamato a discutere, a confrontarsi nel Pd e nella Pdl".
"Non vogliamo contrapporre il diritto alla vita al diritto all'autodeterminazione, vogliamo una legge che riconosca la libertà di vivere, anche quando le proprie condizioni sono fragilissime, e vogliamo che il Governo si impegni -una volta che la legge sarà stata approvata", scrivono ancora i due deputati democratici: "La buona legge che tutti vogliamo!- a investire risorse concrete sia nel campo di una assistenza ottimale a tutti quei pazienti che versano nelle condizioni di Eluana che nel campo della ricerca specifica: sugli stati vegetativi e sui comi sappiamo davvero ancora troppo poco". Binetti e Malgaro precisano, peraltro, che "il vecchio testamento biologico ormai scomparso dalla terminologia parlamentare" e che la legge sarà sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento.
Il ministro per l'Attuazioone del Programma Gianfranco Rotondi considera "difficile"collaborare" ad una legge sulla fine della vita.
"La legge sulla fine della vita - afferma in una nota - non è come il divorzio o le unioni civili: esse sono leggi che i cattolici possono sostenere salvo, poi, non usufruirne nella propria vita privata. La legge sulla fine della vita è un tema piú complesso, un po` come l`aborto: se noi pensiamo che la vita cominci al concepimento e finisca con l`ultimo respiro, ci è impossibile collaborare con una legge contraria alla nostra definizione della vita".
"Come per l`aborto - conclude Rotondi - potremo accettare la legge dello Stato ma non proporla n, collaborare alla sua stesura se non per ridurre il danno".
La legge sul testamento biologico, o sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, non sara' approvata per risolvere i possibili nuovi casi Englaro che potrebbero presentarsi all'attenzione della magistratura. Parola di Raffaele Calabro', senatore del Pdl e relatore dei Ddl sulla fine vita in Commissione Igiene e sanita' a Palazzo madama.
"Il caso di Eluana Englaro - dice all'ADNKRONOS SALUTE - rappresenta un momento critico che testimonia l'urgenza di una legge.
Ma la norma - spiega - non nascera' certo per risolvere i nuovi casi di cronaca".
L'esponente della maggioranza assicura "di non sentire la pressione addosso", nonostante i fronti contrapposti accendano il dibattito sul tema delle decisioni di fine vita. "Finora - rimarca - la Commissione ha lavorato con molta correttezza e impegno globale.
Cercheremo di raggiungere la maggiore condivisione possibile sulle scelte, fuori da ogni schieramento politico e dalle polemiche".
'Bravo Presidente. C'e' bisogno di una legge e bene ha fatto Giorgio Napolitano a ricordare che deve essere 'fondata su adeguati punti di equilibri tra i fondamentali beni costituzionali coinvolti''. Cosi' Silvio Viale, medico, radicale, membro del Comitato Scientifico di Exit-Italia commenta il messaggio del Capo dello Stato al Presidente del Movimento per la Vita Carlo Casini.
'In altre parole - prosegue Viale - ci vuole una legge per il testamento biologico e non contro il testamento biologico. Ci vuole una legge che ampi le garanzie di scelta e non le riduca. Per una singolare coincidenza la lettera del Presidente Giorgio Napolitano al Movimento per la vita - sottolinea ancora - giunge nel giorno in cui Eluana avrebbe compiuto 38 anni, ma nessuno ne festeggia il compleanno'.
'Ora tocca al Parlamento - dice ancora Viale - avviare una discussione franca, senza veti e senza tabu', senza disciplina di partito e ricatti ai 'nominati'. Se cosi accadra', sono certo, che questo Parlamento non potra' che decidere come farebbe l'80% degli italiani. Come per l'aborto e per il divorzio non e' stato imposto nulla a chi era contrario, e rimane contrario, ma non e' possibile - conclude - che per ottenere cio' che la Costituzione prevede occorra peregrinare per nove gradi di giustizia.
Grazie Presidente'.
La legge sul testamento biologico "deve essere fatta con spirito di condivisione", secondo il senatore Ignazio Marino (Pd), firmatario di uno degli undici disegni di legge in discussione alla commissione Igiene e Sanità di Palazzo Madama.
"Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano era già intervenuto nell'autunno del 2006, durante la drammatica vicenda di Pier Giorgio Welby. Oggi ci sollecita nuovamente, con le stesse parole e con gli stessi concetti. Il paese ha bisogno, un disperato bisogno di una legge sul testamento biologico", afferma Marino. "E' necessario che i cittadini possano avere, se lo vogliono, la possibilità di esprimere indicazioni sui trattamenti cui vogliono, o non vogliono, essere sottoposti, e possano farlo in maniera molto chiara, come indica la Costituzione che dà a tutti noi un diritto alla salute ma non un dovere per le terapie".
Quanto ai lavori in commissione "in questo momento - ha detto Marino - vi è sicuramente molta animosità, evidentemente bisogna aspettare la ripresa della discussione generale, che riprenderà al termine dell'esame della Finanziaria, e auspico, davvero sinceramente, che i toni diventino quelli del dialogo. Se alcuni dei membri della maggioranza li alzano e gridano agli omicidi di Stato, credo che sicuramente non aiuti un dibattito parlamentare sereno, dove si ascoltano le ragioni degli uni e degli altri".
Apprezzamento alle parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sulla necessità di una legge sul fine vita arriva da monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia accademia per la Vita. "Non posso che rallegrarmi - dice a margine di una conferenza su 'Diritti umani e legge naturale' - si vede che anche lui sente l'esigenza del Paese di legiferare in una situazione che con il caso di Eluana Englaro è chiaramente divenuta drammatica. L'ho detto tante volte - ha concluso Fisichella - è necessaria una legge con il piú ampio consenso possibile".
Il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo si dice "dello stesso avviso del presidente Napolitano" su una legge sul fine vita. "Non per nulla come Pd al Senato, con un ordine del giorno, abbiamo impegnato l'aula di palazzo Madama a mettere a punto un ddl sul testamento biologico entro la fine dell'anno".
"La decisione - prosegue l'esponente di opposizione in un comunicato - non puó essere lasciata n, al medico rianimatore n, al giudice. Se l'obiettivo temporale di fine 2008 non fosse rispettato, per il Pd - prosegue - rimane un punto fermo l'approvazione di una legge in materia, affinch, ognuno decida in un corretto rapporto medico-paziente nel rispetto di chi ha lo stesso approccio del papà di Eluana ma anche - conclude Di Giovan Paolo - di chi eventualmente decida di fare la scelta opposta".
'Siamo d'accordo con il Presidente Napolitano sulla necessita' di colmare il vuoto legislativo.
L'Italia ha bisogno di una legge moderna ed efficace sul testamento biologico, ed il Parlamento non puo' piu' esimersi dal legiferare e dall'assumersi le proprie responsabilita''. Lo afferma il capogruppo alla Camera dell'Italia dei Valori Massimo Donadi.
'Sinora - aggiunge Donadi - il Parlamento e' stato gravemente inadempiente, soprattutto a causa della mancanza di un accordo all'interno dei due partiti principali, Pd e Pdl, sui temi etici. Il testamento biologico e' un tema decisivo per la sensibilita' civile del paese ed e' alla base di un moderno Stato laico. Una legge condivisa, che riguarda migliaia e migliaia di persone, e' indispensabile. E' il Paese che ce la chiede e la politica - conclude - non puo' attendere che altri si sostituiscano alle sue responsabilita''.
'Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha detto sull'esigenza di una legge sul testamento biologico delle cose totalmente condivisibili. Cio' vuol dire che e' indispensabile tracciare un percorso per una legge che eviti sia versioni di fatto nullificanti, sia versioni estreme'. Lo afferma Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, secondo il quale 'solo cosi' si potra' realizzare un'intesa fra laici e cattolici perche', al di la' dei numeri, nessuno puo' pensare di portare avanti in Parlamento ipotesi unilaterali e forzate in un senso o nell'altro. In materie cosi' delicate - conclude Cicchitto - occorre un grande senso dell'equilibrio'.
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