Englaro. Tondo: ho la coscienza a posto. Procura generale Milano archivia richiesta contro famiglia Englaro
'Non considero una sconfitta personale l'eventuale 'no' della clinica di Udine ad accogliere Eluana. Personalmente ho la coscienza a posto'. Lo ha detto in serata, a TeleFriuli, il presidente della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo.
Tondo ha svelato di aver personalmente visitato Eluana. 'Una domenica mattina ho preso la macchina - ha detto il Presidente - e sono andato da Peppino Englaro a Lecco. Poi, insieme, siamo andati nella clinica dove e' ricoverata Eluana'.
Tondo ha ribadito 'che in questa vicenda non ci sono ne' vincitori ne' vinti. Ribadisco - ha aggiunto - che questa e' una questione privata: Peppino Englaro, con la sentenza della Cassazione, da una parte e la clinica dall'altra. Punto. E ribadisco anche - ha detto ancora Tondo - che ho considerato legittimo, ma inefficace l'atto di indirizzo del ministro Maurizio Sacconi. Anche lui come me ex socialista e oggi entrambi in Forza Italia - ha concluso Tondo - dove esiste la massima liberta''.
PROCURA GENERALE ARCHIVIA RICHIESTA REVOCA DECRETO - La Procura generale di Milano ha archiviato la richiesta presentata da un medico e da un giornalista per la revoca del decreto con cui la Corte d'Appello del capoluogo lombardo aveva autorizzato i familiari di Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo persistente da 17 anni, a interrompere i trattamenti che la tengono in vita.
'Alla luce della decisione della Cassazione che aveva rigettato il ricorso contro la scelta della Corte d'Appello, noi non siamo legittimati a prendere alcuna iniziativa', e' la motivazione del sostituto procuratore generale, Maria Antonietta Pezza.
A presentare la richiesta di revoca erano stati il giornalista, Piero Pirovano, presidente dell'associazione 'Solidarieta', liberta', giustizia e pace', e il medico, Paolo Gulisano, presidente dell'associazione 'Centro aiuto alla vita' di Lecco.
Gli stessi legali di Eluana, all'atto di presentazione della richiesta, avevano sostenuto che gli esponenti non avessero alcun titolo per farlo.
CODACONS FRIULI, RICORSO PER REVOCARE A PADRE TUTELA ELUANA - Il Codacons Friuli Venezia Giulia contro Beppino Englaro. L'associazione dei consumatori, venuta a conoscenza della possibilita' che l'interruzione dell'idratazione e alimentazione forzata a Eluana Englaro venisse praticata proprio a Udine, ha deciso di avviare una battaglia per revocare al padre la tutela della donna in stato vegetativo permanente da 17 anni. L'obiettivo e' quello di fermare l'esecuzione del decreto che dispone la sospensione dei trattamenti che tengono in vita Eluana.
Ma il Codacons del Friuli ha gia' incassato un primo no dal giudice tutelare, a cui si era rivolto per chiedere la revoca e la sostituzione del tutore della donna, cioe' Beppino Englaro.
L'associazione presieduta dall'avvocato Vitto Claut, non si e' comunque fermata di fronte a un primo no. E si e' rivolta al tribunale di Lecco, sede in cui ha presentato un reclamo per modificare il decreto che dispone la sospensione dell'idratazione e alimentazione artificiale e per chiedere, ancora una volta, un provvedimento di revoca e sostituzione del tutore della donna. L'udienza e' fissata per il 24 febbraio alle 11.
Tondo ha svelato di aver personalmente visitato Eluana. 'Una domenica mattina ho preso la macchina - ha detto il Presidente - e sono andato da Peppino Englaro a Lecco. Poi, insieme, siamo andati nella clinica dove e' ricoverata Eluana'.
Tondo ha ribadito 'che in questa vicenda non ci sono ne' vincitori ne' vinti. Ribadisco - ha aggiunto - che questa e' una questione privata: Peppino Englaro, con la sentenza della Cassazione, da una parte e la clinica dall'altra. Punto. E ribadisco anche - ha detto ancora Tondo - che ho considerato legittimo, ma inefficace l'atto di indirizzo del ministro Maurizio Sacconi. Anche lui come me ex socialista e oggi entrambi in Forza Italia - ha concluso Tondo - dove esiste la massima liberta''.
PROCURA GENERALE ARCHIVIA RICHIESTA REVOCA DECRETO - La Procura generale di Milano ha archiviato la richiesta presentata da un medico e da un giornalista per la revoca del decreto con cui la Corte d'Appello del capoluogo lombardo aveva autorizzato i familiari di Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo persistente da 17 anni, a interrompere i trattamenti che la tengono in vita.
'Alla luce della decisione della Cassazione che aveva rigettato il ricorso contro la scelta della Corte d'Appello, noi non siamo legittimati a prendere alcuna iniziativa', e' la motivazione del sostituto procuratore generale, Maria Antonietta Pezza.
A presentare la richiesta di revoca erano stati il giornalista, Piero Pirovano, presidente dell'associazione 'Solidarieta', liberta', giustizia e pace', e il medico, Paolo Gulisano, presidente dell'associazione 'Centro aiuto alla vita' di Lecco.
Gli stessi legali di Eluana, all'atto di presentazione della richiesta, avevano sostenuto che gli esponenti non avessero alcun titolo per farlo.
CODACONS FRIULI, RICORSO PER REVOCARE A PADRE TUTELA ELUANA - Il Codacons Friuli Venezia Giulia contro Beppino Englaro. L'associazione dei consumatori, venuta a conoscenza della possibilita' che l'interruzione dell'idratazione e alimentazione forzata a Eluana Englaro venisse praticata proprio a Udine, ha deciso di avviare una battaglia per revocare al padre la tutela della donna in stato vegetativo permanente da 17 anni. L'obiettivo e' quello di fermare l'esecuzione del decreto che dispone la sospensione dei trattamenti che tengono in vita Eluana.
Ma il Codacons del Friuli ha gia' incassato un primo no dal giudice tutelare, a cui si era rivolto per chiedere la revoca e la sostituzione del tutore della donna, cioe' Beppino Englaro.
L'associazione presieduta dall'avvocato Vitto Claut, non si e' comunque fermata di fronte a un primo no. E si e' rivolta al tribunale di Lecco, sede in cui ha presentato un reclamo per modificare il decreto che dispone la sospensione dell'idratazione e alimentazione artificiale e per chiedere, ancora una volta, un provvedimento di revoca e sostituzione del tutore della donna. L'udienza e' fissata per il 24 febbraio alle 11.
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