Lunedì 8 giugno 2026
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Englaro. Turco: ora il Parlamento si dia una mossa

U.E. - ITALIA
Notizia ·
La sentenza della Cassazione sul caso di Eluana Englaro, in coma dal 1992, "è un segnale forte al Parlamento per arrivare al più presto a una soluzione". Lo dice il ministro della Salute Livia in un'intervista a 'la Repubblica'. "Sul testamento biologico serve uno scatto della politica per trovare la buona volontà e una convergenza di valori. Si può e si deve fare".
"La politica deve superare le resistenze al suo interno, altrimenti rischia di apparire come rinunciataria, cinica ed imponente. (...) Non possiamo lasciare la soluzione di questi problemi alla solitudine delle persone o alle sentenze dei Tribunali".

"Non si può per legge obbligare nessuno a vivere". Lo dice a SKY TG24, Beppino Englaro, nel corso della registrazione di Controcorrente di Corrado Formigli. "Anche se c'è un vuoto legislativo, interpretando la costituzione, il giudice può decidere".

Staccare la spina che tiene tutt'ora in vita Eluana Englaro che dal 1992 vive in stato vegetativo sarebbe "uccidere". Lo dice il 'ministro della Salute' del Vaticano, monsignor Lozano Barragan a 'la Repubblica'.
"La Chiesa condanna sia l'eutanasia che l'accanimento terapeutico. Ma non l'alimentazione, e tantomeno, l'idratazione che non sono cure mediche (...) Per cui anche quando un paziente è costretto a vivere in uno stato vegetativo, non gli si può dare la morte per sete e per fame".
Alla donna in coma da 15 anni Barragan esprime "solidarietà, rispetto e comprensione" senza tuttavia dimenticare "che il credente deve sempre sapere che la vita è dono di Dio e che a nessuno è lecito uccidere".

Il giorno dopo la sentenza della Cassazione sul caso di Eluana Englaro, l'Osservatore Romano definisce "inaccettabile" il relativismo dei valori, "soprattutto se questi riguardano la conservazione o meno della vita". Per l'organo di stampa vaticano, pertanto, nel "vuoto legislativo, una tale posizione significa orientare fatalmente il legislatore verso l'eutanasia". Parole che pesano come macigni, all'indomani della decisione della Suprema corte che fissa le circostanze (stato vegetativo e convincimento etico) in cui si puo' autorizzare la 'dolce morte', salutata dal padre di Eluana, Beppino Englaro, come "un sussulto di umanita'". E, inevitabilmente, si tratta di parole che spaccano ancora una volta il mondo politico.

"Mentre da noi le leggi si fanno sull'onda di alcune sentenze quantomeno controverse ma non si fanno nel rispetto della Costituzione e del diritto naturale alla vita, in Spagna, con i voti dei socialisti, e' stata respinta dal Parlamento la depenalizzazione dell'eutanasia". E' quanto sottolinea il capogruppo della Lega in commissione Sanita' del Senato, Massimo Polledri, commentando la sentenza della Cassazione e mettendo in evidenza "la decisione odierna del Parlamento di Madrid".

"L`Osservatore Romano va all`assalto di una sentenza equilibrata come quella della Cassazione sul caso Eluana, confondendo l`eutanasia con l`interruzione del mantenimento artificiale in vita di una persona in come da oltre un decennio ed è grave che questa battaglia sia motivata da una esplicita negazione del pluralismo dei valori". Lo sostiene - Roberto Villetti, capogruppo della Rosa nel Pugno alla Camera.
Secondo Villetti "tutto questo rivela una interpretazione teocratica della democrazia liberale che non dovrebbe essere basata sulla carta costituzionale ma sulla fede religiosa. Oggi - dice - l`Osservatore Romano va all`assalto della sentenza che registra semplicemente un vuoto normativo causato dal ritardo del Parlamento. Le Camere già da tempo avrebbero dovuto approvare una legge sul testamento biologico e se non lo hanno fatto è perché proprio per le pressioni vaticane, non solo il centrodestra ma anche una parte delle forze del centrosinistra, lo hanno costantemente impedito. Ormai - conclude il socialista Villetti - sembra che occorra l`imprimatur del Papa per legiferare non solo sui temi etici ma, come è avvenuto per i Dico, anche su quelli dei diritti civili".

Per il capogruppo Udc alla Camera, Luca Volontè, "è inaccettabile che un organo giurisdizionale possa prevedere quando si può assecondare la morte di una persona, violando da una parte le prerogative del Parlamento e cedendo dall`altra agli appelli dell`oncologo Veronesi e delle sue associazioni finanziate con denaro pubblico".
"Nella sua più alta funzione di garante e custode della Carta fondamentale della Repubblica italiana - conclude Volontè - il capo dello Stato non farà mancare un eventuale richiamo al rispetto della separazione dei poteri costituzionali".

'La sentenza della Cassazione sul caso di Eluana viene strumentalizzata dalla sinistra per aprire la strada a una legge che autorizzi in maniera surrettizia l'eutanasia.
An si battera' in Parlamento per contrastare qualsiasi tentativo di introdurre nella legislazione del nostro Paese qualunque forma di eutanasia, in ragione del principio della sacralita', dell'indisponibilita' e dell'intangibilita' della vita umana'. Lo dichiara Riccardo Pedrizzi, resposabile Nazionale della Consulta Etico-Religiosa e responsabile del dipartimento per la Famiglia di An.
'Il caso di Eluana -prosegue Pedrizzi- non riguarda l'accanimento terapeutico, ma l'eventuale interruzione del sostegno che la tiene in vita. In Italia non dovra' mai esserci una Terry Schiavo. Nessuno, insomma, dovra' avere il potere di negare cibo e acqua alle persone anche in stato vegetativo persistente'.

"Il Vaticano non contribuisca a creare contrapposizioni ideologiche: e' un errore alimentare, su un tema cosi' delicato, divisioni sulla base di convinzioni religiose.
Una normativa sul testamento biologico, e lo dico da cattolico, non va in alcun modo contro alcun principio della religione". Lo afferma il capogruppo dei Verdi in Commissione Affari sociali-Sanita' alla Camera, Tommaso Pellegrino, in merito al dibattito sull'eutanasia rilanciato dalla sentenza della Cassazione sul caso Englaro.
"Peraltro -aggiunge Pellegrino- non si possono demandare alle aule dei Tribunali decisioni che attengono alla politica: quando cio' accade e' un fallimento delle istituzioni politiche stesse". Secondo il parlamentare occorre "colmare quanto prima il vuoto legislativo esistente e approvare celermente la legge sul testamento biologico".
"Alleviare le sofferenze del malato -conclude il deputato- deve essere l'obiettivo di tutti. Dobbiamo arrivare a una legge che non preveda alcun sistema coercitivo. Quello sul testamento biologico e' un atto di civilta' che tutela i diritti di chi vive in una situazione di irreversibile sofferenza".

Il consenso libero e informato del paziente all'atto medico e' un diritto fondamentale del cittadino europeo. Lo stabilisce la Convenzione di Oviedo firmata il 4 aprile del 1997 ma non ancora completamente ratificata in Italia, mancano infatti i decreti attuativi. Si tratta della carta del Consiglio d'Europa per la protezione dei diritti dell'uomo e la dignita' dell'essere umano riguardo l'applicazione della biomedicina, che in molti ritengono potrebbe, se non mettere un punto definitivo, mantenere la rotta su questioni bioetiche.
Il Parlamento italiano ha approvato la legge di ratifica nel marzo 2001 e entro sei mesi il governo avrebbe dovuto adottare i decreti, ma il termine e' scaduto ed e' stato spostato al 31 luglio 2003, l'ultima delega al ministro della Salute per approvare i decreti e' scaduta il 31 luglio scorso. Ora si attende un provvedimento ad hoc, secondo quanto emerso nella seduta del 3 ottobre della commissione Sanita' di Palazzo Madama, per votare ancora una volta la delega al Governo.
L'urgenza della ratifica completa della Convenzione e' stata piu' volte sollevata dall'europarlamentare radicale Marco Cappato, segretario dell'associazione Luca Coscioni. E ieri la stessa sentenza della Corte di Cassazione sul caso Eleuana Englaro ha tirato in campo Oviedo.
La Carta 'non e' stata a tutt'oggi ratificata in Italia' si legge nella sentenza, 'Ma - prosegue il testo - da cio' non consegue che la Convenzione sia priva di alcun effetto nel nostro ordinamento'. Secondo la Cassazione 'all'accordo valido sul piano internazionale, ma non ancora eseguito all'interno dello Stato, puo' assegnarsi - tanto piu' dopo la legge parlamentare di autorizzazione alla ratifica - una funzione ausiliaria sul piano interpretativo'.
'Se non abbiamo ancora i decreti la responsabilita' e' anche del ministro Turco e' stata bloccata dai teodem dopo che lei aveva gia' ricevuto la delega e aveva tutto il potere di emanare' e' la posizione di Cappato che incalza: 'Il ministro della Salute, non e' un ministro tecnico, dovrebbe dirci cosa vuole e quali sono le sue intenzioni non puo' sempre deresponsabilizzarsi'.

"Quello che è sta accadendo attorno al caso di Eluana Englaro è inaccettabile e preoccupante. Nessuno, men che meno un giudice, può decidere della vita o della morte di un uomo". Lo dice il deputato di Forza Italia Maurizio Lupi.
"Non si può approfittare di un vuoto legislativo - continua il deputato - per mettere in dubbio il valore della vita umana, di qualunque vita umana. Nessuna legge ha stabilito come e perché siamo nati, non capisco perché una legge debba decidere come dobbiamo morire".

'Queste vicende pongono problemi molto gravi dal punto di vista giuridico perche' si tratta di interpretare e basarsi su norme che non considerano nella loro complessita' tutti gli elementi. Ed evidenziano implicazioni etiche di cui un legislatore moderno deve tener conto'. Gaetano Nicastro, presidente di sezione della Cassazione, evita di commentare la sentenza con la quale i suoi colleghi hanno stabilito che sara' un nuovo processo a decidere se Eluana Englaro ha diritto a morire. Ma riconosce che su temi cosi' delicati non si puo' far finta di nulla e ricorda che gia' in occasione dell' inaugurazione dell' Anno Giudiziario affermo' di ritenere 'urgente e indispensabile' un intervento del legislatore in tema di interruzione del 'trattamento terapeutico nei malati terminali'.
'La linea giurisprudenziale attuale - osserva il magistrato, giurista di formazione cattolica che si e' occupato a piu' riprese di questioni legate alla responsabilita' del medico - va in senso contrario all' eutanasia: la vita va tutelata fino alla fine. Probabilmente, pero', ci potra' essere una evoluzione. Ad alcuni miei amici sacerdoti, anche di alto livello, ho posto l' interrogativo se proprio l' uso di mezzi meccanici per tenere in vita una persona non sia una forma di ribellione a Dio, una tendenza all' immortalita' che richiama il peccato di Adamo ed Eva'.
Nicastro richiamo' su questa materia l' attenzione delle istituzioni e del grande pubblico quando per la cerimonia dell' Anno Giudiziario, non essendo ancora stato nominato il nuovo primo presidente della Cassazione, tocco' a lui tenere la relazione sullo stato della Giustizia. 'E' indispensabile ed urgente un intervento del legislatore che affronti e chiarisca i gravi problemi che sempre piu' frequentemente si presentano al giurista e al medico' disse, non riferendosi mai esplicitamente all' eutanasia - tornata alla ribalta per il caso di Piergiorgio Welby. Rilevo' pero' che quello di 'stabilire se e quando sia legittimo interrompere il trattamento terapeutico nei malati terminali' e' un 'grave problema emerso imperiosamente' nei mass media. Alla soluzione della questione - sottolineo' - sono 'indubbiamente connessi profondi problemi etici, che investono il significato stesso della vita umana e diritti ritenuti indisponibili'. In questo contesto non si possono trovare appigli nella legge sulla donazione degli organi, che e' 'dettata ad altri fini', mentre 'e' indubbio che la nostra Costituzione esclude che si possa essere obbligati ad un determinato trattamento sanitario, se non per disposizione di legge', garantendo 'il diritto alla salute e contemporaneamente all' autodeterminazione'. La necessita' di un intervento del legislatore, concluse Nicastro, era resa ancor piu' stringente dal fatto che 'di fronte al progresso della farmacologia e dell' ingegneria medica, rimane ambiguo il concetto stesso di accanimento terapeutico'.

'La politica deve prendere una posizione: sull'eutanasia servono leggi, parametri e protocolli a tutela dei malati e dei medici'. Consulcesi, l'associazione che tutela i diritti e la responsabilita' professionale dei medici, interviene cosi' sul caso di Eluana Englaro, la ragazza in coma da 15 anni per la quale la Cassazione ha accolto il ricorso dei genitori che chiedono l'interruzione dell'alimentazione artificiale.
'In un Paese civilizzato come il nostro - sottolinea il presidente di Consulcesi, Massimo Tortorella - e' paradossale la mancanza di una legge che regoli l'argomento dell'eutanasia. La classe politica - aggiunge - dovrebbe prendere esempio da Olanda, Spagna o Danimarca che hanno regolarizzato l'eutanasia con una legge precisa che non lede la dignita' del malato e non penalizza e colpevolizza il delicato ruolo del medico'.
L'esigenza di norme certe e' condivisa dagli stessi medici, sottoposti ad una ricerca sull'argomento da Consulcesi: 'Dalla ricerca, effettuata su un campione di 10 mila specialisti di tutta Italia - spiega Tortorella - emerge una forte richiesta di una tutela legislativa. Il 73,6% avverte la necessita' di un disegno di legge sul testamento biologico eticamente corretto, nella tutela del medico e soprattutto - conclude - nel rispetto della volonta' del paziente stesso'.

'Nessuna sentenza, a legislazione vigente, puo' stabilire che la somministrazione di cibo e di acqua sia qualificata in termini di 'cure sproporzionate' e quindi di 'accanimento terapeutico''. Lo sostiene il senatore Alfredo Mantovano (An), intervenendo sulla vicenda di Eluana Englaro.
'Nessuna legge dello Stato - sottolinea Mantovano - puo' sancire la liceita' della sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione senza porsi in grave violazione col diritto alla vita'.
'Invece di impegnarsi alacremente, giudici di legittimita' inclusi, in questa folle corsa verso l'affermazione di un inesistente 'diritto di morire' - prosegue il senatore - e' il caso di impegnarsi per dare aiuto concreto e quotidiano alle famiglie che hanno al proprio interno ammalati gravi. Staccare la spina e' comodo ed economico; ma e' profondamente inumano, qualunque sia l'orientamento della Cassazione'.

Sul caso di Eluana Englaro si pronuncia Paola Binetti dell'Ulivo :'la richiesta della Corte di Cassazione sull'assoluta irreversibilita' del coma non e' accoglibile perche' oggi si parla di assistenza protratta e non piu' di coma irreversibile, concetto accantonato dopo i casi, anche se minoritari, di persone che si sono risvegliate dopo anni'.
'Sul concetto di volonta' della persona - prosegue Paola Binetti - un esempio chiaro e' quello dell'oncologa di Milano che al Corriere della sera qualche giorno fa racconto' di essersi espressa a favore dell'eutanasia ma di essere tornata sui suoi passi una volta malata'.
'Il testamento biologico - conclude l'onorevole - diventa una questione delicata perche' le decisioni vengono prese in momenti distanti da quello della malattia. Ben dice la Corte di Cassazione, ma le condizioni poste sono difficili da soddisfare.
Fermo restando che personalmente penso che ognuno di noi debba morire di morte naturale'.

 "Ci sono 11 progetti di legge sul testamento biologico, le probabilita' che qualcuno passi sono molto alte". Lo ha detto a SKY TG24, Ignazio Marino, presidente della Commissione Sanita' al Senato. Alla richiesta di Corrado Formigli di indicare una data, Marino ha detto "nel 2008".

'La sentenza della Cassazione sul caso Englaro pone non poche inquietanti preoccupazioni. Prima fra tutte il fatto che il verdetto degli alti ed autorevoli Magistrati possa andare nella direzione della istituzionalizzazione dell'eutanasia'. Lo sottolinea in una nota Angelo Sanza (Fi).
'Per quanto si voglia far credere che la decisione giuridica possa non incidere ne' influenzare i futuri percorsi legislativi in materia -osserva- e' del tutto evidente, pero', che pone in forte dubbio la certezza del diritto naturale alla vita ed il principio della indisponibilita' di esso diritto da parte di chiunque'.

La sentenza della Cassazione sul caso di Eulana Englaro 'e' sicuramente uno stimolo al Parlamento ad andare avanti per giungere ad una legge che regoli la materia, che dia indicazioni certe e generalizzabili'. Lo sottolinea in una nota la senatrice Fiorenza Bassoli (Ulivo). 'Occorre pero' anche dire che la vicenda Englaro e' un caso a se', una storia drammatica che si trascinera' nel tempo nelle aule giudiziarie e con non giunge a soluzione con la sentenza della Corte. D'altra parte -prosegue- Eliana e' entrata in coma 15 anni fa e non ha espresso alcuna volonta' e pertanto, anche qualora vi fosse una legge, non sarebbe applicabile'.
'E' necessario sempre piu' approfondire tutti gli aspetti di questa delicata casistica, anche attraverso delle risposte che vengono dal campo medico che e', come e' naturale, in costante evoluzione. Per quanto riguarda la legge sul testamento biologico chiedero' che dopo l'esame della Finanziaria, la si metta all'ordine del giorno e la si voti in commissione in base a un testo che proporro' quanto prima. Mi auguro -conclude- che ci sia uno sforzo da parte di tutti per affrontare la discussione in modo aperto e fuori da ogni demonizzazione reciproca su un tema, come quello della vita e della morte, che non consente strumentalizzazioni'.
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