Englaro. Il Vaticano attacca l'Italia: giudici "assassini"
Sospendere cibo e acqua ad un paziente in stato vegetativo e' 'un assassinio'. La Chiesa cattolica ha ripetuto tante volte questa posizione ma sentirla pronunciare oggi dal card. Javier Lozano Barragan, 'ministro della Salute' vaticano, suona come un monito durissimo ai giudici della cassazione, chiamati a decidere, per l'ultima volta, sulla sorte di Eluana. Qualche settimana fa, il cardinale di Milano, Dionigi Tettamanzi, aveva invitato al silenzio e al rispetto per una vicenda umana drammatica, quella di una ragazza finita in coma vegetativo irreversibile 16 anni fa, e di un padre disperato che da anni si batte, nei tribunali italiani, per porre fine alla esistenza di dolore e senza speranza di sua figlia. L'esponente della Santa Sede, in attesa della sentenza della Corte Suprema, ha pero' voluto oggi ricordare i confini etici invalicabili. 'Sospendere idratazione e alimentazione in un paziente in stato vegetativo peggiora il suo stato, e la terribile morte per fame e per sete e' una mostruosita' disumana e un assassinio', ha detto in una dichiarazione all'ANSA il card. Barragan. Il porporato ha precisato che le sue parole non sono indirizzate al papa' di Eluana, ma a chi 'assumesse decisioni in questo senso'. 'L'accanimento terapeutico - ha tenuto a spiegare - non si consiglia mai, ma l'idratazione e l'alimentazione non appartengono a questa categoria'. 'Qualcuno obietta che insieme all' alimentazione vengono somministrati anche i farmaci che tengono in vita, e allora, io dico, togliete i farmaci', ha aggiunto. Al di la' delle posizioni di principio ribadite oggi da Barragan, il caso di Eluana Englaro ha costretto l'episcopato italiano a rivedere, lo scorso settembre, la propria posizione sul testamento biologico. La Cei, da sempre contraria a decreti legislativi per sancire le volonta' di un individuo rispetto alla propria morte, ha deciso che una legge sul 'fine vita' appare ora il male minore, di fronte alla possibilita' che la materia finisca per essere decisa a colpi di sentenze giudiziarie. 'I pronunciamenti giurisprudenziali' nella vicenda di Eluana mettono a rischio 'la vita di tutti', ha ammonito mons. Giuseppe Betori, nella sua ultima conferenza stampa da segretario della Conferenza episcopale italiana, prima di insediarsi, lo scorso 26 ottobre, come arcivescovo di Firenze. Secondo i vescovi italiani, la legge non deve portare ne' 'ad abbandono terapeutico' ne' ad 'accanimento terapeutico': l'idratazione e l'alimentazione - questo e' un punto fondamentale per la Cei - non possono pero' essere considerate terapie e vanno dunque garantite. Cosi' come, secondo i vescovi, non puo' essere il paziente a decidere sulla sua morte: l'ultima parola spetta sempre al medico, pur se in 'comunione'. con i familiari dell'assistito. La sentenza che la Corte di cassazione si appresta a pronunciare avra' sicuramente contraccolpi sulle varie proposte di legge riguardanti il 'fine vita' (termine gradito alla Chiesa cattolica) o il 'testamento biologico' (impostazione piu' laica) all'esame del Parlamento. Due giorni fa, ai microfoni della Radio Vaticana. mons. Rino Fisichella, Presidente del POntificio Consiglio della Vita nonche' cappellano di Montecitorio, aveva auspicato che fosse cercata una 'soluzione condivisa e partecipata' da tutti. 'Credo che sia importante in questo momento rispettare il lavoro parlamentare', aveva aggiunto.
"Staccare la spina ad Eluana Englaro sarebbe un atto di vera umanita' e di grande amore, e cioe' l'esatto contrario di un omicidio". Lo dice il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, che aggiunge: "Dispiace dirlo, ma la Santa Sede e' portatrice di un'idea davvero disumana della vita, come si vede chiaramente anche in merito alla vicenda che vede il Vaticano contrapporsi apertamente al neo-eletto presidente degli Stati Uniti Barack Obama sul caso delle cellule staminali embrionali, altro 'no' sbagliato, ingiusto, assurdo".
Per Marco Cappato, eurodeputato radicale e segretario dell'associazione Luca Coscioni, 'il Tg1 delle 20 ha realizzato nuovamente una perfetta operazione di disinformazione di regime, parziale e faziosa, contraria sia alla legge scritta che ai principi fondamentali di deontologia professionali'. 'Al termine del servizio sulla sentenza di cassazione sul caso Englaro, infatti - spiega Cappato in una nota - e' stata riportata lungamente la posizione del Vaticano senza alcun contraddittorio, sia contro la liberta' di scelta dei malati, sia contro la ricerca sulle cellule staminali. Nessuna altra opinione diversa e' stata offerta ai milioni di telespettatori del Tg1. E' un vero e proprio miracolo di civilta' se, nonostante questo tipo di malainformazione, la stragrande maggioranza degli italiani continui ostinatamente ad essere dalla parte di Luca Coscioni, di Piergiorgio Welby, di Beppino Englaro, contro le schiere di proibizionisti e aguzzini'. L'eurodeputato radicale si chiede infine se l'Ordine dei giornalisti e la Federazione nazionale della stampa non abbiano 'niente da dire'.
'La richiesta del Pg della cassazione da' il segnale di via libera all'eutanasia'. Lo sostiene l' associazione 'Giuseppe Dossetti'. Corrado Stillo, responsabile dell'Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell'Associazione, spiega: 'La richiesta del PG da' il via libera alla morte della giovane Eluana ed autorizza la famiglia a far togliere il sondino naso gastrico che nutre ed idrata da anni la ragazza. Una richiesta, quella di oggi, che sa piu' di una condanna a morte per fame e per sete, mentre il dettato costituzionale parla della salute in tutti i suoi vari aspetti, compresa la tutela della vita, come di un diritto inviolabile'. Secondo Stillo, la richiesta del PG 'prende il posto di un vuoto legislativo da tempo segnalato anche dalla nostra Associazione ed i ritardi del Parlamento, se non si decidera' presto, ricadranno sulla vita dei cittadini. Chiediamo alle forze politiche e ai mass media di avere piu' rispetto verso le 3000 persone che vivono da anni in condizioni simili ad Eluana. Stiamo seguendo molti casi di malati assistiti dai familiari nelle case, spesso con la latitanza delle strutture sanitarie che lasciano soli coloro che si battono per la vita dei loro congiunti. Ci auguriamo che, malgrado la richiesta di oggi, Eluana possa vivere ed essere rispettata nella sua dignita' '.
'Non c'e' dubbio che ci sia in ballo l'interruzione di una vita, ma non ogni interruzione della vita puo' essere classificato come un assassinio'. Lo dice in un'intervista a 'La Repubblica', il teologo Vito Mancuso dell'Universita' San Raffaele di Milano che interviene sul caso di Eluana Englaro. Esortando a evitare 'dogmatismi e le crociate', il teologo sottolinea che 'la vita umana e' tale in quanto e' libera'. Ma, avverte, 'usare la parola 'omicidio' in un caso come questo, nei confronti dei genitori, mi sembra un gesto molto violento'. . 'L'ideale - afferma - sarebbe avere il testamento biologico, l'ultima parola dovrebbe spettare sempre e solo al paziente. Ma siccome in questo caso non e' possibile, non si puo' che ragionevolmente affidarsi a chi e' piu' autorizato a decidere, per vincoli di affetto e fisici con la ragazza. Nessuno al mondo vuole piu' bene a quella donna dei suoi genitori'.
Quella della cassazione "potrebbe essere una sentenza annunciata", che "preoccupa soprattutto perche' foriera di una deriva eutanasica". Lo dichiara il deputato della Lega Massimo Polledri. "Contrariamente a quanto si afferma, quello di Eluana Englaro non è infatti un caso isolato ma costituisce un precedente che fa scuola, in nome dell'articolo 32 della Costituzione, e che al contempo è peró una violazione del codice penale, in particolare dell'articolo 579", afferma l'esponente del Carroccio in un comunicato. "Checche' ne dicano i nuovi barbari della medicina e del diritto - aggiunge - non si puó classificare l'eutanasia passiva come una pratica normale, quando invece si tratta di un vero e proprio omicidio".
"Staccare la spina ad Eluana Englaro sarebbe un atto di vera umanita' e di grande amore, e cioe' l'esatto contrario di un omicidio". Lo dice il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, che aggiunge: "Dispiace dirlo, ma la Santa Sede e' portatrice di un'idea davvero disumana della vita, come si vede chiaramente anche in merito alla vicenda che vede il Vaticano contrapporsi apertamente al neo-eletto presidente degli Stati Uniti Barack Obama sul caso delle cellule staminali embrionali, altro 'no' sbagliato, ingiusto, assurdo".
Per Marco Cappato, eurodeputato radicale e segretario dell'associazione Luca Coscioni, 'il Tg1 delle 20 ha realizzato nuovamente una perfetta operazione di disinformazione di regime, parziale e faziosa, contraria sia alla legge scritta che ai principi fondamentali di deontologia professionali'. 'Al termine del servizio sulla sentenza di cassazione sul caso Englaro, infatti - spiega Cappato in una nota - e' stata riportata lungamente la posizione del Vaticano senza alcun contraddittorio, sia contro la liberta' di scelta dei malati, sia contro la ricerca sulle cellule staminali. Nessuna altra opinione diversa e' stata offerta ai milioni di telespettatori del Tg1. E' un vero e proprio miracolo di civilta' se, nonostante questo tipo di malainformazione, la stragrande maggioranza degli italiani continui ostinatamente ad essere dalla parte di Luca Coscioni, di Piergiorgio Welby, di Beppino Englaro, contro le schiere di proibizionisti e aguzzini'. L'eurodeputato radicale si chiede infine se l'Ordine dei giornalisti e la Federazione nazionale della stampa non abbiano 'niente da dire'.
'La richiesta del Pg della cassazione da' il segnale di via libera all'eutanasia'. Lo sostiene l' associazione 'Giuseppe Dossetti'. Corrado Stillo, responsabile dell'Osservatorio per la Tutela e lo Sviluppo dei Diritti dell'Associazione, spiega: 'La richiesta del PG da' il via libera alla morte della giovane Eluana ed autorizza la famiglia a far togliere il sondino naso gastrico che nutre ed idrata da anni la ragazza. Una richiesta, quella di oggi, che sa piu' di una condanna a morte per fame e per sete, mentre il dettato costituzionale parla della salute in tutti i suoi vari aspetti, compresa la tutela della vita, come di un diritto inviolabile'. Secondo Stillo, la richiesta del PG 'prende il posto di un vuoto legislativo da tempo segnalato anche dalla nostra Associazione ed i ritardi del Parlamento, se non si decidera' presto, ricadranno sulla vita dei cittadini. Chiediamo alle forze politiche e ai mass media di avere piu' rispetto verso le 3000 persone che vivono da anni in condizioni simili ad Eluana. Stiamo seguendo molti casi di malati assistiti dai familiari nelle case, spesso con la latitanza delle strutture sanitarie che lasciano soli coloro che si battono per la vita dei loro congiunti. Ci auguriamo che, malgrado la richiesta di oggi, Eluana possa vivere ed essere rispettata nella sua dignita' '.
'Non c'e' dubbio che ci sia in ballo l'interruzione di una vita, ma non ogni interruzione della vita puo' essere classificato come un assassinio'. Lo dice in un'intervista a 'La Repubblica', il teologo Vito Mancuso dell'Universita' San Raffaele di Milano che interviene sul caso di Eluana Englaro. Esortando a evitare 'dogmatismi e le crociate', il teologo sottolinea che 'la vita umana e' tale in quanto e' libera'. Ma, avverte, 'usare la parola 'omicidio' in un caso come questo, nei confronti dei genitori, mi sembra un gesto molto violento'. . 'L'ideale - afferma - sarebbe avere il testamento biologico, l'ultima parola dovrebbe spettare sempre e solo al paziente. Ma siccome in questo caso non e' possibile, non si puo' che ragionevolmente affidarsi a chi e' piu' autorizato a decidere, per vincoli di affetto e fisici con la ragazza. Nessuno al mondo vuole piu' bene a quella donna dei suoi genitori'.
Quella della cassazione "potrebbe essere una sentenza annunciata", che "preoccupa soprattutto perche' foriera di una deriva eutanasica". Lo dichiara il deputato della Lega Massimo Polledri. "Contrariamente a quanto si afferma, quello di Eluana Englaro non è infatti un caso isolato ma costituisce un precedente che fa scuola, in nome dell'articolo 32 della Costituzione, e che al contempo è peró una violazione del codice penale, in particolare dell'articolo 579", afferma l'esponente del Carroccio in un comunicato. "Checche' ne dicano i nuovi barbari della medicina e del diritto - aggiunge - non si puó classificare l'eutanasia passiva come una pratica normale, quando invece si tratta di un vero e proprio omicidio".
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