Enti di ricerca chiedono incontro a futuro Presidente del Consiglio
Energia, salute, alta tecnologia, tlc, navigazione via satellite: la scienza italiana contribuisce al progresso, allo sviluppo tecnologico, all'innovazione delle imprese del Paese. Ma molto di piu' puo' dare all'Italia "a fronte di una programmazione politica ed economica condivisa, forte e derubricata dagli altri settori pubblici". Alla vigilia del risultato elettorale, arriva cosi' la sollecitazione bipartisan dei presidenti di tre tra i maggiori Enti di ricerca italiani che, al Governo che verra', chiedono di aprire finalmente "un dialogo serio" fra esecutivo e mondo della ricerca. I presidenti dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Roberto Petronzio, dell'Ente Nazionale per l'Energia e l'Ambiente (Enea), Luigi Paganetto, e dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Giovanni Fabrizio Bignami, intervistati dall'Adnkronos, chiedono dunque al "prossimo Presidente del Consiglio, una volta insediato, un incontro mirato perche', programmi di ricerca alla mano, prenda visione direttamente di come il lavoro dei loro Enti e dei loro ricercatori puo' portare sviluppo e competizione tecnologica e d'impresa all'Italia". "Vogliamo mettere direttamente nelle mani del prossimo Premier gli strumenti che siamo in grado di offrire al Paese perche' faccia un salto di qualita' sul fronte nazionale e nella competizione internazionale" dicono Petronzio, Bignami e Paganetto. "Siamo convinti che un incontro diretto con il Capo del prossimo esecutivo possa aprire un dialogo nuovo e piu' informato e consapevole fra la scienza e la politica".
"Un acceleratore di particelle offre nuove cure per i tumori e importanti strumenti d'indagine per poter capire queste gravi patologie. Un acceleratore di particelle, strumento della ricerca di base della fisica, serve per produrre energia nei reattori di quarta generazione su cui si sta indirizzando la ricerca europea e internazionale e, non ultimo, serve anche per il trattamento delle scorie nucleari" sottolinea il presidente dell'Infn, Roberto Petronzio, convinto che solo attraverso un incontro "diretto" con i presidenti degli Enti di ricerca "il nuovo Premier potra' 'tocccare' direttamente con mano l'importanza di rendere strategico per il paese il settore della ricerca".
"Il 21 aprile una delegazione cinese verra' da noi per firmare un accordo per la realizzazione di un laboratorio congiunto che prevede studi con acceleratori per applicazioni mediche.
La ricerca e' un fattore importante anche nelle relazioni internazionali fra Paesi".
Una riunione "istruttoria" con il futuro Premier e' dunque sollecitata anche dal presidente dell'Enea, Luigi Paganetto, "per esaminare in presa diretta con il Capo del nuovo governo la banca di progetti degli Enti di ricerca italiani e valutarne cosi' il contributo allo sviluppo del Paese". "Come Enea al futuro premier dico che c'e' una grande opportunita' per l'Italia nella sfida tecnologica per l'energia sostenibile ed il contenimento delle emissioni lanciata dall'Europa. Una sfida che si vince con la ricerca che porta innovazione e sviluppo anche al sistema imprenditoriale italiano".
"Le attivita spaziali non solo portano la bandiera italiana ai livelli piu' alti, ma con le attivita' di osservazione della terra dallo spazio si migliora la comprensione del pianeta in cui viviamo e dello spazio profondo. Tutte attivita' che si realizzano con tutti i calbri dell'impresa nazionale, dalla piu' grande, che dobbiamo riportare in Italia, alle piccole e medie imprese" afferma il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Giovanni Fabrizio Bignami, ricordando che la vera sfida del futuro Premier e' "lo sviluppo del Paese" che passa anche attraverso le attivita' spaziali. "I nostri astronauti hanno portato l'Italia nel mondo".
"Solo per citare il settore delle piccole e medie imprese, nell'incontro che chiediamo al futuro Premier parlerei del programma in corso all'Asi di piccole missioni satellitari che vedono le Pmi attrici di primo piano". "Negli ultimi dodici mesi -dice ancora il presidente dell'Asi- l'Italia ha messo in orbita tre satelliti interamente nazionali ad altissima tecnologia, per l'osservazione della Terra e dell'universo profondo. Ha contribuito con tre lanci alla costruzione della Stazione spaziale, dove il volume abitato dagli astronauti, anche italiani, e' per il 40% made in Italy".
Ed al prossimo inquilino di Palazzo Chigi, alla vigilia delle elezioni ed "in maniera assolutamente bipartisan perche' la scienza ed il progresso sono un bene di tutti", i presidenti di Infn, Asi ed Enea, non chiedono solo "piu' fondi per la ricerca, ma soprattutto -concludono Petronzio, Bignami e Paganetto- che ponga finalmente le condizioni per un sistema ricerca italiano forte e strategico".
(Adnkronos)
"Un acceleratore di particelle offre nuove cure per i tumori e importanti strumenti d'indagine per poter capire queste gravi patologie. Un acceleratore di particelle, strumento della ricerca di base della fisica, serve per produrre energia nei reattori di quarta generazione su cui si sta indirizzando la ricerca europea e internazionale e, non ultimo, serve anche per il trattamento delle scorie nucleari" sottolinea il presidente dell'Infn, Roberto Petronzio, convinto che solo attraverso un incontro "diretto" con i presidenti degli Enti di ricerca "il nuovo Premier potra' 'tocccare' direttamente con mano l'importanza di rendere strategico per il paese il settore della ricerca".
"Il 21 aprile una delegazione cinese verra' da noi per firmare un accordo per la realizzazione di un laboratorio congiunto che prevede studi con acceleratori per applicazioni mediche.
La ricerca e' un fattore importante anche nelle relazioni internazionali fra Paesi".
Una riunione "istruttoria" con il futuro Premier e' dunque sollecitata anche dal presidente dell'Enea, Luigi Paganetto, "per esaminare in presa diretta con il Capo del nuovo governo la banca di progetti degli Enti di ricerca italiani e valutarne cosi' il contributo allo sviluppo del Paese". "Come Enea al futuro premier dico che c'e' una grande opportunita' per l'Italia nella sfida tecnologica per l'energia sostenibile ed il contenimento delle emissioni lanciata dall'Europa. Una sfida che si vince con la ricerca che porta innovazione e sviluppo anche al sistema imprenditoriale italiano".
"Le attivita spaziali non solo portano la bandiera italiana ai livelli piu' alti, ma con le attivita' di osservazione della terra dallo spazio si migliora la comprensione del pianeta in cui viviamo e dello spazio profondo. Tutte attivita' che si realizzano con tutti i calbri dell'impresa nazionale, dalla piu' grande, che dobbiamo riportare in Italia, alle piccole e medie imprese" afferma il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Giovanni Fabrizio Bignami, ricordando che la vera sfida del futuro Premier e' "lo sviluppo del Paese" che passa anche attraverso le attivita' spaziali. "I nostri astronauti hanno portato l'Italia nel mondo".
"Solo per citare il settore delle piccole e medie imprese, nell'incontro che chiediamo al futuro Premier parlerei del programma in corso all'Asi di piccole missioni satellitari che vedono le Pmi attrici di primo piano". "Negli ultimi dodici mesi -dice ancora il presidente dell'Asi- l'Italia ha messo in orbita tre satelliti interamente nazionali ad altissima tecnologia, per l'osservazione della Terra e dell'universo profondo. Ha contribuito con tre lanci alla costruzione della Stazione spaziale, dove il volume abitato dagli astronauti, anche italiani, e' per il 40% made in Italy".
Ed al prossimo inquilino di Palazzo Chigi, alla vigilia delle elezioni ed "in maniera assolutamente bipartisan perche' la scienza ed il progresso sono un bene di tutti", i presidenti di Infn, Asi ed Enea, non chiedono solo "piu' fondi per la ricerca, ma soprattutto -concludono Petronzio, Bignami e Paganetto- che ponga finalmente le condizioni per un sistema ricerca italiano forte e strategico".
(Adnkronos)
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