Entro due settimane giro di vite dell'Unione sull'immigrazione illegale
La Commissione europea è ottimista sul via libera Ue alla proposta di direttiva sui rimpatri, nonostante le forti riserve espresse da diversi paesi membri e da alcuni gruppi del Parlamento europeo. "Un accordo entro due settimane è possibile" ha detto Friso Roscam Abbing, portavoce della Commissione Ue per il portafoglio Giustizia, Libertà e Sicurezza. Nonostante il rinvio della decisione di ieri da parte dei rappresentanti permanenti presso l'Ue, a causa dei contrasti sul testo, Bruxelles vede ancora margine per raggiungere un compromesso in tempi brevi. La normativa rappresenta un vero e proprio giro di vite nella lotta all'immigrazione clandestina, prevedendo, tra le altre disposizioni, anche l'estensione fino a 6 mesi, più eventuale proroga di altri 12, del periodo massimo di detenzione per gli extracomunitari colti senza permesso di soggiorno, minori inclusi. In più, in base alle nuove norme, l'immigrato espulso non potrà rientrare in Europa prima di cinque anni. In tutto sono una decina i paesi membri che puntano i piedi contro questo inasprimento delle norme, ma la Commissione europea difende il testo. "Non si può parlare di direttiva della vergogna" come affermano alcune organizzazioni non governative: "queste disposizioni riguardano persone in una situazione di illegalità" ha sottolineato il portavoce Ue, spiegando che "se non si organizzasse il rimpatrio si danneggerebbe la credibilità delle politiche europee sull'immigrazione". Gli ambasciatori dei Ventisette potrebbero esprimersi nuovamente sullo spinoso dossier già nella riunione della prossima settimana.
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