Equador. Guerra alla droga, Correa dice basta alla basi Usa di Manta
Manta, Equador. La scena al Ray Cafè fa capire che è tutto normale. Una televisione sintonizzata sulla Fox trasmette un torneo di gold. Gli avventori equadoregni, tra cui si confonde il personale di Air Force, si rinfrescano con cola e Gatorade. Ma dal prossimo anno, se il presidente Rafael Correa andrà fino in fondo, la base non ci sarà più e, con essa, scomparirà una delle maggiori fonti di controversia nella war on drugs di Washington. La base area di Manta, di strategica importanza per l'amministrazione Bush nelle Ande, ha un personale di 180 unità che effettuano un centinaio di voli al mese sopra il Pacifico. Obiettivo: le navi cariche di droga in arrivo dalla Colombia. Questi carichi costituiscono il 90% della cocaina consumata negli States. Nel 2007 ne sono stati intercettati 200. Tutto questo non è più tollerato da Correa, che è stufo di vedere il proprio paese occupato come se ci fosse una guerra vera e propria. E se la base chiude, dove possono aprirne un'altra? Forse da novembre 2009, quando scadranno i termini dell'accordo con l'Equador per Manta, agli americani toccherà posizionarsi a Curaçao e El Salvador. Secondo molti esperti, tra cui l'ex consulente antinarcotici della Casa bianca Russell Crandall, queste basi comportano solamente un esagerato dispendio di denaro.ADUC è indipendente
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