Equo e solidale va bene, ma che non si esageri
Rinuncia al lavoro infantile; agricoltura sostenibile; commercio equo: molte amministrazioni civiche europee vorrebbero applicare questi criteri quando provvedono ai loro acquisti. Ma non è sempre facile, come dimostra un esempio olandese. La provincia Noord-Holland aveva deciso che nelle sue macchinette del caffè ci dovesse essere solo del prodotto "equo e solidale". Nel bando spiegava di preferire loghi come Fairtrade, ma che potevano andar bene anche altri marchi purché le aziende partecipanti dimostrassero di operare per una produzione sostenibile, rispettosa dell'ambiente e dell'equità sociale. Per il gigante del caffè Douwe Egberts si trattava di condizioni discriminanti e si è rivolto alla Commissione europea spiegando che così facendo s'impediva anche il confronto prezzo/qualità tra prodotti. Il commissario per il Mercato interno, Michel Barnier, gli ha dato ragione e ha sostenuto che l'amministrazione provinciale olandese si era spinta troppo in là; alla fine ha denunciato l'Olanda presso la Corte di giustizia europea. In attesa della sentenza...
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