Ericsson trasferisce all'estero le attivita' di ricerca
Le universita' hanno fatto un appello e i lavoratori della Ericsson Telecomunicazioni e Ericsson Marconi hanno incrociato le braccia per uno sciopero nazionale contro lo spostamento all'estero di tutte le attivita' di ricerca e sviluppo. Il settore occupa 300 lavoratori Ericsson Marconi che rischiano di perdere il lavoro entro l'anno e per le ricadute che questo avra' anche sulle attivita' svolte in Ericsson Telecomunicazioni.
Oltre mille lavoratori Ericsson - e' scritto in un comunicato diffuso dalla Fiom-Cgil - hanno incrociato le braccia a Roma per quattro ore e dopo il presidio una delegazione di lavoratrici e lavoratori ha raggiunto la conferenza stampa che si teneva alla facolta' di ingegneria de La Sapienza a San Pietro in Vincoli.
La conferenza stampa era stata organizzata da docenti e studenti delle tre universita' romane per lanciare un appello rivolto al governo, alla regione Lazio, alla Provincia e al Comune di Roma.
'L'appello - dice il professore ordinario ICT Gianni Orlandi - vuole denunciare, oltre al problema occupazionale che si creera', la scomparsa a Roma di un polo di eccellenza nelle telecomunicazioni, che da anni intrattiene rapporti di collaborazione tecnica e scientifica con le Universita' della citta''. Tra i primi firmatari ci sono il professor Gianni Orlandi della facolta' di ingegneria de La Sapienza, il professor Silvello Betti per la facolta' di ingegneria di Tor Vergata e il preside della facolta' di ingegneria della Terza Universita', Franco Gori. Il collettivo studentesco di Ingegneria de La Sapienza ha partecipato alla conferenza stampa con un comunicato e ha srotolato da sopra il chiostro della facolta' uno striscione contro la precarieta' del lavoro. Nei prossimi giorni si aspetta una convocazione da parte della Regione Lazio, chiamata in causa dal sindacato.
Al presidio che si e' tenuto a Roma molti lavoratori, quasi tutti ingegneri con anni di esperienza alle spalle, si sono presentati al presidio con un cartello 'Vendesi' appeso al collo e la loro qualifica in evidenza.
Oltre mille lavoratori Ericsson - e' scritto in un comunicato diffuso dalla Fiom-Cgil - hanno incrociato le braccia a Roma per quattro ore e dopo il presidio una delegazione di lavoratrici e lavoratori ha raggiunto la conferenza stampa che si teneva alla facolta' di ingegneria de La Sapienza a San Pietro in Vincoli.
La conferenza stampa era stata organizzata da docenti e studenti delle tre universita' romane per lanciare un appello rivolto al governo, alla regione Lazio, alla Provincia e al Comune di Roma.
'L'appello - dice il professore ordinario ICT Gianni Orlandi - vuole denunciare, oltre al problema occupazionale che si creera', la scomparsa a Roma di un polo di eccellenza nelle telecomunicazioni, che da anni intrattiene rapporti di collaborazione tecnica e scientifica con le Universita' della citta''. Tra i primi firmatari ci sono il professor Gianni Orlandi della facolta' di ingegneria de La Sapienza, il professor Silvello Betti per la facolta' di ingegneria di Tor Vergata e il preside della facolta' di ingegneria della Terza Universita', Franco Gori. Il collettivo studentesco di Ingegneria de La Sapienza ha partecipato alla conferenza stampa con un comunicato e ha srotolato da sopra il chiostro della facolta' uno striscione contro la precarieta' del lavoro. Nei prossimi giorni si aspetta una convocazione da parte della Regione Lazio, chiamata in causa dal sindacato.
Al presidio che si e' tenuto a Roma molti lavoratori, quasi tutti ingegneri con anni di esperienza alle spalle, si sono presentati al presidio con un cartello 'Vendesi' appeso al collo e la loro qualifica in evidenza.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti