Espulsa la mamma messicana attivista per i diritti degli immigrati
Elvira Arellano, una attivista diventata il simbolo del movimento per l'immigrazione quando per un anno e' rimasta chiusa in una piccola chiesa di Chicago per non essere separata dal figlioletto nato in America e' stata deportata dagli Stati Uniti. La giovane donna, 32 anni di Chicago, era arrivata negli Usa illegalmente nel 1997. E' stata arrestata ieri a Los Angeles e deportata poche ore dopo, ha detto il reverendo Walter Coleman, pastore della Adalberto United Methodist Church nel South Side di Chicago dove Elvira nell'agosto 2006 aveva trovato rifugio. 'E' stata deportata. Ora e' libera e si trova a Tijuana', ha detto Coleman annunciando che l'attivista resta 'determinata a continuare a combattere contro la separazione delle famiglie dall'altro lato del confine'. Elvira Arellano era diventata un simbolo della battaglia dei genitori immigrati quando si era rifugiata nella chiesa del reverendo Coleman per evitare di essere separata dal figlio Saul di otto anni che e' cittadino americano essendo nato negli Stati Uniti.
Il Messico esprime "profonda preoccupazione" per l'espulsione dagli Stati Uniti della Arellano. "Il caso della signora Arellano e' un chiaro segno dell'urgenza di stabilire meccanismi bilaterali che permettano una migrazione degna, sicura e regolata tra i due Paesi vicini, amici e partner commerciali", segnala al riguardo una nota del ministero degli Esteri messicano. La celerita' nel mettere in atto il provvedimento di espulsione, lamentano le autorita' messicane, ha impedito al consolato di Los Angeles di prestare alla Arellano la necessaria assistenza prevista dalla Convenzione di Vienna. Esprimendo "profonda preoccupazione", il consolato messicano ha richiesto spiegazioni sul caso alle autorita' migratorie Usa.
Il Messico esprime "profonda preoccupazione" per l'espulsione dagli Stati Uniti della Arellano. "Il caso della signora Arellano e' un chiaro segno dell'urgenza di stabilire meccanismi bilaterali che permettano una migrazione degna, sicura e regolata tra i due Paesi vicini, amici e partner commerciali", segnala al riguardo una nota del ministero degli Esteri messicano. La celerita' nel mettere in atto il provvedimento di espulsione, lamentano le autorita' messicane, ha impedito al consolato di Los Angeles di prestare alla Arellano la necessaria assistenza prevista dalla Convenzione di Vienna. Esprimendo "profonda preoccupazione", il consolato messicano ha richiesto spiegazioni sul caso alle autorita' migratorie Usa.
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