Giovedì 11 giugno 2026
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Espulsioni, Amnesty: alcuni Paesi Europei contribuiscono a tortura immigrati sgraditi

EUROPA
Notizia ·
L'organizzazione umanitaria Amnesty International ha invitato i paesi europei ad esercitare la massima cautela nelle espulsioni degli stranieri, soprattutto quando i loro paesi di origine sono accusati di praticare la tortura.
In un rapporto pubblicato oggi, Amnesty sostiene che le assicurazioni inattendibili date da certi governi, soprattutto dopo le stragi dell'11 settembre 2001, alla fine si rivelano solo un pretesto per giustificare l'allontanamento di individui sospetti ritenuti una minaccia per la sicurezza nazionale.
'Le garanzie che gli espulsi non saranno sottoposti a torture non possono essere prese per oro colato quando provengono da paesi che abitualmente la tortura la praticano', osserva Julia Roberts, esperta per l'Europa di anti-terrorismo e diritti umani.
Nel rapporto viene citato il caso di Essid Sami Ben Kemais, espulso dall'Italia verso la Tunisia nel giugno 2008. Il governo di Tunisi, secondo Amnesty, si era impegnato a non sottoporlo a maltrattamenti ma otto mesi dopo l'uomo, che in Italia aveva scontato una condanna a sei anni e mezzo per terrorismo, ha denunciato di essere stato torturato.
Nel rapporto, Amnesty cita anche altri casi di espulsioni da Spagna, Austria, Georgia e Svezia del tutto discutibili sotto il profilo dei diritti umani.
'Il modo migliore per evitare le torture e' quello di non espellere nessuno verso quei paesi dove il rischio esiste', afferma Amnesty.
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