Giovedì 4 giugno 2026
Menu

Espulsioni Rom, non si placano polemiche

U.E. - FRANCIA
Notizia ·
Il presidente Nicolas Sarkozy agita il pugno di ferro per garantire sicurezza e legalità in Francia e il suo ministro degli Interni, Brice Hortefeux, dà fiato alle trombe nell'annunciare sgomberi di campi rom illegali ed espulsioni di nomadi in situazione irregolare.
Romania e Bulgaria protestano, ancora sottovoce, mentre l'opposizione di sinistra francese e le organizzazioni per la tutela dei diritti alzano sempre piú i toni. Ma anche dalle file della stessa maggioranza c'è chi definisce questa "crociata" in nome della sicurezza come "fumo negli occhi", oppure come una politica "scioccante ed inefficace". "Si stanno prendendo in giro i francesi - denuncia nell'editoriale di Le Monde un deputato villepenista, Francois Goulard - il problema della sicurezza nono si risolve con qualche campo rom".
Ieri il quotidiano Le Monde faceva i conti in tasca al ministero degli Interni e si chiedeva "dove sono" i 51 campi nomadi irregolari di cui è stato annunciato lo sgombero, poich‚ non risultano alle prefetture interessate. Il ministro degli Interni si era impegnato, per ottemperare alle richieste del capo dello stato, a far smantellare entro tre mesi la metà dei circa 600 insediamenti nomadi illegali e l'espulsione entro la fine del mese di 700 persone provenienti dai campi rom finora sgomberati.
Oggi, un membro stesso del governo, il ministro dell'Immigrazione Eric Besson (ex socialista) ha "relativizzato" le dichiarazioni del collega Hortefeux e definito le operazioni in corso come "niente di eccezionale". "Siamo nel quadro delle procedure classiche di riaccompagnamento di cittadini stranieri in situazione irregolare nei loro paesi d'origine", ha detto Besson, insistendo sul carattere volontario delle partenze. I rom di origine romena infatti possono entrare e restare in Francia fino a tre mesi senza alcuna formalità, in quanto cittadini dell'Ue, pur sottoposti a un regime transitorio fino al 2014.
Oggi, vigilia delle prime "espulsioni volontarie" di 79 rom verso Bulgaria e Romania, la Commissione europea ha invitato la Francia a "rispettare le regole" sulla protezione dei cittadini europei. Alcuni giorni fa la Francia era finita sul banco degli accusati del Comitato per l'eliminazione della discriminazione razziale dell'Onu (Cerd) per la sua politica nei confronti delle minoranze etniche: alcuni membri del Cerd, dopo aver passato in rassegna punto per punto gli ultimi provedimenti del governo di Parigi, avevano denunciato una "recrudescenza considerevole del razzismo" nell'Esagono. (Apcom)

UE, SU ESPULSIONI ROM FRANCIA DEVE RISPETTARE REGOLE 
- "La Francia come ogni altro stato membro deve rispettare le regole" che garantiscono ai cittadini Ue i diritti relativi alla liberta' di movimento e di insediamento.
Cosi' la Commissione europea, per bocca del portavoce della titolare del portafoglio alla giustizia e cittadinanza Viviane Reding, ha reagito alla decisione della Francia di espellere circa 700 Rom rimpatriandoli in Bulgaria e Romania. "A questo stadio della vicenda, la Commissione segue da vicino e con attenzione la situazione - ha sottolineato il portavoce Matthew Newman - in particolare la commissaria Reding e il commissario Lazslo Andor".
Spetta pero' ai singoli stati membri decidere cosa fare "caso per caso", prendendo in considerazione i singoli 'dossier' di ogni cittadino. Se esiste la liberta' di movimento e di insediamento, infatti, passati tre mesi un cittadino puo' restare sul suolo di un altro paese se rispetta una serie di condizioni, tra cui possedere mezzi per il proprio mantenimento e non costituire una minaccia per la sicurezza del paese. Allo stesso tempo, la decisione delle autorita' nazionali deve rispettare il principio di proporzionalita', ha ricordato il portavoce.
"Noi sorvegliamo che le regole della direttiva Ue in materia siano rispettate, in particolare la liberta' di movimento e di insediamento, e il principio di proporzionalita'", ha aggiunto la portavoce della Commissione Amelia Torres. Newman ha poi ricordato anche come Bruxelles abbia "sempre sostenuto la necessita' dell'integrazione di queste popolazioni" e gia' "stanziato per il periodo 2007-2013 fondi Ue per un totale di 17,5 miliardi di euro in 12 stati membri per progetti specifici per l'inclusione della popolazione Rom".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →