Estradizioni dei boss della droga e omicidi in forte crescita

Il Costa Rica, a lungo considerato un'isola di relativa pace e stabilità in America Centrale, sta affrontando una crisi della sicurezza senza precedenti. Il paese si è trasformato negli ultimi anni in un importante snodo logistico del traffico regionale di droga, con guerre tra bande rivali che hanno fatto impennare il tasso di omicidi.
Come riportano CBS News e altre testate internazionali, nel maggio 2025 il Parlamento costaricano ha approvato una storica riforma costituzionale — promossa dall'allora presidente Rodrigo Chaves — che per la prima volta ha consentito l'estradizione di cittadini costaricani verso l'estero per reati di narcotraffico e terrorismo. Da quel momento, diversi tra i principali trafficanti del paese sono stati consegnati alle autorità statunitensi.
Tra i casi più rilevanti figura quello dell'ex ministro della Sicurezza pubblica ed ex magistrato Celso Gamboa, arrestato nel giugno 2025 con l'accusa di narcotraffico e successivamente estradato negli Stati Uniti: uno dei primi procedimenti ad applicare la nuova normativa costituzionale. Con lui è stato consegnato anche il suo presunto associato Edwin Lopez Vega, noto come "Pecho de Rata". Il mese precedente, le autorità avevano catturato il latitante più ricercato del paese, noto come "Diablo", ricercato dagli USA per traffico di droga e con una taglia di 500.000 dollari sulla testa.
Il numero di organizzazioni criminali attive nel paese è cresciuto in modo esponenziale: da 35 a 340 nell'arco di un decennio, secondo il ministro della Sicurezza Mario Zamora. Parallelamente, il tasso di omicidi è passato da 11,5 ogni 100.000 abitanti nel 2021 a 17,2 nel 2023 — l'anno più violento della storia del paese, con oltre 900 omicidi. Nel 2024 si sono registrati 880 casi, mentre nel 2025 il totale si è attestato a 873, con un tasso di 16,8 per 100.000 abitanti. Circa due terzi degli episodi sono riconducibili ad attività di narcotraffico.
Gli esperti di InSight Crime, think tank specializzato nella criminalità organizzata latinoamericana, avvertono che le estradizioni dei vertici dei cartelli producono spesso l'effetto opposto a quello sperato nel breve periodo: la rimozione di un capo crea vuoti di potere che scatenano violenti conflitti tra fazioni rivali per il controllo del territorio e delle rotte dello spaccio. I precedenti in Colombia e altrove suggeriscono cautela.
Di fronte a questa situazione, il governo ha deciso di andare oltre. La nuova presidente Laura Fernández ha presentato un ulteriore progetto di riforma costituzionale per ampliare i reati che consentono l'estradizione — includendo riciclaggio di denaro, traffico di armi, tratta di esseri umani, omicidi su commissione e crimini informatici contro la sicurezza nazionale — pur precisando che l'estradizione non sarà automatica.