Venerdì 5 giugno 2026
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Etf, in aumento gli istituzionali che li utilizzano

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Gli investitori istituzionali sempre piu' consumatori di exchange traded funds. Secondo una ricerca condotta da Morgan Stanley, nell'ultimo anno il numero degli istituzionali europei che utilizzano nell'ambito delle proprie gestioni etf quotati negli Usa o Holdrs e' cresciuto del 20 per cento. Il tasso di crescita piu' significativo si e' registrato in Italia dove il numero degli istituzionali che investono in etf americani e' passato da 20 a 29, pari a una crescita del 45 per cento. Significativo e' stato l'aumento del tasso di utilizzo nel Regno Unito (+33%, da 43 a 57) e in Spagna (+24%, da 45 a 56). Tre anni fa soltanto 32 erano le istituzioni che facevano uso di questi strumenti. Ora sono circa 300. Gli etf quotati in Europa sono invece meno utilizzati anche in considerazione del fatto che si tratta di un mercato ancora giovane. Le previsioni per i prossimi anni sono positive. L'uso degli etf aumentera' in Europa, soprattutto grazie all'implementazione nei Paesi europei della direttiva Ucits III, la quale detta norme piu' flessibili per i fondi indicizzati. Essi potranno investire in azioni e/o obbligazioni di uno stesso emittente fino a un massimo del 20 per cento. Tale limite potra' essere ulteriormente elevato fino al 35% nel caso in cui si verifichino sul mercato determinate condizioni. Il tutto a condizione che l'indice sia un parametro di riferimento adeguato per il mercato al quale si riferisce, sia reso pubblico e risulti, al suo interno, sufficientemente diversificato. Le gestioni passive sono un importante business per le societa' di asset management nell'attribuzione di mandati di gestione.
Secondo il recente sondaggio di Edhec/Misys European Asset Management Practices Survey, esse rappresentano il 10% dell'offerta delle societa' di gestione europee. Inoltre il 23% dei portafogli azionari gestiti in Europa utilizza tecniche di gestione indicizzata.
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