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 ITALIA - ITALIA - Etichette abbigliamento. Approvate nuove norme
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11 novembre 2017 9:57
 
Scure su chi inganna i consumatori, barando sulle calzature e sui prodotti tessili: arrivano sanzioni comprese tra 200 euro (nel caso di informazione non corretta sui simboli adottati in etichetta per le calzature) e 20 mila euro (nei casi più gravi come la non corretta etichettatura delle calzature e dei prodotti tessili). In più, c'è anche il ritiro dal commercio dei prodotti già in vendita. È quanto prevede un decreto legislativo approvato ieri, in via definitiva, dal Consiglio dei ministri; il provvedimento è attuativo della legge di delegazione europea 2014 (n. 114/2015) e introduce nell'ordinamento nazionale una nuova disciplina per la violazione delle disposizioni di cui alla direttiva 94/11/CE, concernente l'etichettatura dei materiali usati nelle principali componenti delle calzature destinate alla vendita al consumatore, e al regolamento (Ue) n. 1007/2011, relativo alle denominazioni delle fibre tessili e all'etichettatura e al contrassegno della composizione fibrosa dei prodotti tessili.
Inquinamento. Il Cdm ha poi approvato, sempre in via definitiva, un altro dlgs (questa volta attuativo della legge di delegazione europea 2015, la n 179/ 2016) per la limitazione delle emissioni in atmosfera di inquinanti generati da impianti medi di combustione; il decreto contiene anche il riordino del quadro normativo degli stabilimenti che producono emissioni. Ma il provvedimento riguarda in particolare gli impianti con potenza termica nominale compresa tra 1 e 50 MW e interviene indipendentemente dal tipo di combustibile utilizzato, dettando ì norme unificate per il controllo di biossido di zolfo, ossidi di azoto e polveri, attraverso l'aggiornamento dei valori limite di emissione. Inoltre, il testo:
- razionalizza e semplifica le procedure autorizzative, estendendo la possibilità di ricorrere alle autorizzazioni generali in luogo di quelle ordinarie;
- assicura la certezza e l'efficacia del sistema dei controlli;
- aggiorna il sistema delle sanzioni, in modo da assicurarne l'efficacia e la proporzionalità.
Cure all'estero e stranieri curati in Italia. Sempre per il via libera definitivo, ieri il Consiglio dei ministri ha approvato un regolamento, che avrà veste di dpcm, per delineare le competenze tra stato e regioni sui debiti e crediti generati dall'assistenza sanitaria dei cittadini stranieri e dalla mobilità sanitaria internazionale degli italiani. Il provvedimento è necessario, spiega una nota di Palazzo Chigi per gestire la parte amministrativo-contabile tra ministero della salute e regioni; specie sul fronte delle Asl e della materiale erogazione delle prestazioni assistenziali agli assistiti di altri paesi, con conseguente fatturazione al ministero della salute. Tocca a quest'ultimo, infatti, esigere il pagamento dei crediti dovuti e rimborsare i debiti maturati nei confronti degli altri stati, mediante risorse stanziate su uno capitolo di spesa del proprio bilancio.
Trasporto aereo. Infine, il Cdm ha approvato due dlgs. Uno contiene un meccanismo sanzionatorio per le violazione delle norme sulla gestione dei flussi di traffico aereo e individua nell'Ente nazionale per l'aviazione civile l'autorità nazionale per l'irrogazione delle sanzioni. Che saranno tra 2 mila e 100 mila euro e che potranno persino triplicarsi in caso di infrazioni reiterate. Il secondo decreto, invece, fissa sanzioni a tutela della sicurezza dei passeggeri, operazioni di trasporto e aeroporti: le multe riguardano il mancato rispetto dei requisiti per aeronavigabilità, piloti, assistenti di volo, allievi, centri di addestramento, esaminatori, centri aeromedici, operazioni di volo, aeroporti e fornitori di servizi.
(Italia Oggi del 11/11/2017)
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