Etichette alimentari. Le preoccupazioni dell'Associazione Celiachia
'Apre uno scenario preoccupante per la tutela ai celiaci' la proposta della Commissione Europea, pubblicata il 20 giugno, di abrogare il Regolamento 41/2009, cancellare la definizione di "prodotto dietetico" e ridurre la dicitura "senza glutine" ad una etichetta generica della normativa sull'etichettatura alimenti. Lo afferma l'Associazione Italiana Celiachia (Aic) nell'annunciare che intende 'contrastare' la proposta e che richiedera' che i prodotti dietetici senza glutine 'rientrino nella categoria degli alimenti destinati a fini medici speciali'.
I celiaci rappresentano una delle categorie 'sensibili' di consumatori perche' necessitano di una 'dieta sanitaria e salva vita'. 'L'intervento della Commissione Europea, svolto in nome della semplificazione, ignora - denuncia l'Aic - la necessità di continuare a tutelare alcune categorie vulnerabili di consumatori, come quella dei celiaci, finora sotto speciale protezione, garantita da una normativa stringente sui requisiti nutrizionali specifici e sui controlli relativi'.
La celiachia, sottolinea l'associazione che rappresenta in Italia gli oltre 110.000 celiaci ad oggi diagnosticati, 'e' una patologia che richiede, come unica terapia l'adesione ad una dieta che escluda completamente il glutine per tutta la vita.
L'assunzione di glutine espone infatti i celiaci a gravissime complicanze, anche irreversibili'.
Attualmente i prodotti senza glutine (con glutine inferiore a 20ppm) sono considerati prodotti 'dietetici' e godono di una specifica normativa che ne garantisce la sicurezza per il consumatore celiaco in termini di assenza di glutine.
In Italia, questi prodotti sono elencati nel Registro Nazionale dei prodotti dietetici senza glutine, ed erogati gratuitamente ai celiaci dal Sistema Sanitario Nazionale. La proposta di Bruxelles potrebbe portare, conclude l'Aic, all'abrogazione del Registro che 'rappresenta un sostegno fondamentale ai celiaci in quanto raccoglie i prodotti erogabili dal Sistema Sanitario Nazionale. Non possiamo non pensare che provvedimenti che tendono a "parificare" i prodotti alimentari dietetici a quelli di uso comune possano mettere in discussione la tutela ai celiaci che dal 1982 eroga i prodotti dietetici in regime di esenzione'.
I celiaci rappresentano una delle categorie 'sensibili' di consumatori perche' necessitano di una 'dieta sanitaria e salva vita'. 'L'intervento della Commissione Europea, svolto in nome della semplificazione, ignora - denuncia l'Aic - la necessità di continuare a tutelare alcune categorie vulnerabili di consumatori, come quella dei celiaci, finora sotto speciale protezione, garantita da una normativa stringente sui requisiti nutrizionali specifici e sui controlli relativi'.
La celiachia, sottolinea l'associazione che rappresenta in Italia gli oltre 110.000 celiaci ad oggi diagnosticati, 'e' una patologia che richiede, come unica terapia l'adesione ad una dieta che escluda completamente il glutine per tutta la vita.
L'assunzione di glutine espone infatti i celiaci a gravissime complicanze, anche irreversibili'.
Attualmente i prodotti senza glutine (con glutine inferiore a 20ppm) sono considerati prodotti 'dietetici' e godono di una specifica normativa che ne garantisce la sicurezza per il consumatore celiaco in termini di assenza di glutine.
In Italia, questi prodotti sono elencati nel Registro Nazionale dei prodotti dietetici senza glutine, ed erogati gratuitamente ai celiaci dal Sistema Sanitario Nazionale. La proposta di Bruxelles potrebbe portare, conclude l'Aic, all'abrogazione del Registro che 'rappresenta un sostegno fondamentale ai celiaci in quanto raccoglie i prodotti erogabili dal Sistema Sanitario Nazionale. Non possiamo non pensare che provvedimenti che tendono a "parificare" i prodotti alimentari dietetici a quelli di uso comune possano mettere in discussione la tutela ai celiaci che dal 1982 eroga i prodotti dietetici in regime di esenzione'.
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