Lunedì 8 giugno 2026
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L'Europa all'Italia: i respingimenti violano il diritto comunitario

U.E.
Notizia ·
Respingere gli immigrati clandestini mettendone a rischio l'incolumita' viola il diritto comunitario. Lo ha sottolineato ieri il commissario europeo per la giustizia, la liberta' e la sicurezza Jacques Barrot intervenendo al dibattito sull'immigrazione svoltosi al Parlamento Ue.
La Commissione ha ricevuto dall'Italia la lettera di risposta alla richiesta di chiarimenti sulle operazione di respingimento inviata da Bruxelles a Roma lo scorso luglio e 'la stiamo studiano in modo accurato', ha detto Barrot.
Il quale ha voluto ricordare a questo proposito che 'la legislazione comunitaria stabilisce il principio del non respingimento', cioe' vieta il rinvio degli immigrati verso quei Paesi dove possono essere sottoposti a trattamenti degradanti o inumani. Cosi' come vieta di mettere a rischio l'incolumita' dei richiedenti asilo. E 'questo dovere di protezione - ha detto ancora il commissario - deve essere rispettato'.
Le parole di Barrot arrivano nel giorno in cui l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Navi Pillay, pronuncia a Ginevra un discorso molto duro nei confronti della politica dei respingimenti, i cui contenuti erano stati anticipati ieri. Pillay parla di discriminazioni e 'diritto internazionale violato'. Mentre da Seul - dove si trova in visita con il capo dello Stato Giorgio Napolitano - Franco Frattini sottolinea invece come l'Italia rispetti 'tutte le regole internazionali'. E quindi, osserva il titolare della Farnesina, 'non e' a noi che si deve indirizzare critica o qualsiasi tipo di rilievo'.
D'altra parte, aggiunge l'ambasciatore italiano presso l'Onu di Ginevra Laura Mirachian in risposta alla Pillay, dall'inizio del 2007 ad oggi le autorita' italiane hanno soccorso in mare oltre 52mila migranti e sono consapevoli che 'ogni singolo migrante e' titolare di diritti umani, al di la' del suo status legale'.
Oggi, davanti agli europarlamentari, Barrot - cosi' come il ministro della Giustizia svedese Tobias Billstrom, intervenuto a nome della presidenza Ue - ha pero' riconosciuto la necessita' di una 'strategia europea e di una solidarieta' piu' attiva' tra i Paesi Ue, perche' il tema dell'immigrazione irregolare 'riguarda tutti'. Una solidarieta' che restera' 'su base volontaria - ha poi aggiunto - ma deve diventare una vera risposta al problema'.
L'Ue ha anche avviato contatti con Libia e Turchia per affrontare insieme la questione. Ma da Tripoli, ha sottolineato Barrot, le risposte tardano ad arrivare e le autorita' turche si sono rese protagoniste di alcune azioni di disturbo nei confronti delle forze di Frontex, l'agenzia europea che si occupa della cooperazione e del coordinamento delle azioni di controllo delle frontiere esterne dell'Ue.
Tanto Billstrom quanto Barrot hanno quindi annunciato che all'inizio del 2010 Bruxelles presentera' delle proposte per rafforzare il ruolo di Frontex in materia sia di rimpatri e sia di cooperazione con Paesi terzi. Auspicando poi che l'ufficio Ue per l'asilo possa essere operativo entro l'anno prossimo.
David Sassoli, capo della delegazione del Pd (gruppo S&D) all'Europarlamento e promotore del dibattito sull'immigrazione, nel suo intervento ha chiesto all'Ue di 'far cessare le violazioni dei diritti fondamentali' da parte dell'Italia. E Rita Borsellino ha sottolineato la necessita di 'ristabilire la legalita' nel Mediterraneo'.
Roberta Angelilli (Pdl-Ppe) ha respinto invece operazioni di 'strumentalizzazione ideologica' del problema ed ha evidenziato la necessita' di 'accelerare il processo per arrivare a una vera e propria politica Ue sull'immigrazione'.
Cosi' come hanno fatto i suoi colleghi di partito Clemente Mastella e Antonio Cancian.
Tra gli intervenuti al dibattito anche Sonia Alfano (Idv-Alde), per la quale 'il principio del non respingimento non puo' essere eluso e soprattutto non e' mercanteggiabile'.
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