Europa. Cresce il consumo di cocaina
Cresce in Europa il consumo della cocaina. Sempre più attraente anche per cittadini 'insospettabili', con una normale vita sociale e lavorativa e di ceti sociali tra i più diversi. Il consumo, dagli anni '90, è cresciuto soprattutto in Spagna e Inghilterra. Ma è praticamente raddoppiato anche in Italia. L'allarme arriva dai dati del Rapporto legato al progetto 'Eugloreh 2007', co-finanziato dall'Unione europea, coordinato dal ministero del Welfare e dall'Istituto superiore di sanità e presentato oggi a Roma.
La cocaina, ha spiegato Luciano Vittozzi, dirigente di ricerca dell'Iss ideatore del progetto europeo Eugloreh, "è una delle droghe più diffuse dopo la marijuana. Oggi, tra gli europei di età compresa tra 15 e 34 anni, il 5,3% l'ha provata almeno una volta nella vita. La novità è che è sempre più diffusa anche in ambienti considerati sani. Non appartiene più alla marginalià". Il consumo di 'polvere bianca', in Italia, è raddoppiato in poco meno di un decennio: l'ha utilizzata almeno una volta il 3% della popolazione contro l'1,5% del 2000. In Spagna, invece, dagli anni '90 ad oggi si è passati dal 3% al 5% e in Inghilterra dal 1% al 5%. In controtendenza, con una riduzione del consumo, solo Grecia e Olanda dove però il consumo ha riguardato sempre meno dell'1% della popolazione.
La cocaina, ha spiegato Luciano Vittozzi, dirigente di ricerca dell'Iss ideatore del progetto europeo Eugloreh, "è una delle droghe più diffuse dopo la marijuana. Oggi, tra gli europei di età compresa tra 15 e 34 anni, il 5,3% l'ha provata almeno una volta nella vita. La novità è che è sempre più diffusa anche in ambienti considerati sani. Non appartiene più alla marginalià". Il consumo di 'polvere bianca', in Italia, è raddoppiato in poco meno di un decennio: l'ha utilizzata almeno una volta il 3% della popolazione contro l'1,5% del 2000. In Spagna, invece, dagli anni '90 ad oggi si è passati dal 3% al 5% e in Inghilterra dal 1% al 5%. In controtendenza, con una riduzione del consumo, solo Grecia e Olanda dove però il consumo ha riguardato sempre meno dell'1% della popolazione.
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