Europarlamento approva direttiva anti-discriminazioni
Il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria ieri a Bruxelles, ha accolto favorevolmente, con 363 voti a favore, 226 contrari e 64 astensioni una proposta di direttiva Ue sulla lotta alla discriminazione basata su religione, disabilità, età o orientamento sessuale, che mira a rendere effettiva la parità di trattamento nell'assistenza sociale e sanitaria, nell'istruzione, e nell'accesso a beni e servizi, compresi gli alloggi. L'Assemblea ha approvato il rapporto della relatrice, l'olandese Kathalijne Buitenweg (Verdi), spaccandosi lungo la tradizionale frattura fra la maggioranza di centro sinistra 'allargato', comprendente, cio,, i Liberaldemocratici oltre alle sinistre a ai Verdi, e il centro destra (Ppe, Uen, euroscettici ed eurodeputati sparsi dell'estrema destra).
Sebbene il Parlamento europeo abbia su questa materia specifica un potere per ora solo consultivo, è stato proprio sull'impegno a varare questa direttiva, e sul contenuto che avrebbe avuto, che si giocó, nel 2004, il destino dell'italiano Rocco Buttiglione come commissario Ue designato alla Giustizia, poi bocciato alla sua audizione di conferma in commissione Libertà pubbliche. La direttiva, infatti, tutela anche gli omosessuali contro ogni forma di discriminazione, e questo è ció che Buttiglione non avrebbe potuto garantire, secondo quanto ha ricordato la relatrice Buitenweg, che fu tra i protagonisti di quella vicenda.
"Dopo le sue dichiarazioni sugli omosessuali, non potevamo piú avere fiducia in lui come commissario, per avere una direttiva come questa che finalmente abbiamo oggi", ha detto la relatrice subito dopo il voto.
A parte le norme specifiche contro il razzismo e la xenofobia e per la parità dei generi, le attuali regole generali dell'Ue contro la discriminazione riguardano solo il posto di lavoro e non la tutela rispetto al mercato (cioè la possibilità di acquistare beni e usufruire di servizi senza essere discriminati). Il nuovo testo mira a colmare questa lacuna. In pratica, con la nuova direttiva, nessuno potrà piú rifiutare una camera d'hotel a una coppia omosessuale, o l'ammissione all'Università a un disabile, per fare solo due esempi.
E' stato proprio su insistenza del Parlamento europeo che la proposta legislativa della Commissione, secondo le intenzioni iniziali destinata a tutelare solo i disabili, è stata estesa anche alle discriminazioni contro le diverse religioni e credenze, l'età e l'orientamento sessuale, ha ricordato ancora Buitenweg.
Per quanto riguarda le scuole o altri istituti d'istruzione religiosi, la direttiva prevede che non si possa in alcun modo discriminare gli studenti (il testo non si applica agli insegnanti) in relazione a loro eventuali disabilità, al loro orientamento sessuale, alla loro età. Eccezionalmente, invece, si potrà negare l'accesso sulla base dell'appartenenza religiosa, ma solo se si potrà provare che in caso contrario verrebbe compromessa l'identità della scuola. La direttiva, insomma, in questo caso accetta la possibilità di deroghe solo se sono basate su una "giustificazione obiettiva".
Sebbene il Parlamento europeo abbia su questa materia specifica un potere per ora solo consultivo, è stato proprio sull'impegno a varare questa direttiva, e sul contenuto che avrebbe avuto, che si giocó, nel 2004, il destino dell'italiano Rocco Buttiglione come commissario Ue designato alla Giustizia, poi bocciato alla sua audizione di conferma in commissione Libertà pubbliche. La direttiva, infatti, tutela anche gli omosessuali contro ogni forma di discriminazione, e questo è ció che Buttiglione non avrebbe potuto garantire, secondo quanto ha ricordato la relatrice Buitenweg, che fu tra i protagonisti di quella vicenda.
"Dopo le sue dichiarazioni sugli omosessuali, non potevamo piú avere fiducia in lui come commissario, per avere una direttiva come questa che finalmente abbiamo oggi", ha detto la relatrice subito dopo il voto.
A parte le norme specifiche contro il razzismo e la xenofobia e per la parità dei generi, le attuali regole generali dell'Ue contro la discriminazione riguardano solo il posto di lavoro e non la tutela rispetto al mercato (cioè la possibilità di acquistare beni e usufruire di servizi senza essere discriminati). Il nuovo testo mira a colmare questa lacuna. In pratica, con la nuova direttiva, nessuno potrà piú rifiutare una camera d'hotel a una coppia omosessuale, o l'ammissione all'Università a un disabile, per fare solo due esempi.
E' stato proprio su insistenza del Parlamento europeo che la proposta legislativa della Commissione, secondo le intenzioni iniziali destinata a tutelare solo i disabili, è stata estesa anche alle discriminazioni contro le diverse religioni e credenze, l'età e l'orientamento sessuale, ha ricordato ancora Buitenweg.
Per quanto riguarda le scuole o altri istituti d'istruzione religiosi, la direttiva prevede che non si possa in alcun modo discriminare gli studenti (il testo non si applica agli insegnanti) in relazione a loro eventuali disabilità, al loro orientamento sessuale, alla loro età. Eccezionalmente, invece, si potrà negare l'accesso sulla base dell'appartenenza religiosa, ma solo se si potrà provare che in caso contrario verrebbe compromessa l'identità della scuola. La direttiva, insomma, in questo caso accetta la possibilità di deroghe solo se sono basate su una "giustificazione obiettiva".
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