Europarlamento approva direttiva per rimpatrio immigrati clandestini
Il Parlamento europeo ha approvato con 369 si', 197 no e 106 astenuti la direttiva sui rimpatri, senza apportare modifiche al testo di compromesso.
Gli eurodeputati hanno respinto tutti gli emendamenti presentati al testo di compromesso, adottandolo cosi' in prima lettura. Si tratta del primo provvedimento sull'immigrazione adottato in co-decisione dal Parlamento europeo.
La maggioranza a favore della direttiva ha quindi tenuto alla prova del voto in aula, facendo tirare un sospiro di sollievo a Consiglio e Commissione Ue.
La direttiva riguarda le norme per il rimpatrio dei cittadini extracomunitari clandestini. In particolare prevede di dare la priorita' ai rimpatri volontari, ma stabilisce anche le modalita' per i rimpatri obbligatori, fissando la possibilita' di una detenzione in appositi centri per sei mesi estendibili, in alcuni casi, fino a 18 mesi.
La direttiva prevede un divieto di reingresso nell'Ue fino a cinque anni e l'allontanamento anche di minori non accompagnati.
Il testo approvato questa mattina stabilisce la difesa gratuita dell'immigrato colpito da un provvedimento di rimpatrio, ma a condizioni molto precise.
La direttiva dovra' ora avere l'ultimo via libera formale dai ministri degli Interni e Giustizia nella loro riunione di luglio ed entrera' in vigore a breve. Gli Stati Ue avranno, quindi, due anni di tempo per recepirla nella loro legislazione nazionale.
Con l'approvazione della direttiva sui rimpatri immigrati "ha vinto l'Europa della diffidenza". Lo afferma l'eurodeputato e coordinatore nazionale di Sinistra Democratica, Claudio Fava, che aggiunge: "prevedere fino a diciotto mesi di carcere per gli immigrati clandestini e' uno scempio giuridico di cui i governi europei da oggi portano per intero la responsabilita'".
"Consola che una parte non residuale del Parlamento si sia opposta fino alla fine a questa direttiva. Consola molto meno scoprire, tra chi si e' astenuto, molti autorevoli rappresentanti del Partito Democratico: e' l'onda lunga dell'opposizione di sua maesta' che in patria il Pd continua a praticare nei confronti di Berlusconi".
Gli eurodeputati hanno respinto tutti gli emendamenti presentati al testo di compromesso, adottandolo cosi' in prima lettura. Si tratta del primo provvedimento sull'immigrazione adottato in co-decisione dal Parlamento europeo.
La maggioranza a favore della direttiva ha quindi tenuto alla prova del voto in aula, facendo tirare un sospiro di sollievo a Consiglio e Commissione Ue.
La direttiva riguarda le norme per il rimpatrio dei cittadini extracomunitari clandestini. In particolare prevede di dare la priorita' ai rimpatri volontari, ma stabilisce anche le modalita' per i rimpatri obbligatori, fissando la possibilita' di una detenzione in appositi centri per sei mesi estendibili, in alcuni casi, fino a 18 mesi.
La direttiva prevede un divieto di reingresso nell'Ue fino a cinque anni e l'allontanamento anche di minori non accompagnati.
Il testo approvato questa mattina stabilisce la difesa gratuita dell'immigrato colpito da un provvedimento di rimpatrio, ma a condizioni molto precise.
La direttiva dovra' ora avere l'ultimo via libera formale dai ministri degli Interni e Giustizia nella loro riunione di luglio ed entrera' in vigore a breve. Gli Stati Ue avranno, quindi, due anni di tempo per recepirla nella loro legislazione nazionale.
Con l'approvazione della direttiva sui rimpatri immigrati "ha vinto l'Europa della diffidenza". Lo afferma l'eurodeputato e coordinatore nazionale di Sinistra Democratica, Claudio Fava, che aggiunge: "prevedere fino a diciotto mesi di carcere per gli immigrati clandestini e' uno scempio giuridico di cui i governi europei da oggi portano per intero la responsabilita'".
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