Giovedì 4 giugno 2026
Menu

Eutanasia, 60% elvetici chiede legalizzazione

EUROPA - SVIZZERA
Notizia ·
La maggioranza degli svizzeri è favorevole al suicidio assistito e autorizzerebbe l’eutanasia attiva per le persone che soffrono di malattie incurabili allo stadio terminale. Sono contrari però al turismo della morte. Lo rivela un sondaggio dell’università di Zurigo.
L’indagine, la prima nel suo genere nella Confederazione, è stata realizzata dall’Istituto criminologico dell’ateneo zurighese su un campione di circa 1500 persone, interrogate fra maggio e giugno nella Svizzera tedesca, romanda e italiana. Le domande vertevano su sei casi di persone che soffrono di malattie incurabili allo stadio terminale.
L’aiuto al suicidio in Svizzera è tema di discussione da anni. A differenza della maggior parte dei Paesi europei, la Confederazione ha infatti un approccio piuttosto liberale all’assistenza al suicidio. Il suicidio assistito, ovvero togliersi la vita con l’aiuto di un’altra persona, non è infatti punibile se avviene senza motivi egoistici.
È una situazione giuridica che scontenta un po’ tutti: molti partiti politici e le Chiese ritengono infatti necessaria una regolamentazione più severa in questo ambito e vorrebbero rendere l’aiuto al suicidio perseguibile penalmente.

Diversità d’opinione. Il sondaggio, pubblicato giovedì, evidenzia invece un’opinione maggiormente liberale da parte della popolazione elvetica. Stando all’inchiesta, il 60% degli intervistati ha infatti affermato di approvare l’eutanasia attiva diretta, ovvero porre termine attivamente alla vita di un moribondo su sua esplicita richiesta.
Sette persone interrogate su dieci è inoltre favorevole all’impiego di sedativi per alleviare le sofferenze dell’ammalato, farmaci che potrebbero però abbreviargli la vita. Anche la rinuncia ad avviare terapie di sostentamento vitale o la loro sospensione trova ampi consensi: 85% è favorevole a questa opzione.
Le opinioni sulla questione sono comunque divergenti e trovare un consenso sulla questione non è per nulla facile. «La popolazione svizzera propende tuttavia per una certa autonomia sulla questione», ha affermato a swissinfo.ch l’autore dello studio, il professore Christian Schwarzenegger.
Stando allo stesso Schwarzenegger, lo studio mostra inoltre che in Svizzera bisognerebbe meglio regolare l’aiuto al suicidio. Ed è ciò che intende fare il governo federale.

Assenza di chiare regole. 
La mancanza di regole chiare a livello nazionale – esistono invece delle disposizioni a livello cantonale – ha dato vita al cosiddetto “turismo della morte”. Infatti, negli ultimi anni sono nate alcune organizzazioni di aiuto al suicidio, che dietro compenso accompagnano le persone alla dolce morte, a cui si rivolgono anche molte persone provenienti dall’estero.
Anche queste due problematiche sono state oggetto del sondaggio: due terzi degli intervistati si è detto contrario al turismo della morte e soltanto il 36% farebbe ricorso alle organizzazioni di aiuto al suicidio.
Ed è stato proprio il turismo della morte ad indurre nel 2009 il governo svizzero a proporre delle modifiche alla legislazione elvetica al fine di impedire che l’assistenza al suicidio si trasformasse in un’attività orientata al profitto.
Un anno fa la ministra di giustizia Eveline Widmer-Schlumpf ha così presentato in consultazione una proposta di legge maggiormente restrittiva. Durante la procedura sono tuttavia piovute aspre critiche sul piano governativo di disciplinare in maniera più severa l’assistenza al suicidio. La ministra di giustizia Eveline Widmer-Schlumpf ha dichiarato quindi di voler rivedere il progetto di legge.La maggioranza degli svizzeri autorizzerebbe l'eutanasia attiva per le persone che soffrono di una malattia incurabile allo stadio terminale e che ne fanno richiesta. (Fonte SwissInfo.ch)
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →