Eutanasia, 64% dei canadesi chiede la legalizzazione
La maggioranza dei canadesi è favorevole alla legalizzazione dell’eutanasia, ma solo un terzo sarebbe favorevole a concedere questa possibilità sui bambini che soffrono di condizioni gravi di salute. E’ questo il risultato di un sondaggio della Angus Reid Public Opinion su un campione rappresentativo di 1005 persone.
Eutanasia e suicidio assistito. Il 63% dei canadesi è favorevole alla legalizzazione dell’eutanasia, mentre solo il 24% si dice contrario. Il maggior livello di sostegno è registrato in Quebec (78%), il minore in Alberta (48%). Gli uomini (67%) e gli ultra cinquantacinquenni (71%) sono maggiormente favorevoli alla legalizzazione rispetto alle donne (58%) e agli adulti fra 18 e 34 anni (53%).
Imponenti maggioranze di canadesi credono che la legalizzazione dell’eutanasia potrebbe offrire un’opportunità a chi soffre di porre fine al dolore (81%) e stabilire linee guida piu’ chiare per i medici in situazioni di fine vita (72%). Molte meno persone sono convinte che legalizzare significherebbe privare le persone vulnerabili delle sufficienti garanzie legali (42%) e mandare un messaggio a malati e disabili che la loro vita vale di meno (33%).
Il 41% è convinto che i genitori che aiutano un figlio malato terminale a togliersi la vita non dovrebbero subire alcuna pena.
Il 26% crede che chi aiuta una persona a suicidarsi debba essere incriminata, mentre non è d’accordo il 42%.
Casi specifici. La maggioranza dei canadesi è d’accordo sul fatto che un medico possa porre termine alla vita di un paziente in due casi: quando un paziente è in coma con pochissima o nulla speranza di risvegliarsi, avendo precedentemente espresso la volontà di morire in quelle circostanze (81%); quando un paziente è malato terminale con un’aspettativa di vita inferiore a sei mesi, e si prevede che debba soffrire considerevolmente durante quel lasso di tempo.
Il caso di Robert Latimer. Poco piu’ di un terzo (36%) dei canadesi ritiene ammissibile che un genitore tolga la vita al figlio piccolo affetto da una gravissima condizione di salute, come la paralisi cerebrale. Contrario il 46%. Se gli uomini sembrano dividersi fra favorevoli e sfavorevoli (42% e 41%), il 50% delle donne si dice sfavorevole.
Robert Latimer è stato condannato nel 1994 per omicidio di secondo grado per aver ucciso la figlia con il monossido di carbonio. La figlia era affetta da una gravissima forma di paralisi cerebrale. Latimer ha dichiarato di averla uccisa per compassione. Dopo aver scontato dieci anni di detenzione, Latimer è stato rilasciato condizionalmente due anni fa. Lo scorso mese gli è stata concessa la libertà incondizionata. Il 74% dei canadesi è favorevole alla decisione di liberarlo, mentre solo il 14% si dice contrario.
Analisi. Se la maggioranza dei canadesi e’ favorevole al concetto di eutanasia legale, ci sono differenze regionali accentuate. Sul caso di Robert Latimer, i canadesi sembrano pensare che l’uomo abbia già scontato una pena sufficiente e che non rappresenti un pericolo per la società. In ogni caso, quasi la metà degli intervistati si dice contrario alle azioni intraprese da Latimer. L’unica eccezione è il Quebec, dove la maggioranza degli intervistati si dice d’accordo con la possibilità per un genitore di togliere la vita al bambino che soffre di una condizione di salute gravissima, e due terzi dicono che nessuna pena dovrebbe essere comminata in questi casi.
Eutanasia e suicidio assistito. Il 63% dei canadesi è favorevole alla legalizzazione dell’eutanasia, mentre solo il 24% si dice contrario. Il maggior livello di sostegno è registrato in Quebec (78%), il minore in Alberta (48%). Gli uomini (67%) e gli ultra cinquantacinquenni (71%) sono maggiormente favorevoli alla legalizzazione rispetto alle donne (58%) e agli adulti fra 18 e 34 anni (53%).
Imponenti maggioranze di canadesi credono che la legalizzazione dell’eutanasia potrebbe offrire un’opportunità a chi soffre di porre fine al dolore (81%) e stabilire linee guida piu’ chiare per i medici in situazioni di fine vita (72%). Molte meno persone sono convinte che legalizzare significherebbe privare le persone vulnerabili delle sufficienti garanzie legali (42%) e mandare un messaggio a malati e disabili che la loro vita vale di meno (33%).
Il 41% è convinto che i genitori che aiutano un figlio malato terminale a togliersi la vita non dovrebbero subire alcuna pena.
Il 26% crede che chi aiuta una persona a suicidarsi debba essere incriminata, mentre non è d’accordo il 42%.
Casi specifici. La maggioranza dei canadesi è d’accordo sul fatto che un medico possa porre termine alla vita di un paziente in due casi: quando un paziente è in coma con pochissima o nulla speranza di risvegliarsi, avendo precedentemente espresso la volontà di morire in quelle circostanze (81%); quando un paziente è malato terminale con un’aspettativa di vita inferiore a sei mesi, e si prevede che debba soffrire considerevolmente durante quel lasso di tempo.
Il caso di Robert Latimer. Poco piu’ di un terzo (36%) dei canadesi ritiene ammissibile che un genitore tolga la vita al figlio piccolo affetto da una gravissima condizione di salute, come la paralisi cerebrale. Contrario il 46%. Se gli uomini sembrano dividersi fra favorevoli e sfavorevoli (42% e 41%), il 50% delle donne si dice sfavorevole.
Robert Latimer è stato condannato nel 1994 per omicidio di secondo grado per aver ucciso la figlia con il monossido di carbonio. La figlia era affetta da una gravissima forma di paralisi cerebrale. Latimer ha dichiarato di averla uccisa per compassione. Dopo aver scontato dieci anni di detenzione, Latimer è stato rilasciato condizionalmente due anni fa. Lo scorso mese gli è stata concessa la libertà incondizionata. Il 74% dei canadesi è favorevole alla decisione di liberarlo, mentre solo il 14% si dice contrario.
Analisi. Se la maggioranza dei canadesi e’ favorevole al concetto di eutanasia legale, ci sono differenze regionali accentuate. Sul caso di Robert Latimer, i canadesi sembrano pensare che l’uomo abbia già scontato una pena sufficiente e che non rappresenti un pericolo per la società. In ogni caso, quasi la metà degli intervistati si dice contrario alle azioni intraprese da Latimer. L’unica eccezione è il Quebec, dove la maggioranza degli intervistati si dice d’accordo con la possibilità per un genitore di togliere la vita al bambino che soffre di una condizione di salute gravissima, e due terzi dicono che nessuna pena dovrebbe essere comminata in questi casi.
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