Martedì 9 giugno 2026
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Eutanasia. Aisla: dare voce anche a chi la rispetta ma non vuole usarla

U.E. - ITALIA
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"Ci sono migliaia di persone che vivono in condizioni simili a quelle di Englaro e Welby e gridano di essere sostenuti e aiutati. Ma non vengono ascoltati. Se davvero a Vieni via con me, e il condizionale e' d'obbligo, venisse data voce solo alla sentenza della Corte di Cassazione, sarebbe scorretto e antidemocratico". Mario Melazzini, presidente dell'Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica) e malato di Sla, da anni impegnato a viaggiare per l'Italia e a dare voce ai malati che vogliono vivere ed essere aiutati dallo Stato, ha commentato cosi' a Tempi la possibilita' che, come annunciato, durante la trasmissione condotta da Roberto Saviano e Fabio Fazio, venga letto un elenco su alcuni principi di diritto sanciti dalla Corte di Cassazione che nel 2008 decreto' che l'alimentazione e l'idratazione di Eluana Englaro potevano essere legalmente sospese."Se daranno voce solo a chi appoggia l'eutanasia, eviteranno ancora una volta di tenere conto di tutte le persone che, nelle stesse condizioni di Englaro e Welby, vogliono che venga riconosciuto il loro diritto alla vita. Se loro faranno conoscere solo una voce del coro, saranno scorretti e antidemocratici. Dovrebbero sentire anche l'altra parte, quella dei cittadini italiani che rispettano chi la pensa come Englaro o Welby, ma che vogliono portare all'attenzione di tutti le persone che versano in gravi condizioni di disabilita' e salute ma vogliono vivere".Perche' i malati che vogliono vivere non vengono ascoltati? "Oggi c'e' una incredibile carenza di sensibilita' verso queste persone che soffrono. Siamo in una societa' di benpensanti che crede che la condizione di disabilita' non sia conciliabile con una vita degna di essere vissuta. Noi chiediamo che sia rispettato il diritto alla vita dei malati in cosi' gravi condizione di salute, e che vengano aiutati. Sembra, invece, che solo la sentenza di Cassazione meriti supporto e spazio".
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