Eutanasia, Alta Corte: legittimo staccare la spina se paziente lo aveva richiesto
La Corte di giustizia federale tedesca segna un importante precedente giuridico in Germania, ribaltando la sentenza di un Tribunale di Lander che aveva condannato come reato un caso di eutanasia. L'Alta Corte ha stabilito che dietro esplicita volonta' del paziente e' permesso interrompere le cure che lo tengono artificialmente in vita.Il giudizio della Corte ha regolato il caso sorto con una donna 71enne, Erika Kuellmer, in stato vegetativo dal 2002 e alimentata artificialmente per cinque anni. Nonostante la Kuellmer avesse espresso la volonta' di non essere mantenuta in vita in quelle condizioni, la casa di cura che seguiva l'alimentazione della donna si e' rifiutata di staccare la spina.
Su consiglio dell'avvocato, la figlia della donna ha tagliato con delle forbici il tubo dell'alimentazione della madre, lasciandola morire due giorni dopo per 'cause naturali'.
Un primo giudizio della Corte aveva assolto la ragazza per aver seguito 'erroneamente' il consiglio dell'avvocato, dichiarato invece colpevole e condannato.
Fatto ricorso alla Corte Federale, l'avvocato Wolfgang Putz, ha avuto ragione per aver - secondo quanto si legge nella sentenza - agito 'legalmente e nell'interesse del paziente, che aveva chiaramente espresso la sua volonta di non essere mantenuta in vita artificialmente'.
"Determinante una differenziazione tra eutanasia attiva e passiva". il primo commento diffuso dalla Conferenza episcopale tedesca "a seguito della sentenza emessa oggi dalla Corte federale tedesca sulla legittimità dell'eutanasia qualora sia accertata la volontà del paziente". La Conferenza episcopale, si legge in una nota, si riserva di sottoporre ad "analisi accurata e differenziata" le motivazioni della sentenza. La Corte federale si è pronunciata su un caso di eutanasia praticato nel 2007 nei confronti di una donna in coma da 5 anni. "In una situazione sempre piú difficile, determinata soprattutto da una medicina ad alta tecnologia e da un diritto differenziato, per la Chiesa cattolica - spiegano i vescovi tedeschi - è determinante una differenziazione fondamentale tra eutanasia attiva e passiva. Essa rappresenta un sussidio etico indispensabile per decidere e ci sembra che non sia stata sufficientemente considerata ai fini della sentenza. Temiamo che questa situazione complessa possa determinare in seguito delicati problemi etici".
I vescovi fanno sapere che "questi dubbi fondamentali che sollevano ulteriori problemi in caso di una paziente in coma vigile, verranno analizzati dalla Commissione per la fede della Conferenza episcopale tedesca".
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