Eutanasia. Associazioni pro-life contro i vescovi
E' scontro in Gran Bretagna tra i vescovi cattolici e il principale movimento pro-life britannico, la Society for the Protection of the Unborn Children-Pro Life (SPUC Pro-Life), sulle nuove linee guida emesse sul suicidio assistito dal Director of Public Prosecutions, l'ufficio che coordina tutta l'attivita' di pubblica accusa del Paese. La necessita' di nuove regole era emersa dopo alcuni casi di alto profilo, come quello che ha coinvolto il volto della BBC Roy Gosling, che ha ammesso di aver messo fine alla vita del suo compagno gravemente malato.
Per l'arcivescovo di Cardiff, mons. Peter Smith, che guida la Commissione dei vescovi britannici sui rapporti con lo Stato, c'era la preoccupazione, di fronte alle nuove linee guida che 'venisse data minore protezione, con la legge, ai disabili, alle persone gravemente malate e a coloro che hanno precedenti tentativi di suicidio'. C'era anche 'il presupposto che il compagno o un parente agissero sempre per compassione e mai per motivi egoistici'. 'Questi fattori - ha proseguito l'arcivescovo - sono stati rimossi dalle nuove linee guida che ora danno maggiore protezione ad alcune delle persone piu' vulnerabili della nostra societa'. C'e' anche una maggiore sottolineatura che la legge (sul suicidio assistito, ndr) non e' cambiata e che tutti i casi saranno oggetto di inchiesta e che nessuno gode di immunita' da un procedimento legale'.
Il parere favorevole dell'arcivescovo e' stato pero' giudicato 'molto preoccupante' da Paul Tully, leader di SPUC Pro-Life, per il quale rimangono dei fattori di 'implicita discriminazione' nei confronti dei disabili e dei malati terminali.
Per l'arcivescovo di Cardiff, mons. Peter Smith, che guida la Commissione dei vescovi britannici sui rapporti con lo Stato, c'era la preoccupazione, di fronte alle nuove linee guida che 'venisse data minore protezione, con la legge, ai disabili, alle persone gravemente malate e a coloro che hanno precedenti tentativi di suicidio'. C'era anche 'il presupposto che il compagno o un parente agissero sempre per compassione e mai per motivi egoistici'. 'Questi fattori - ha proseguito l'arcivescovo - sono stati rimossi dalle nuove linee guida che ora danno maggiore protezione ad alcune delle persone piu' vulnerabili della nostra societa'. C'e' anche una maggiore sottolineatura che la legge (sul suicidio assistito, ndr) non e' cambiata e che tutti i casi saranno oggetto di inchiesta e che nessuno gode di immunita' da un procedimento legale'.
Il parere favorevole dell'arcivescovo e' stato pero' giudicato 'molto preoccupante' da Paul Tully, leader di SPUC Pro-Life, per il quale rimangono dei fattori di 'implicita discriminazione' nei confronti dei disabili e dei malati terminali.
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