Giovedì 4 giugno 2026
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Eutanasia. Bagarre alla Camera durante commemorazione Monicelli

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il ricordo di Mario Monicelli da parte della Camera dei deputati si trasforma in un breve ma acceso dibattito sull'eutanasia. E' stata Rita Bernardini a intervenire in aula per chiedere esplicitamente una "riflessione" della Camera sull'eutanasia, ricordando il fatto che Monicelli abbia deciso di togliersi la vita.
La deputata radicale del gruppo del Pd ha preso la parola subito dopo Walter Veltroni, che alla fine di Monicelli aveva dedicato solo un passaggio del suo intervento di omaggio al regista: "Non si e' lasciato morire. Rispettiamo la sua scelta".

A quel punto e' intervenuta Paola Binetti, dell'Udc: "Basta con spot a favore dell'eutanasia partendo da episodi di uomini disperati, perche' Monicelli era stato lasciato solo da famiglia e amici ed il suo e' un gesto tremendo di solitudine, non di liberta'".

Anche Enrico La Loggia ha criticato "l'elegia del suicidio della Bernardini" e ha tuonato: "Suicidio mai, mai. Sempre la vita e la speranza".

L'on Radicali/Pd Maria Antonietta Farina Coscioni, e' cosi' intervenuta: "Credo che il presidente della Repubblica abbia colto l'essenza della questione: bisogna rispettare l'estremo scatto di volonta' di Mario Monicelli, e andrebbero rispettati la volonta' della persona, del malato, che ha il diritto di essere informato e di poter decidere del suo destino. Aggiungo che se vi sono responsabilita' queste non sono di chi - come si e' pure ipotizzato - non avrebbe impedito a Mario Monicelli di porre fine alla sua esistenza; piuttosto la responsabilita' e' di chi non l'ha aiutato (non l'ha potuto aiutare in omaggio da una ipocrisia imperante che impedisce perfino di pronunciare la parola 'eutanasia') a porre fine alla sua esistenza in modo meno atroce e doloroso di come invece e' stato costretto a fare". "Sono convinta - aggiunge Coscioni - che sia giunto il tempo di infrangere questi tabu' ipocriti: Mario Monicelli, come chiunque, doveva e deve essere messo nella condizione, allorche' in piena scienza e coscienza, giunge alla determinazione che la vita ha perso dignita' e interesse, di potervi mettere fine senza dolore e sofferenza.
Ed e' sconcertante ed avvilente che vi sia chi, arrogante e prepotente, non e' neppure disposto ad una riflessione, a un confronto, a un dibattito. Ogni riferimento a colleghi e colleghe come Paola Binetti, abituati ai diktat, alle imposizioni, ai divieti, che mostrano come sia loro estraneo ogni sentimento di pieta' e misericordia - conclude Coscioni - e' espressamente voluto".

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