Eutanasia, conferenza mondiale per la legalizzazione a Melbourne
La scorsa settimana si è tenuta a Melbourne la conferenza biennale della Federazione mondiale delle società per il diritto a morire con dignità.
La conferenza, che si tiene proprie mentre in Australia è divampato il dibattito sull'eutanasia a seguito di numerose proposte di legge a livello federale e statale presentate dal partito dei Verdi, ha visto la partecipazione di 46 associazioni provenienti da 27 Paesi.
Fra gli interventi, quello del preside della facoltà di Legge dell'Università della Tasmania, Margaret Otlowski, che ha attaccato l'attuale legislazione in quanto promuove la clandestinità, l'incertezza del diritto e pratiche pericolose per i pazienti. "La situazione attuale è senza regole ed è insoddisfacente perché sappiamo tutti che la legge viene violata ma le violazioni vengono ignorate o rimangono impunite", spiega. "Non chiedo che si perseguano i medici, ma il fatto che questa pratica sia tollerata nella sua clandestinità è impensabile". Inoltre, afferma il docente, "l'attuale clandestinità della pratica mette i pazienti a rischio proprio per la sua segretezza".
L'ex primo ministro dello Stato dei Northern Territories, Marshall Perrin, ha affermato che l'eutanasia prima o poi diverrà legale in Australia. "Il mondo occidentale in futuro giudicherà barbarica il periodo che stiamo vivendo in cui obblighiamo le persone a subire morti atroci contro la loro volontà" ha spiegato Perrin. "E' cambiamento sociale. Siamo ora avviati in questo cambiamento, siamo alle prime fasi. Sta accadendo in tutto il mondo. E' assolutamente inevitabile che accada anche in Australia".
Preoccupate le associazioni religiose "pro-life", che contrariamente agli anni passati, temono che questa nuova campagna per la legalizzazione possa questa volta prevalere. "Siamo preoccupati perche' il partito politico in questione (i Verdi) ha forte influenza sull'attuale Governo federale e pensiamo che via sia in atto una sorta di ricatto".
La federazione australiana delle associazioni "pro-life" è stata invitata a parlare alla conferenza.
La conferenza, che si tiene proprie mentre in Australia è divampato il dibattito sull'eutanasia a seguito di numerose proposte di legge a livello federale e statale presentate dal partito dei Verdi, ha visto la partecipazione di 46 associazioni provenienti da 27 Paesi.
Fra gli interventi, quello del preside della facoltà di Legge dell'Università della Tasmania, Margaret Otlowski, che ha attaccato l'attuale legislazione in quanto promuove la clandestinità, l'incertezza del diritto e pratiche pericolose per i pazienti. "La situazione attuale è senza regole ed è insoddisfacente perché sappiamo tutti che la legge viene violata ma le violazioni vengono ignorate o rimangono impunite", spiega. "Non chiedo che si perseguano i medici, ma il fatto che questa pratica sia tollerata nella sua clandestinità è impensabile". Inoltre, afferma il docente, "l'attuale clandestinità della pratica mette i pazienti a rischio proprio per la sua segretezza".
L'ex primo ministro dello Stato dei Northern Territories, Marshall Perrin, ha affermato che l'eutanasia prima o poi diverrà legale in Australia. "Il mondo occidentale in futuro giudicherà barbarica il periodo che stiamo vivendo in cui obblighiamo le persone a subire morti atroci contro la loro volontà" ha spiegato Perrin. "E' cambiamento sociale. Siamo ora avviati in questo cambiamento, siamo alle prime fasi. Sta accadendo in tutto il mondo. E' assolutamente inevitabile che accada anche in Australia".
Preoccupate le associazioni religiose "pro-life", che contrariamente agli anni passati, temono che questa nuova campagna per la legalizzazione possa questa volta prevalere. "Siamo preoccupati perche' il partito politico in questione (i Verdi) ha forte influenza sull'attuale Governo federale e pensiamo che via sia in atto una sorta di ricatto".
La federazione australiana delle associazioni "pro-life" è stata invitata a parlare alla conferenza.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti