Venerdì 5 giugno 2026
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Eutanasia. Corte Strasburgo assolve Svizzera per non aver concesso farmaco letale

U.E.
Notizia ·
La Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che la Svizzera non ha violato i diritti di Ernst G. Haas impedendogli di acquistare un farmaco letale per suicidarsi.
Haas, nato nel 1953 e residente a Meltingen nel Cantone di Soletta, soffre da piu' di 20 anni di una grave forma di disturbo bipolare affettivo. Durante questo periodo ha tentato di suicidarsi due volte ed e' stato ricoverato in diverse occasioni in clinica psichiatrica.
Successivamente ha chiesto invano l'aiuto, per porre fine ai suoi giorni con una dose di 15 grammi di pentobarbital sodico, di un'associazione di aspiranti suicidi, di diversi psichiatri e delle autorita' svizzere.
Haas si e' quindi rivolto alla Corte di Strasburgo sostenendo che negandogli l'autorizzazione ad acquistare il farmaco, le autorita' svizzere hanno violato il suo diritto al rispetto della vita privata.
Nella sua sentenza la Corte ha riconosciuto che il diritto di un individuo a decidere come e quando porre fine alla propria vita, fermo restando che questa sia una scelta libera e ben ponderata, e' uno degli aspetti del diritto al rispetto della vita privata. Tuttavia i giudici hanno anche sottolineato che non potendosi sottostimare i rischi insiti a un sistema, come quello svizzero, che facilita il suicidio assistito, le autorita' del Paese sono tenute a mettere in atto misure che assicurino un accesso controllato a certi farmaci.
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