Lunedì 8 giugno 2026
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Eutanasia a Firenze. Interviene la Consulta bioetica di Pisa

U.E. - ITALIA
Notizia ·
E' il caso di dire che stavolta il Presidente della Regione toscana Enrico Rossi ha perso una buona occasione per tacere. In merito alla testimonianza di un infermiere dell’Ospedale di Careggi circa la decisione condivisa da medici e parenti dei pazienti in condizioni di fine vita di abbreviare l’agonia del paziente attraverso atti di sospensione o non avvio delle cure, il Presidente ha affermato (La Repubblica 27 febbraio p.33) non solo che “non c’è bisogno di una legge sul fine vita” , ma addirittura che “tutto in queste vicende rinvia alla professionalità e all’eticità dei medici”.
 Così dicendo il Presidente dimentica il paziente e la sua centralità nei contesti di cura che riguardano il suo proprio corpo e  il suo diritto costituzionale di autodeterminarsi.  Se Rossi avesse contezza di che cosa significa quel diritto dovrebbe chiedere pubblicamente scusa a tutti i cittadini malati o potenziali tali per aver calpestato il loro diritto di scegliere – essi ed essi soltanto – a quali trattamenti sanitari essere sottoposti o meno. L’eticità e la professionalità del medico riguardano la capacità di questi di saper accettare e non di sostituirsi alla volontà del paziente riguardo a ciò  che il paziente reputa moralmente bene per sé.
In Italia si continua ad essere lontani anni luce da  riconoscere l’autonomia degli individui in tutte le decisioni sanitarie che li riguardano, comprese cioè quelle più delicate su come e quando morire. E tuttavia meraviglia che proprio da un rappresentante delle istituzioni si finisca per banalizzare e, di fatto, ripudiare la regola elementare del consenso informato del paziente, di cui il "testamento biologico", che il Presidente Rossi con le sue parole censura o sconfessa, è l'espressione finale.
Seila Bernacchi
Coordinatrice Consulta di Bioetica ONLUS - Pisa

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