Giovedì 4 giugno 2026
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Eutanasia/Lambert. Appello per l'applicazione della sentenza di Strasburgo

U.E. - FRANCIA
Notizia ·
Rachel Lambert, sua moglie, e una parte della sua famiglia chiedono che la decisione della Corte europea di fermare i trattamenti a Vincent Lambert sia applicata immediatamente.
Ecco il testo dell'appello
La Corte europea dei Diritti dell'Uomo (Cedu) ha reso nota, lo scorso 5 giugno, la sua sentenza sul caso Lambert. Ed e' molto chiaro: non solo l'arresto dei trattamenti di Vincent e' conforme a quanto lui avrebbe voluto, ma di piu', i suoi genitori non possono pretendere di rivendicare dei diritti che invece appartengono a lui. Di fatto, essi non rappresentano che se stessi. La decisione di interruzione dei trattamenti deve quindi essere applicata.
Pertanto, cio' che si legge sulla stampa da qualche giorni tende ad accreditare l'idea che niente invece sara' fatto. Il CHU (Centre hospitalier universitaire) di Reims, dalla sua parte, non ha preso una posizione oggettiva come noi attendevamo. Al contrario, sembra esserci un certo attendismo. Eric Kariger ne e' l'artefice, e la decisione non puo' essere applicata. E questo non e' giusto da un punto di vista giuridico. Se la decisione di interruzione dei trattamenti e' sta presa dal dr Kariger, essa rappresenta, in termini di diritto, quella del CHU, ospedale pubblico. Essa deve quindi essere oggi applicata dal CHU nella persona del dr Simon, medico che attualmente ha in carico Vincent. Questo medico e il dr Oportus -che esercita anche al CHU- avevano interrotto i trattamenti a Vincent ad aprile del 2013, ed hanno preso parte alla seconda decisione di fermare i trattamento del gennaio 2014. Non c'e' quindi nessun problema deontologico o etico. E l'idea secondo la quale solo i medici che avevano innescato la procedura di arresto dei trattamenti dovrebbero portare la stessa a termine, non e' menzionata in alcuna disposizione del codice di sanita' pubblica. Quindi, la decisione d'interruzione delle cure presa dal dr Kariger e' una decisione di creazione di diritto nei confronti di Vincent: il diritto che egli ha espresso di non subire accanimento terapeutico. Essa e' definitiva. E non puo' essere ritirata o abrogata dal CHU. Ricominciare la procedura dall'inizio o, peggio, autorizzare il trasferimento di Vincent, costituirebbe una violazione illegale di questa decisione. Noi, evidentemente, non lo lasceremo fare. La situazione e' quindi giuridicamente chiara.
Abbiamo ugualmente letto che bisognerebbe fare una nuova perizia. Tutto e' stato gia' fatto per Vincent. Gli esperti sono stati categorici sul suo stato. Le decisioni dell'équipe medica non e' sta messa in dubbio da nessuno dei 45 giudici che si sono espressi sul suo caso. Se c'e' stato di recente un miglioramento del suo stato, chi di diritto sarebbe stato informato. Si legge, infine, che la situazione si starebbe attenuando. Lo sarebbe, evidentemente, ma questa attenuazione non deve essere confusa con l'attendismo. In merito, noi evidentemente non contestiamo, come lo propone il CHU, che la famiglia sia informata delle misure che devono essere prese. Ma questa riunione deve tenersi a breve scadenza, e le misure non possono che riguardare l'accompagnamento di Vincent ai suoi ultimi momenti di vita. Essi devono, di conseguenza, attuati rapidamente. Tutte le persone a lui vicine sostengono questa decisione e sono pronte. Essi si preparano a questo da due anni. Noi domandiamo alle autorita' pubbliche che ingiungano al CHU di rispettare l'applicazione della decisione del Consiglio di Stato e della CEDU senza piu' ritardarla, onde evitare ogni stallo. Vincent ha atteso troppo, e' tempo che la sua volonta' sia rispettata, la giustizia ha ormai fatto il suo corso.

Rachel LAMBERT moglie di Vincent, François LAMBERT nipote de Vincent, Marie-Geneviève LAMBERT sorellastra di Vincent, Marie LAMBERT sorella de Vincent, Guy-Noël PHILIPPON fratellastro di Vincent, Frédéric PHILIPPON fratellastro di Vincent e Dominique LAMBERT fratellastro di Vincent
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