Eutanasia, maggioranza relativa di medici è favorevole
Tutti dobbiamo affrontare decisioni di natura morale e etica, ma per numerosi medici questo tipo di scelte è divenuto ormai un'attività quotidiana. La rivista medica Medscape Today ha posto fatto un sondaggio a cui hanno risposto quasi 7.000 medici, per capire come questi professionisti si pongono di fronte a situazioni difficili.
"Essere una persona virtuosa non significa niente", spiega Kenneth W. Goodman, docente dell'Università di Miami. "Tutto sta nelle capacità di ragionamento critico". "Nel campo della medicina, i dottori possono oggi fare molte piu' cose che in passato", spiega Thomas Murray, presidente dell'istituto di bioetica The Hastings Center di New York. "Possono intervenire in modi che erano impensabili qualche decina di anni fa. ... Per esempio, quando non avevamo la penicillina, e c'era una persona anziana malata a letto, non c'era alcuna decisione da prendere. Dio o la Natura decidevano se sopravviveva o moriva, e il medico si limitava a rendere l'attesa più confortevole. Ma con l'aumentare delle possibilità di intervento, i medici sono oggi costretti a fare scelte se intervenire o meno".
In tema di fine vita, vissuto come il più difficile, il sondaggio ha posto tre domande, da cui risulta che la maggioranza relativa dei medici è favorevole alla legalizzazione dell'eutanasia.
Questi i risultati.
1. Consiglieresti o somministreresti trattamenti sanitari di fine vita anche quando sono inutili?
Sì, 23.6%
No, 37.0%
Dipende, 39.4%
2. Prenderesti mai in considerazione la sospensione dei trattamenti vitali perché viene chiesto dalla famiglia, anche se lo ritieni prematuro?
Sì, 16.3%
No, 54.5%
Dipende, 29.2%
3. Pensi che in alcuni casi il suicidio medicalmente assistito debba essere consentito?
Sì, 45.8%
No, 40.7%
Dipende, 13.5%
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