Eutanasia. Mancano centri che la praticano. Denuncia
Anche il Belgio si deve dotare di una 'clinica della dolce morte', sul modello degli istituti che praticano l'eutanasia in Olanda. La proposta e' stata avanzata dal medico belga Wim Distelmans, 59 anni, docente di oncologia e cura del dolore presso la Vrije Universiteit di Bruxelles (Vub, libero ateneo di lingua fiamminga).In una intervista pubblicata in prima pagina dal quotidiano fiammingo 'De Morgen', Distelmans sostiene che la nascita dell'ospedale della morte e' necessaria, nonostante in Belgio esista una legge sull'eutanasia che lui stesso giudica 'funzionale', perche' sono molti gli istituti ospedalieri e le case di cura che la vietano per regolamento interno.
La legge belga permette che l'eutanasia assistita possa essere praticata nella casa del paziente, oltre che negli istituti medici che la ammettono.
'Ma cosa fare con quei pazienti la cui richiesta di eutanasia non puo' essere esaudita - si chiede Distelmans nella intervista pubblicata sulla versione online del quotidiano - perche' le loro condizioni di trattamento medico impediscono che non possano lasciare quell'ospedale in cui l'eutanasia e' vietata, oppure perche' semplicemente non hanno una casa in cui andare?'.
Alternativa alla realizzazione di un istituto specializzato nel dare la morte, secondo Distelmans, potrebbe essere quella di spingere ospedali e cliniche ad aprirsi alla pratica dell'eutanasia rifiutando i finanziamenti pubblici a quegli istituti che la vietano.
'In realta' - spiega il professore universitario - io non sono particolarmente a favore della creazione di ospedali specializzati nella eutanasia, ma la gente che ne ha bisogno deve pur avere qualche posto dove andare. E serve quanto meno un dibattito pubblico per stabilire cosa non funziona ancora negli ospedali e nelle case di riposo'.
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