Eutanasia. Nelle Fiandre raddoppiata in sei anni
Il ricorso all'eutanasia nelle Fiandre, la parte nord del Belgio, è più che raddoppiato nel corso degli ultimi sei anni. E' quanto emerge da uno studio realizzato dalle Università di Gand e Bruxelles e pubblicato sul "The New England Journal of Medicine". Nel 2007 i decessi nella parte fiamminga del Paese dovuti al ricorso all'eutanasia erano l'1,9%, mentre nel 2013 sono saliti al 4,6%. Dal punto di vista dei numeri, due le ragioni per il trend in crescita. Da una parte, l'aumento delle richieste d'eutanasia (in Belgio è stata legalizzata nel 2002, e l'anno scorso estesa anche ai minorenni), passate dal 3,5% al 6% nell'arco temporale dei sei anni in questione. Dall'altro, l'aumento anche dei via libera dei medici alle domande dei pazienti, cresciuti dal 56,3% al 76,8%. Il profilo di chi fa richiesta delle pratiche di fine vita sono persone in maggioranza tra i 65 e i 79 anni, con un alto livello di educazione, e principalmente malate di cancro. Secondo gli autori dello studio, quindi, c'è da una parte "una maggiore domanda per l'eutanasia in Belgio" che va in parallelo con "una crescente volontà da parte dei medici di andare incontro a queste richieste" ma "soprattutto dopo il coinvolgimento dei servizi di cure palliative". Gli studiosi concludono così che, "dopo 11 anni" dall'entrata in vigore della legge belga che la autorizza, "l'eutanasia viene sempre più considerata una valida opzione alla fine della vita in Belgio". E, "per la prima volta, il tasso di eutanasie praticate nelle Fiandre belghe è significativamente superiore a quello dell'Olanda", pari al 2,8% nel 2010.
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