Venerdì 5 giugno 2026
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Eutanasia, pressing della Chiesa contro il Parlamento

U.E. - LUSSEMBURGO
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"Chi si affida al desiderio della morte apre le porte all'arbitrio e mina le fondamenta del vivere sociale e civile": cosi' monsignor Rino Fisichella, sull'Avvenire di ieri, in merito alla legge sulla depenalizzazione dell'eutanasia e dell'assistenza al suicidio, che potrebbe essere presto approvata in Lussemburgo. Se cio' avverra' - scrive il presidente della Pontificia accademia per la vita - "il Lussemburgo verrebbe a porsi in quella zona d'ombra in cui si sono inseriti quei pochi Paesi europei che hanno accettato la triste sorte dell'eutanasia", ovvero il Belgio e l'Olanda. "La vita non e' un contenuto negoziabile" ricorda l'arcivescovo, e "nonostante qualsiasi legge degli uomini rimarra' sempre fondata su quel principio di indisponibilita' che nessuna azione politica puo' attentare nella sua inviolabilita' e sacralita'". Per questo monsignor Fisichella augura la "cancellazione" di questo provvedimento, e ammonisce: "Nessuno, pertanto, si arroghi il diritto di sostituirsi al Creatore. La vita e la morte appartengono a lui solo".

Il Papa torna ancora una volta a difendere i valori 'non negoziabili' dell'unione fra uomo e donna, del no all'aborto e all'eutanasia, del libero diritto dei genitori all'educazione dei propri figli.
"Il secolo XXI - sottolinea Benedetto XVI ricevendo in udienza il nuovo ambasciatore dell'Argentina presso la Santa Sede, Juan Pablo Cafiero, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali - mostra con sempre maggiore chiarezza la necessità di forgiare la vita personale, famigliare e sociale secondo i valori irrinunciabili della persona e di tutta la comunità. Tra questi, bisogna sottolineare il sostegno alla famiglia basata sul matrimonio tra un uomo e una donna, l'orientamento per una morale i cui principi sono iscritti nello stesso intimo dell'anima umana, lo spirito di sacrificio e di solidarietà, che si manifesta in modo speciale quando le circostanze sono particolarmente avverse, la difesa della vita umana dal concepimento fino al suo termine naturale, lo sradicamento della povertà, la lotta contro la corruzione, l'adozione di mezzi utili per far sí che i genitori abbiamo il diritto inalienabile di educazione sui propri figli".
 
 Il Vescovo di San Marino- Montefeltro, monsignor Luigi Negri, ha espresso 'grata ammirazione al Gran Duca Henry del Lussemburgo per la grande testimonianza di fede cristiana che ha offerto alla Chiesa e all'intera societa''. Infatti - ricorda Negri - 'rifiutandosi, secondo la concezione cattolica della vita di cui e' testimone fermo e appassionato, di firmare la legge che in sostanza autorizza l'eutanasia, ha subito l'offesa di essere privato di alcune competenze specifiche della sua altissima carica che viene, pertanto, ridotta ad una pura finzione notarile'.
'E' una grande testimonianza di cui ha bisogno il mondo intero - sottolinea il vescovo - in un momento in cui, proprio sulle grandi questioni della vita, dal suo inizio alla sua fine, il laicismo anticristiano sta combattendo un'ultima, diabolica battaglia'.
Negri spiega di intervenire sulla questione in quanto vescovo di un piccolo Stato, che si rivolge 'al Capo di un altro piccolo Stato. Molte volte, nella storia dell'Europa, i piccoli Stati hanno avuto una grande funzione di testimonianza cristiana e umana. Lo ricordava gia' il Beato Giovanni XXIII quando si rivolgeva direttamente alla Repubblica di San Marino, lodandola per l'immensa opera di carita' e di accoglienza realizzata lungo tutta la seconda Guerra mondiale in favore di migliaia di rifugiati politici di ogni eta', tradizione, cultura, professione religiosa. Diceva, il Papa, che mentre i grandi Stati riempivano il mondo di lutti e di rovine, i piccoli Stati davano testimonianza di verita' e di benevolenza. Con questo spirito - conclude Negri - il vescovo rinnova al Gran Duca di Lussemburgo la sua affezione commossa e la sua devota stima'.

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