Eutanasia per il principe Friso?
'E' troppo presto per parlare gia' di stato vegetativo irreversibile' per il principe Friso, in coma dopo essere stato travolto da una valanga. Mentre in Olanda, alla notizia che Friso potrebbe non svegliarsi piu', si e' aperto il dibattito sull'eutanasia, l'esperto di bioetica Francesco D'Agostino assicura che la diagnosi sullo stato di salute del principe e' stata quantomeno affrettata. 'I medici - dice - dovrebbero aspettare almeno qualche mese prima di parlare di irreversibilita''.Appena quattro giorni fa infatti i responsabili della clinica di Innsbruck che lo hanno in cura hanno fatto sapere che Friso 'ha subito gravissimi danni cerebrali' e non hanno escluso che 'possa rimanere in stato vegetativo'.
Non la pensa cosi' D'Agostino convinto che sia 'scorretto parlare di stato vegetativo irreversibile, perche' non esiste ancora un metodo per misurare l'irreversibilita'. Si puo' parlare di persistenza, e ci sono casi, pochissimi, di gente che si e' risvegliata anche dopo molti anni, fino a 19 come accaduto in Polonia'.
Ma non solo. Anche per quanto riguarda l'eutanasia, D'Agostino ricorda che la legge olandese prevede che possa 'essere chiesta dal paziente in stato terminale dopo un doppio controllo fatto dai medici sul suo stato. E' anche prevista la possibilita' di lasciare delle volonta' anticipate per quando non si e' piu' capaci di intendere e volere, ma non risulta che questo sia il caso del principe'. E' anche vero che in Olanda 'l'interpretazione della legge ha le maglie molto larghe - rileva D'Agostino - visto che la si applica anche ai malati psichiatrici e ai pazienti minorenni, se lo richiedono i genitori'. Diversi sono invece i casi della 'sospensione dell'accanimento terapeutico, cioe' l'esecuzione di trattamenti di documentata inefficacia in relazione all'obiettivo, in cui l'eccezionalita' dei mezzi adoperati risulti sproporzionata rispetto agli obiettivi - conclude il bioeticista - e del suicidio assistito di pazienti capaci di intendere e volere, che ricevono l'aiuto medico e amministrativo a morire tramite suicidio, somministrandosi le sostanze in modo autonomo e volontario'. Nell'eutanasia invece a operare e' il medico, in modo attivo con la somministrazione di sostanze che inducono la morte, o in modo passivo interrompendo trattamenti vitali
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti