Lunedì 8 giugno 2026
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Eutanasia. Sedazione terminale. Primo via libera dell'Assemblea nazionale

U.E. - FRANCIA
Notizia ·
Primo via libera in Francia alla "sedazione terminale" per pazienti che non hanno più speranze di sopravvivere e sono affetti da sofferenza senza possibilità di sollievo. L'Assemblea nazionale, il principale ramo del Parlamento, ha infatti approvato ieri sera un articolo della proposta di legge bipartisan sul fine vita, che autorizza il ricorso ad una "sedazione profonda e continua" fino alla morte. L'intera proposta di legge sarà votata martedì 17 maggio, per poi passare al Senato. La questione della sedazione profonda è uno di punti che ha creato maggior tensione, fuori e dentro l'aula. Per chi la contesta, in particolare i rappresentati delle maggiori religioni, si tratterebbe di una ipocrisia. Per Philippe Barbarin (arcivescovo di Lione), François Clavairoly (presidente dei Protestanti di Francia), monsignor Emmanuel (metropolita ortodosso di Francia), Haïm Korsia (rabbino) e Mohammed Moussaoui (presidente delle moschee di Francia), che hanno firmato un appello su 'Le Monde', siamo di fronte a "eutanasia". Si tratta di "uccidere senza dirlo, abusando della sedazione" .

"François Hollande non ha avuto il coraggio di mantenere gli impegni elettorali e di battersi per la piena legalizzazione dell'eutanasia. La formula della 'sedazione profonda e continua' approvata dall'Assemblea nazionale francese è una soluzione parziale, perché obbliga a passare attraverso una procedura di sedazione in alcuni casi immotivatamente lunga, obbligando il paziente e i suoi cari ad una attesa ingiustificata pur di non consentire la somministrazione di una sostanza letale ad effetto immediato". Così Marco Cappato, promotore della legge popolare per l'eutanasia legale e tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, commenta il sì di un ramo del Parlamento francese alla sedazione terminale. Una scelta che, dice Cappato, "non corrisponde a una logica medica, ma soltanto alla volontà di evitare uno scontro politico diretto sull'eutanasia. La mobilitazione di rappresentanti dei culti monoteisti di Francia (cattolico, protestante, ortodosso, ebraico e islamico) contro la proposta di legge dimostra che lo scontro con chi ritiene che la vita non ci appartenga è comunque inevitabile".
Pur con le riserve e contrarietà nel merito, sottolinea Cappato, "va comunque dato atto al Parlamento francese di incentrare la legge sulla volontà non eludibile del malato di saper fare ciò che il Parlamento italiano non ha il coraggio di fare: discutere e decidere. Nessun gruppo parlamentare ha infatti chiesto finora la calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare per l'eutanasia legale che abbiamo presentato nel settembre 2013". "Proprio per aprire il confronto anche nel nostro Parlamento, giovedì 19 marzo, a un anno dal richiamo alle Camere dell'allora presidente Napolitano, grazie a Carlo Troilo e Matteo Mainardi, terremo presso il Senato della Repubblica, Sala dell'Istituto di Santa Maria in Aquiro, un convegno dal titolo 'Liberi fino alla fine: il parlamento si faccia vivo. L'urgenza di buone regole e buona informazione su testamento biologico e eutanasia'", sottolinea.

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