Eutanasia. Si stava recando in Svizzera, ma ci ripensa. Ass. Coscioni
Alla vigilia dell'appuntamento con la clinica in Svizzera, "la persona che avremmo dovuto accompagnare per consentirle di ottenere l'eutanasia ci ha ripensato. Quella persona, gravemente malata, ha potuto consultarsi con medici specializzati in trattamenti di fine vita disposti ad aiutarla con la morte medicalmente assistita se questa fosse stata la sua scelta. Ha tuttavia scoperto da quelle stesse persone alternative per lei più valide e quindi continuerà a vivere con la sua malattia". Lo riferiscono Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni, Mina Welby e Gustavo Fraticelli, promotori della disobbedienza civile lanciata con il sito www.SosEutanasia.it. A inizio giugno l'associazione aveva preannunciato l'accompagnamento in Svizzera di una persona malata, nel pieno delle proprie facoltà mentali ma gravemente invalidata, per esercitare la propria libertà di scelta e interrompere la fase terminale della propria malattia. "Il fatto che la persona abbia cambiato idea è la conferma di ciò che sosteniamo con la proposta di legge per l'eutanasia legale, depositata alla Camera nel 2013 e mai discussa - sottolinea l'Associazione Coscioni - Lasciare la piena libertà di autodeterminazione alla persona malata, dandole la possibilità di inserirsi in un percorso fatto di medici e psicologi per richiedere il trattamento eutanasico, può essere un valido deterrente a quella che avrebbe potuto diventare un'eutanasia clandestina, cioè un suicidio privato in casa".
Nei mesi scorsi l'associazione aveva spiegato che avrebbe fornito informazioni, e in alcuni casi anche assistenza logistica e finanziaria, alle persone che vogliono ottenere l'eutanasia. "Da allora riceviamo quotidianamente richieste di informazioni e di aiuto", aggiungono i promotori di www.SosEutanasia.it. "In Italia, secondo i dati Istat dallo stesso istituto definiti sottostimati - concludono - nel solo 2010, quando i suicidi sono stati 3.048, il movente delle malattie fisiche e psichiche si attesta come la causa principale di suicidio con una percentuale del 46%. A questo fenomeno sociale il Parlamento italiano non sta dando risposte da troppo tempo".
Nei mesi scorsi l'associazione aveva spiegato che avrebbe fornito informazioni, e in alcuni casi anche assistenza logistica e finanziaria, alle persone che vogliono ottenere l'eutanasia. "Da allora riceviamo quotidianamente richieste di informazioni e di aiuto", aggiungono i promotori di www.SosEutanasia.it. "In Italia, secondo i dati Istat dallo stesso istituto definiti sottostimati - concludono - nel solo 2010, quando i suicidi sono stati 3.048, il movente delle malattie fisiche e psichiche si attesta come la causa principale di suicidio con una percentuale del 46%. A questo fenomeno sociale il Parlamento italiano non sta dando risposte da troppo tempo".
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