Giovedì 4 giugno 2026
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Eutanasia, studio: medici 'confusi' sugli obblighi di legge

U.E. - BELGIO
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Il Belgio ha legalizzato l'eutanasia nel 2002. I medici devono denunciare ciascun caso di eutanasia alla Commissione federale di controllo e valutazione, appositamente costituita per monitorare l'applicazione della legge. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica European Journal of Public Health, condotto dai ricercatori della Vrije Universiteit Brussel, ha esaminato i punti di vista dei medici belgi sulla nozione di eutanasia: quali decisioni sul fine vita vengono o dovrebbero essere classificate come "eutanasia", quali caratteristiche debbano avere per essere correttamente etichettate come casi di dolce morte, il grado di consapevolezza dell'obbligo di denunciare questi casi e l'effettivo tasso delle denunce.
I ricercatori hanno creato cinque casi ipotetici di decisione sul fine vita che possono portare, anche non intenzionalmente, al decesso del paziente: terapia intensiva del dolore, sedazione palliativa terminale, decesso da rilassanti neuromuscolari, decesso da morfina, e eutanasia senza una richiesta esplicita del paziente. I cinque casi sono stati sottoposti ad un campione rappresentativo di 914 medici nel 2009.
Circa il 19% dei medici non ha classificato come eutanasia il caso di decesso da rilassanti muscolari, e il 27% di essi non sapeva che aveva l'obbligo di denunciare come "eutanasia" quei decessi. La maggioranza dei medici ha classificato come pratica eutanasica il decesso per somministrazione di morfina ai fini di "cura del dolore" (39%) e "sedazione terminale" (37%).
I fattori legati ad una maggiore tendenza a classificare una decisione sul fine vita come eutanasia sono: vivere nelle Fiandre, conoscenza approfondita della legge sull'eutanasia, il riconoscimento della necessità di un controllo pubblico sull'eutanasia.
I ricercatori concludono: "Non c'e' unanimità fra i medici su quali casi e decisioni sul fine vita debbanno essere classificati come eutanasia, e quali decessi debbano essere denunciati. La errata classificazione delle scelte sul fine vita potrebbe ostacolare il controllo pubblico sull'eutanasia. Appare necessario offrire maggiori informazioni ai medici".
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