Eutanasia. Verso l'autorizzazione per bambini malati
Il Belgio ha compiuto un ulteriore passo nell'autorizzare l'eutanasia anche dei bambini malati, a prescindere dalla loro eta'. Una commissione del Parlamento di Bruxelles ha infatti approvato il testo della legge, che ora passa all'esame dell'aula, e che fara' del Belgio il primo Paese al mondo ad abolire la previsione di un limite di eta' per la cosiddetta 'dolce morte'. Il testo approvato autorizza - con il consenso obbligatorio dei genitori e l'assistenza di uno psicologo chiamato a certificare la consapevolezza del bambino - l'eutanasia, senza citare alcun limite di eta'. Nella vicina Olanda, ad esempio, la pratica e' possibile solo dai 12 anni in poi e dal 2002 si sono registrati solo 5 casi.
''Con questo voto, se confermato dalla plenaria, il Senato belga si assumerà la responsabilità di non lasciare senza risposta quelle persone minorenni che, insieme ai propri genitori e ai medici curanti, sono sottoposti nella fase terminale della loro malattia a una tortura implacabile e definitiva". Lo afferma il radicale Marco Cappato, sottolineando che ''il disegno di legge votato è preciso e rigoroso, ed esigerà una applicazione altrettanto rigorosa per evitare ogni abuso''. ''Il voto a larga maggioranza (13 contro 4) delle Commissioni congiunte affari sociali e giustizia del Senato belga - spiega Cappato, tesoriere dell'associazione Luca Coscioni - apre la possibilità anche per i minori di ottenere, su loro richiesta, l'accesso all'eutanasia, previo l'assenso dei genitori e solo nel caso in cui essi siano malati terminali, seguiti da un'equipe medica, in condizioni di sofferenza fisica insopportabile e non mitigabile''. ''Il Parlamento italiano, al contrario di quello belga, ha finora deciso di girare la testa dall'altra parte, lasciando che ogni scelta di fine vita sia assunta in un contesto di sofferenza, disperazione e clandestinità, sia per quanto riguarda il testamento biologico che l'eutanasia, anche per quanto riguarda le persone maggiorenni''. Proprio Cappato è stato tra i promotori della Proposta di legge di iniziativa popolare per l'Eutanasia legale, che è stata depositata alla Camera con 67mila firme, ''che continuiamo a raccogliere in attesa che i Capigruppo ne consentano la discussione. La nostra proposta di legge fissa il principio generale di libertà e responsabilità nelle scelte di fine vita delle persone maggiorenni, lasciando al dibattito parlamentare, finora negato, il compito di affrontare temi come quello dell'obiezione di coscienza e dei minori, magari anche sulla scorta di esperienze internazionali come quella belga'.
Lo psicologo ''non può essere l'unica figura cui demandare una scelta così gravosa''. Lo afferma il vicepresidente del Consiglio nazionale degli psicologi, Antonio Telesca, commentando il testo di legge che ha ottenuto il primo sì in Belgio e che prevede l'estensione dell'eutanasia anche ai minori ai quali uno psicologo abbia riconosciuto la ''capacità di discernimento''. "Si è di fronte ad una materia complessa che deve essere affrontata con cautela, attenzione, consapevoli - ha rilevato Telesca - che le problematiche vanno analizzate caso per caso''. ''Va comunque chiarito - afferma il vicepresidente del Consiglio nazionale degli psicologi - che lo psicologo non può essere la sola figura cui demandare l'onere di una scelta così gravosa; come in altre situazioni, lo psicologo può contribuire, per la parte di sua competenza, al completare la conoscenza ed il quadro complessivo della condizione del singolo soggetto''.
L'eutanasia, in assoluto, ''è vietata dal nostro Codice penale ed anche dal Codice deontologico medico'', e al divieto si aggiunge comunque il fatto che oggi ''sono disponibili efficaci terapie anti-dolore che permettono di alleviare anche le situazioni di sofferenza maggiori''. Così il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Amedeo Bianco, commenta il primo sì del Belgio al testo di legge che prevede l'estensione dell'eutanasia ai minori. ''E' difficile, con i progressi fatti dalle terapie antalgiche, contro il dolore - afferma Bianco - immaginare che possano esistere oggi condizioni di sofferenza sulle quali non si possa intervenire e che non possano essere alleviate. Ciò - precisa il presidente Fnomceo - anche prevedendo e sapendo che l'utilizzo di tali tecniche farmacologiche può tuttavia comportare un'accelerazione del processo del morire''. Va però sottolineato, rileva, ''che oggi ci sono gli strumenti per alleviare il dolore e la sofferenza, che sono gli elementi che possono spingere verso una scelta eutanasica''. ''Mi pare - conclude Bianco - che tale proposta attenga piuttosto ad una cultura, quella belga, profondamente diversa dalla nostra, sia dal punto di vista giuridico che bioetico''.
''Con questo voto, se confermato dalla plenaria, il Senato belga si assumerà la responsabilità di non lasciare senza risposta quelle persone minorenni che, insieme ai propri genitori e ai medici curanti, sono sottoposti nella fase terminale della loro malattia a una tortura implacabile e definitiva". Lo afferma il radicale Marco Cappato, sottolineando che ''il disegno di legge votato è preciso e rigoroso, ed esigerà una applicazione altrettanto rigorosa per evitare ogni abuso''. ''Il voto a larga maggioranza (13 contro 4) delle Commissioni congiunte affari sociali e giustizia del Senato belga - spiega Cappato, tesoriere dell'associazione Luca Coscioni - apre la possibilità anche per i minori di ottenere, su loro richiesta, l'accesso all'eutanasia, previo l'assenso dei genitori e solo nel caso in cui essi siano malati terminali, seguiti da un'equipe medica, in condizioni di sofferenza fisica insopportabile e non mitigabile''. ''Il Parlamento italiano, al contrario di quello belga, ha finora deciso di girare la testa dall'altra parte, lasciando che ogni scelta di fine vita sia assunta in un contesto di sofferenza, disperazione e clandestinità, sia per quanto riguarda il testamento biologico che l'eutanasia, anche per quanto riguarda le persone maggiorenni''. Proprio Cappato è stato tra i promotori della Proposta di legge di iniziativa popolare per l'Eutanasia legale, che è stata depositata alla Camera con 67mila firme, ''che continuiamo a raccogliere in attesa che i Capigruppo ne consentano la discussione. La nostra proposta di legge fissa il principio generale di libertà e responsabilità nelle scelte di fine vita delle persone maggiorenni, lasciando al dibattito parlamentare, finora negato, il compito di affrontare temi come quello dell'obiezione di coscienza e dei minori, magari anche sulla scorta di esperienze internazionali come quella belga'.
Lo psicologo ''non può essere l'unica figura cui demandare una scelta così gravosa''. Lo afferma il vicepresidente del Consiglio nazionale degli psicologi, Antonio Telesca, commentando il testo di legge che ha ottenuto il primo sì in Belgio e che prevede l'estensione dell'eutanasia anche ai minori ai quali uno psicologo abbia riconosciuto la ''capacità di discernimento''. "Si è di fronte ad una materia complessa che deve essere affrontata con cautela, attenzione, consapevoli - ha rilevato Telesca - che le problematiche vanno analizzate caso per caso''. ''Va comunque chiarito - afferma il vicepresidente del Consiglio nazionale degli psicologi - che lo psicologo non può essere la sola figura cui demandare l'onere di una scelta così gravosa; come in altre situazioni, lo psicologo può contribuire, per la parte di sua competenza, al completare la conoscenza ed il quadro complessivo della condizione del singolo soggetto''.
L'eutanasia, in assoluto, ''è vietata dal nostro Codice penale ed anche dal Codice deontologico medico'', e al divieto si aggiunge comunque il fatto che oggi ''sono disponibili efficaci terapie anti-dolore che permettono di alleviare anche le situazioni di sofferenza maggiori''. Così il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo), Amedeo Bianco, commenta il primo sì del Belgio al testo di legge che prevede l'estensione dell'eutanasia ai minori. ''E' difficile, con i progressi fatti dalle terapie antalgiche, contro il dolore - afferma Bianco - immaginare che possano esistere oggi condizioni di sofferenza sulle quali non si possa intervenire e che non possano essere alleviate. Ciò - precisa il presidente Fnomceo - anche prevedendo e sapendo che l'utilizzo di tali tecniche farmacologiche può tuttavia comportare un'accelerazione del processo del morire''. Va però sottolineato, rileva, ''che oggi ci sono gli strumenti per alleviare il dolore e la sofferenza, che sono gli elementi che possono spingere verso una scelta eutanasica''. ''Mi pare - conclude Bianco - che tale proposta attenga piuttosto ad una cultura, quella belga, profondamente diversa dalla nostra, sia dal punto di vista giuridico che bioetico''.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti