Sabato 6 giugno 2026
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Evoluzione in medicina: parlare con il naso

ASIA - ISRAELE
Notizia ·
  E' l'incubo nell'incubo: si cade per un ictus o un incidente e ci si risveglia in ospedale del tutto coscienti, ma il corpo resta immobile, ad eccezione delle pupille. Medici, infermieri, parenti se ne rendono conto e alcuni imparano a leggere questi movimenti, l'unico modo d'esprimersi per persone colpite dalla sindrome di locked-in. Negli anni '60 quasi nessuno di loro sopravviveva, negli anni '80 era il 40%, oggi l'85%. Molti vogliono vivere, ma il problema è poter comunicare per avere le migliori cure possibili. Di solito essi parlano con gli occhi, appunto, grazie a strumenti in grado di leggere i movimenti, scegliere le lettere e comporre le parole. Ma sono apparecchi costosi, e non tutti li vogliono poiché richiedono molta concentrazione. Sarebbe meglio poter leggere il pensiero direttamente nel cervello attraverso l'elettroencefalogramma o un impianto speciale.
Ora, l'équipe diretta da Noam Sobel di Rehovot  ha elaborato una protesi che si basa sul respiro. L'aria entra ed esce attraverso la bocca o il naso, e passa per il palato. Anche nei pazienti locked-in. Così, espirando per esempio due volte consecutive dal naso essi forniscono un'informazione sufficiente perché, tramite un sensore, il programma informatico riesca a comporre il messaggio voluto o anche a dirigere la poltrona a rotelle.
Il metodo è stato sperimentato con successo su tre pazienti, più un paraplegico.
(Pnas, 26.07)
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