Mercoledì 10 giugno 2026
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L'ex ministro della Giustizia di Amburgo ha aiutato una donna a morire

U.E. - GERMANIA
Notizia ·
L'ex ministro della Giustizia del Land di Amburgo, Roger Kusch, ha annunciato che il 28 giugno ha aiutato a morire una donna di quasi 80 anni. Non pero' con il dispositivo da lui inventato e presentato lo scorso marzo, ossia il piccolo congegno dotato di un pulsante, premendo il quale il candidato al suicidio attiva una doppia siringa -la prima contenente un narcotico, la seconda una dose mortale di cloruro di potassio. In primavera, dopo la presentazione della "macchina per il suicidio legale", l'anziana signora lo aveva contattato, ma poi, per motivi medici e' stato deciso di rinunciare alla macchina, sostituendola con un farmaco antimalaria e un potente calmante.
A testimonianza della libera volonta' della persona, Kusch ha mostrato un video con l'intervista fatta a quest'ex assistente di radiologia di Wuerzburg prima di morire. Nel filmato la signora afferma di non soffrire di una malattia incurabile e nemmeno di dolori insopportabili e persistenti, ma di temere il ricovero in una casa di cura. "Non posso dire di soffrire". Si tratta invece della difficolta' a badare a se stessa, persino a nutrirsi, atto necessario fin che uno vive. Sostiene che Kusch s'impegna a rendere possibile anche in Germania l'assistenza al suicidio, e lei e' dalla sua parte. Rivolgendosi direttamente a lui, sostiene che se l'aiuto a morire che lui le dara' potra' servirgli per smuovere la pigrizia e l'inadeguatezza dei politici, e a indurli a modificare le leggi, allora la sua morte sara' stat utile ad altri.
"E' indegno di uno Stato libero, moderno, illuminato che i suoi cittadini piu' bisognosi e meritevoli di compassione alla fine della loro vita siano mandati in Svizzera a morire". Cosi' Kusch ha giustificato il suo gesto. E ha aggiunto che dopo aver valutato la situazione giuridica ha voluto che "alle parole seguissero i fatti". In quanto alla possibilita' di provare a convincere la signora a desistere dal suo proposito, Kusch ha spiegato di non averne fatto uso. "Il fatto determinante e' stato stabilire se il desiderio di morire della signora fosse plausibile". L'idea che esista il dovere morale di prodigarsi affinche' qualcuno rinunci alla sua volonta' di morire "e' gia' di per se' una forma di disprezzo e di mancanza di rispetto".
In Germania l'aiuto attivo al suicidio e' vietato, per cui certe persone desiderose di morire vanno in Svizzera e si fanno assistere dall'associazione Dignitas. Per questo motivo legale, a fine marzo Kusch aveva presentato il suo apparecchio, simile alla tanto controversa iniezione letale in Usa, ma che consente al malato di eseguire da solo la procedura.
Il gesto di Kusch ha suscitato l'indignazione della Deutsche Hospiz Stiftung (Fondazione Hospice per i malati terminali, ndr), che accusa l'ex senatore di Amburgo di agire solo per ragioni di visibilita': Se avesse davvero voluto battersi per i diritti dei pazienti, non gli sarebbero mancate le possibilita'. Invece si e' concentrato sulla morte volontaria per ragioni narcisistiche. In quanto alla sua posizione giuridica in seguito ai fatti di sabato, potrebbe entrare in gioco la legge sugli stupefacenti. Si vedra' se la procura competente ne vorra' fare uso.
Kusch ha detto che continuera' a fornire assistenza al suicidio. Non ha voluto precisare con quali criteri scegliera' i pazienti d'aiutare; ha solo escluso i ventenni alle prese con pene d'amore.
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