L'ex-presidente messicano Fox, per salvare il suo Paese, perora produzione e commercializzazione legali della cannabis
L'ex-presidente del Messico Vicente Fox valuta la legalizzazione della cannabis in Usa come una opportunita' per mettere fine alla violenza nel proprio Paese. Cosi' si e' espresso durante una conferenza stampa ieri 30 maggio a Seattle, nello Stato di Washington (nord-ovest). Fox, presidente del Messico dal 2000 al 2006, era stato invitato ad una manifestazione organizzata da Jamen Shively, ex-dirigente di Microsoft diventato investitore sulla cannabis, sostanza il cui possesso e consumo e' stato legalizzato a fini ricreativi grazie ad un referendum statale lo scorso novembre, cosi' come anche in Colorado.“In Messico salutiamo questa iniziativa perche' il costo della guerra nel Paese contro i cartelli e' diventato insostenibile”, ha detto Fox. Alla fine del suo mandato, il presidente Felipe Calderon aveva impiegato 50.000 soldati dell'esercito per lottare contro i narcotrafficanti, una guerra che e' costata la vita a circa 70.000 persone. “Tutto questo perche' il nostro vicino del Nord rappresenta un mercato gigantesco di consumatori. Bisogna uscire da questa situazione, ed ecco l'opportunita'”, ha aggiunto Fox.
Il successore di Calderon, Felipe Pena Nieto, ha annunciato la creazione di una forza speciale di polizia, costituita da ex-soldati, per lottare contro il traffico di droga.
In Usa la cannabis e' legale in un decina di Stati a fini terapeutici, e la sua depenalizzazione sta guadagnando terreno. Il Vermont e' l'ultimo ad aver depenalizzato l'uso di piccole quantita' in questo mese. Rimane comunque illegale a livello federale.
Jamen Shively, patron della Diego Pellicer Inc, “primo marchio di cannabis al dettaglio in Usa”, ritiene che questo divieto stia per estinguersi. Durante la manifestazione ha perorato la creazione di un marchio nazionale, sulla scia di quanto accaduto nello Stato del Colorado e in quello di Washington. “Il muro di Berlino del divieto di cannabis e' fragile e si sgretola nel momento stesso in cui ne stiamo parlando”, ha dichiarato. “Rendendo la cannabis illegale, non abbiamo fatto altro che trasformarla in uno strumento di violenza, esploso grazie alle organizzazioni criminali”, ha aggiunto, sostenendo che nel futuro dovra' essere abbattuto “un sistema di leggi... per installare un'industria prospera e senza pericoli”.
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