Martedì 9 giugno 2026
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Ex-Urss. Aumentano i casi di sieropositivita': 80% connessi alle droghe

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Continuano ad aumentare i casi di sieropositivita', come in molti dei Paesi dell'ex Urss. Lo confermano i dati ufficiali resi noti oggi in occasione della giornata mondiale della lotta all'Aids ed, in misura ancor piu' allarmante le stime dei casi non censiti ipotizzate da specialisti russi e organizzazioni internazionali.
Stando alle cifre raccolte dal dicastero della sanita' e rese note dal viceministro Ghennadi Onnishenko, i sieropositivi russi sono attualmente oltre 257mila, un 20% in piu' rispetto al 2002. A differenza di quanto avviene in Occidente, il 70-80% dei casi resta legato alla droga, una realta' anch'essa in espansione nello spazio ex sovietico.
Le regioni russe piu' colpite risultano quelle di Mosca, San Pietroburgo e di Iekaterinburg (Urali). "Tra le fasce di popolazione desta particolare inquietudine -ha detto la vicepremier responsabile per gli affari sociali, Galina Karelova- l'aumento della diffusione del contagio tra i giovani di eta' compresa tra i 15 e i 30 anni. Molto grave e' poi la situazione nelle carceri (dove promiscuita' e sovraffollamento favoriscono l'incidenza non solo dell'Aids, ma anche di nuove forme piu' resistenti di tubercolosi) nonche' nelle caserme, dove il numero di sieropositivi tra i coscritti ha toccato quota 5.000, contro i 200 registrati soltanto cinque anni fa.
In cifra assoluta il totale dei sieropositivi russi non e' ancora elevatissimo, anche se alcune stime suggeriscono di moltiplicare per sei o per sette i dati ufficiali. Ancor piu' preoccupante e' tuttavia il tasso di incremento del fenomeno che, seppur in calo rispetto agli ultimi tre anni, pone tuttora la Russia ai primi posti al mondo alle spalle di altri Paesi ex sovietici come Kirghizistan e Ucraina e forse di Paesi asiatici di dubbia affidabilita' statistica come la Cina.
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