Famiglia Englaro: massima discrezione
Solo silenzio. A Lecco, davanti alla clinica 'Beato Luigi Talamoni' dove da 14 anni e' ricoverata Eluana. A Udine, dove la donna dovrebbe vivere i suoi ultimi giorni. E anche da parte di Beppino Englaro, che a chi gli e' vicino si limita a ricordare le sue considerazioni di sempre: 'pur vivendo in uno stato di diritto non c'e' una certezza del diritto'. Con loro parla di 'liberta' fondamentali di Eluana intralciate da tecnicismi ideologici e confessionali'. Cosi' e' toccato al legale della famiglia, il professor Vittorio Angiolini, fare il punto sulla situazione senza peraltro svelare nulla sulle modalita' e sulla tempistica del trasporto della donna in Friuli.
'I modi e i tempi non li diciamo - ha spiegato nel corso di una conferenza stampa nel suo studio milanese -. Una delle ragioni, forse l'unica' della lettera inviata dal ministro per il Welfare, Maurizio Sacconi, alle Regioni 'e' che il ministro ha saputo dalla stampa che era imminente la cosa e ha fatto un atto diversivo'.
Massima discrezione, quindi. Come quella che si respira fuori dalla clinica di Lecco - dove la quotidianita', con l'andirivieni di passanti e familiari di pazienti non scalfisce la giornata di Eluana accudita dalle suore Misericordine - e quella che regna alla clinica privata 'Citta' di Udine', dopo la conferenza stampa del suo ad Claudio Riccobon.
In attesa degli sviluppi della vicenda, l'avvocato degli Englaro osserva che la lettera di Sacconi 'non e' atto amministrativo vincolante ne' ha contenuto prescrittivo e non e' idonea a produrre alcun effetto giuridico sull'attuazione dei pronunciamenti della Corte di Cassazione e della Corte di Appello di Milano concernenti l'interruzione dei trattamenti'.
Anche perche' - rileva Angiolini - con un convincimento manifestato dal ministro 'in nome di atti a loro volta giuridicamente non vincolanti quali un parere del Comitato nazionale di bioetica e la Convenzione sui diritti delle persone con disabilita'', adottata dall'assemblea dell'Onu ma non ratificata dal nostro Paese, pure 'dal punto di vista del contenuto, la lettera non contiene alcuna prescrizione istitutiva di obblighi o doveri, neppure per le regioni le quali sono solamente 'invitate' a provvedere nel quadro della loro autonomia e discrezionalita' costituzionalmente garantita'.
E di fronte a un atto che 'non abbisogna di alcuna impugnativa', il legale della famiglia Englaro, non vede particolari problemi per la clinica friulana dove l'intervento di distacco del sondino che nutre e idrata Eluana, 'non sara' fatto' in regime di 'convenzione'. La struttura, infatti, non avra' un coinvolgimento dato che 'l'equipe e' esterna e volontaria' in modo da garantire il 'rispetto' della 'coscienza' di tutti. Senza contare che non vi dovrebbe essere preoccupazione nel dare corso alle disposizioni giuridiche della Corte d'Appello e della Cassazione perche' non si puo' essere responsabili di comportamenti contro la legge 'se si attua una sentenza di un giudice'.
Parole dirette come quelle riservate alle diverse prese di posizione succedutesi, nel corso dei mesi, sul caso Englaro.
'Con tutto il rispetto per tutti - conclude il legale - siccome queste persone sembrano animate da intenti sinceri di valori legati al rispetto della vita e al rispetto delle persone umane, forse un atteggiamento piu' vicino alle persone umane e meno offensivo delle persone umane esistenti non guasterebbe'.
'I modi e i tempi non li diciamo - ha spiegato nel corso di una conferenza stampa nel suo studio milanese -. Una delle ragioni, forse l'unica' della lettera inviata dal ministro per il Welfare, Maurizio Sacconi, alle Regioni 'e' che il ministro ha saputo dalla stampa che era imminente la cosa e ha fatto un atto diversivo'.
Massima discrezione, quindi. Come quella che si respira fuori dalla clinica di Lecco - dove la quotidianita', con l'andirivieni di passanti e familiari di pazienti non scalfisce la giornata di Eluana accudita dalle suore Misericordine - e quella che regna alla clinica privata 'Citta' di Udine', dopo la conferenza stampa del suo ad Claudio Riccobon.
In attesa degli sviluppi della vicenda, l'avvocato degli Englaro osserva che la lettera di Sacconi 'non e' atto amministrativo vincolante ne' ha contenuto prescrittivo e non e' idonea a produrre alcun effetto giuridico sull'attuazione dei pronunciamenti della Corte di Cassazione e della Corte di Appello di Milano concernenti l'interruzione dei trattamenti'.
Anche perche' - rileva Angiolini - con un convincimento manifestato dal ministro 'in nome di atti a loro volta giuridicamente non vincolanti quali un parere del Comitato nazionale di bioetica e la Convenzione sui diritti delle persone con disabilita'', adottata dall'assemblea dell'Onu ma non ratificata dal nostro Paese, pure 'dal punto di vista del contenuto, la lettera non contiene alcuna prescrizione istitutiva di obblighi o doveri, neppure per le regioni le quali sono solamente 'invitate' a provvedere nel quadro della loro autonomia e discrezionalita' costituzionalmente garantita'.
E di fronte a un atto che 'non abbisogna di alcuna impugnativa', il legale della famiglia Englaro, non vede particolari problemi per la clinica friulana dove l'intervento di distacco del sondino che nutre e idrata Eluana, 'non sara' fatto' in regime di 'convenzione'. La struttura, infatti, non avra' un coinvolgimento dato che 'l'equipe e' esterna e volontaria' in modo da garantire il 'rispetto' della 'coscienza' di tutti. Senza contare che non vi dovrebbe essere preoccupazione nel dare corso alle disposizioni giuridiche della Corte d'Appello e della Cassazione perche' non si puo' essere responsabili di comportamenti contro la legge 'se si attua una sentenza di un giudice'.
Parole dirette come quelle riservate alle diverse prese di posizione succedutesi, nel corso dei mesi, sul caso Englaro.
'Con tutto il rispetto per tutti - conclude il legale - siccome queste persone sembrano animate da intenti sinceri di valori legati al rispetto della vita e al rispetto delle persone umane, forse un atteggiamento piu' vicino alle persone umane e meno offensivo delle persone umane esistenti non guasterebbe'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti