Family Cargiver verso la causa collettiva
Sono un minuscolo esercito silenzioso pronto a combattere per uscire dall'invisibilita' e per i propri diritti umani, senza ricatti sociali ma con tutti i mezzi leciti e nel rispetto delle leggi. E sono pronti ad intraprendere una class action.Sono i 'family cargiver'. Migliaia di persone costrette a rinunciare alla propria vita (festivita', vacanze, viata sociale, momenti di svago, a volte una consona alimentazione o un numero di ore di sonno adeguato) per prestare cure e assistenza, senza soluzione di continuita', 24 ore al giorno per 365 giorni l'anno ad un proprio familiare gravemente disabile. E non si parla solo di malattie devastanti che portano via 5 o 10 anni della vita da dedicare ad un congiunto, ma spesso di tutta una vita, 20, 30, 40 o anche 50 anni di dedizione assoluta fino alla fine dei propri giorni che si concludono nell'angoscia per quanto succedera' dopo, quando non ci sara' piu'.
Sono soprattutto donne: mogli, madri, sorelle, figlie. Persone che spesso finiscono per ammalarsi a loro volta e alle quali lo Stato non riconosce alcun beneficio, ne' un'indennita', ne' una copertura previdenziale, ne' il diritto al prepensionamento malgrado la loro fatica faccia risparmiare tempo e notevoli risorse alla sanita' pubblica.
In Italia il riconoscimento giuridico del cargiver e' fermo in Parlamento da 18 anni. Nel 2010 sembrava quasi fatta. 'La camera - ricorda Simona bellini, presidente del Coordinamento nazionale delle famiglie con disabili gravi e gravissimi - aveva approvato all'unanimita' un disegno di legge che prevedeva, tra l'altro, la possibilita' di un prepensionamento di 4 anni, ma, al Senato la norma e' stata bloccata in Commissione Bilancio: non c'era copertura di spesa'.
Eppure, lamenta Bellini 'in questi lunghi 18 anni, lo Stato ha varato leggi e riforme attentissime all'aumento delle speranze di vita dei cittadini, riorganizzando il settore previdenziale e allungando la vita lavorativa di ciascuno ma riservando deroghe solo a categorie usurate da lavori particolari, a settori in crisi, ai volontari cui viene riconosciuto l'impegno sociale e continuando a rispondere, con una retribuzione e tutele contributive e sanitarie, anche ai detenuti… ma dimenticando ancora una volta chi la vita l'ha dedicata tutta, ma proprio tutta, a sostituire un'Italia distratta ed egoista, ossia i caregiver familiari, che invece le proprie speranze di vita le vedono ridotte di quasi vent'anni, come scientificamente dimostrato dalle ricerche del Premio Nobel 2009 per la Medicina, Elizabeth Blackburn'.
Hanno quindi deciso di rivolgersi alla legge. 'Qella Legge - spiega Bellini - che nei paesi civili esiste anche per tutelare i piu' deboli, per dare sostegno, per rispondere a bisogni sociali forti con la solidarieta' collettiva e la lungimiranza politica. Il motivo e' che questo non accade in Italia e, mentre nel resto d'Europa i caregiver familiari vengono 'coccolati' e sostenuti riconoscendo loro l'alto valore sociale di un impegno d'amore e dedizione, il nostro Paese li ignora, fingendo che non esistano, sfruttandoli fino al limite delle loro forze'.
'Sono gia' centinaia, anzi si avvicinano al migliaio ormai - annuncia Bellini - le adesioni a questa causa collettiva contro enti pubblici molto attenti solo a far quadrare i conti di un dissesto che i caregiver pagano piu' di ogni altro cittadino, perche' la famiglia disabile e' gia', sempre e comunque, in emergenza, con un piede, se non tutti e due, immerso nella poverta''.
All'inizio del prossimo anno 'invaderanno' i tribunali del paese, con dignita' ed orgoglio, senza gridare e senza pretendere nulla di piu' di quanto spetta loro di diritto: il riconoscimento del loro lavoro di cura, tutele sanitarie e contributive, servizi che li sollevino solo per qualche ora al giorno del gravoso impegno d'amore al servizio della collettivita'.
Saranno seguiti da un team di professionisti di altissimo livello, gia' impegnati in battaglie legali di elevato valore sociale: dal Prof. Paolo Cendon, creatore in Italia della figura dell'Amministratore di Sostegno all'Avvocato Marco Vorano che sta tuttora calcando numerosi tribunali italiani per il riconoscimento alle cure con cellule staminali.
Per aderire e sostenere l'azione legale, promossa dal Coordinamento Nazionale Famiglie Disabili Gravi e Gravissimi - presente su Facebook con un gruppo di oltre 5.000 iscritti - e' stato aperto un blog ricco di informazioni e costantemente aggiornato: http://la-cura-invisibile.blogspot.it/
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