Farmaci antidolorifici per sballare. Allarme Asl Milano
Farmaci antidolorifici per 'sballare'. Negli Usa l'abuso di questi medicinali uccide una persona ogni 19 minuti, e le overdose letali sono ormai superiori a quelle per eroina e cocaina messe insieme. L'allarme 'pain killer' e' stato lanciato ieri a Milano in occasione del convegno 'Abuso di sostanze, farmaci e alcool nei giovani- Piaga sociale, come invertire la rotta', organizzato dalla sezione milanese dell'Amci, Associazione medici cattolici italiani. Riccardo Gatti, responsabile del Dipartimento dipendenze dell'Asl di Milano, ha messo in guardia contro l'uso non medico dei farmaci anti-dolore, riferisce Amci Milano. Un meccanismo che va spezzato, per far si' che non diventi una nuova emergenza. Gatti ha ricordato in generale che oggi l'Asl di Milano ha in cura circa 3.500-3.800 persone. Secondo Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali e Cultura della Salute del Comune di Milano, "e' la prevenzione il terreno in cui mobilitare energie e conoscenze, non piu' puntando su messaggi preoccupati e compassionevoli su cui ci siamo esercitati in passato. Occorre insistere sul terreno della socialita' positiva nei quartieri, come avviene presso Barrio's alla Barona e Agora' a Quarto Oggiaro. Non serve in questo campo una logica scioccamente giocata sul terreno proibizionista che porta dritta alla detenzione". L'assessore ha sottolineato in particolare il problema dell'alcol tra i giovanissimi: "Mi ha colpito, poche sere fa a Quarto Oggiaro, una donna che mi ha gridato la sua disperazione di mamma di un bambino di 13 anni che beve come suo padre". Per don Gino Rigoldi, di Comunita' Nuova, "con i ragazzi occorre usare un linguaggio che capiscano, un linguaggio adeguato". E "la prevenzione e' informazione che deve passare nei luoghi frequentati dai ragazzi: scuole, centri sportivi e anche oratori che devono essere rilanciati. Non e' vero - ha avvertito - che se mancano i valori ci si droga: la vera mancanza e' negli affetti. Per questo abbiamo bisogno di padri che abbiano l'autorevolezza di farsi seguire e ascoltare".
"Il disagio del mondo giovanile e' connesso alla societa' cosi' profondamente mutata - ha evidenziato Giuseppe Petralia, dirigente Usr Lombardia - Non e' solo una questione di valori, ma e' una crisi dell'affettivita'. Oggi la famiglia e' il luogo della difesa degli affetti e i genitori, spesso, si sono trasformati nei sindacalisti del figlio. La scuola italiana e' inclusiva ed e' volta all'integrazione. Come Usr Lombardia stiamo cercando di fare il possibile per tenere in rete le scuole anche attraverso una banca dati delle migliori pratiche. E' un progetto che coinvolge 81 scuole della nostra provincia per 35.000 studenti interessati". "Il problema di fondo e' la relazione, la comunicazione - ha aggiunto - La scuola deve interrogarsi su dove sbaglia: in alcuni casi non ha il personale qualificato per intervenire. La scuola primaria italiana e' eccellente, la secondaria in alcuni casi presenta punta d'eccellenza, il 'buco nero' italiano e' la scuola secondaria di primo grado. Abbiamo un sistema di reclutamento insegnanti spesso non adatto. Per quanto riguarda i problemi di relazione, come Usr Lombardia abbiamo istituito un 'patto di corresponsabilita' tra scuola e famiglia'. Un altro aggancio per il futuro e' didattico/pedagogico: cerco infatti di far comprendere ai miei colleghi insegnanti il valore dell'errore, un'occasione scatenante di un percorso virtuoso. Per quanto riguarda la prevenzione - ha concluso Petralia - e' bene che si faccia nelle scuole, ma ritrovando spazi, tempi e modi".
"Il disagio del mondo giovanile e' connesso alla societa' cosi' profondamente mutata - ha evidenziato Giuseppe Petralia, dirigente Usr Lombardia - Non e' solo una questione di valori, ma e' una crisi dell'affettivita'. Oggi la famiglia e' il luogo della difesa degli affetti e i genitori, spesso, si sono trasformati nei sindacalisti del figlio. La scuola italiana e' inclusiva ed e' volta all'integrazione. Come Usr Lombardia stiamo cercando di fare il possibile per tenere in rete le scuole anche attraverso una banca dati delle migliori pratiche. E' un progetto che coinvolge 81 scuole della nostra provincia per 35.000 studenti interessati". "Il problema di fondo e' la relazione, la comunicazione - ha aggiunto - La scuola deve interrogarsi su dove sbaglia: in alcuni casi non ha il personale qualificato per intervenire. La scuola primaria italiana e' eccellente, la secondaria in alcuni casi presenta punta d'eccellenza, il 'buco nero' italiano e' la scuola secondaria di primo grado. Abbiamo un sistema di reclutamento insegnanti spesso non adatto. Per quanto riguarda i problemi di relazione, come Usr Lombardia abbiamo istituito un 'patto di corresponsabilita' tra scuola e famiglia'. Un altro aggancio per il futuro e' didattico/pedagogico: cerco infatti di far comprendere ai miei colleghi insegnanti il valore dell'errore, un'occasione scatenante di un percorso virtuoso. Per quanto riguarda la prevenzione - ha concluso Petralia - e' bene che si faccia nelle scuole, ma ritrovando spazi, tempi e modi".
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