Fastweb e l'indagine per frode fiscale. Parisi: no a commissariamento, siamo azienda sana
"Fastweb e' un'azienda sana e pulita e sarebbe improprio il suo commissariamento". Cosi' l'ad di Fastweb Stefano Parisi (foto) intervistato in una trasmissione di Canale 5, a proposito dell'inchiesta che vede coinvolta anche l'azienda nell'inchiesta per frode fiscale e riciclaggio che ha portato la procura di Roma a chiedere l'arresto del senatore del Pdl Di Girolamo oltre che del fondatore di Fastweb Silvio Scaglia che oggi dovrebbe rientrare in Italia per rispondere ai magistrati. "Fastweb e' stata associata a fenomeni criminali gravissimi che nulla hanno a che fare con la storia della societa'. Non abbiamo banche che ci proteggono: dobbiamo tutelare la nostra immagine, la nostra rispettabilita' che e' la cosa piu' importante che abbiamo anche per le 3500 persone che lavorano per noi" aggiunge Parisi che spiega: "Non ho contatti con Scaglia. E' rimasto nel consiglio di amministrazione che peraltro non frequentava". Quanto invece ai dipendenti della societa' coinvolti nell'inchiesta, Parisi dice: "Abbiamo appreso del loro coinvolgimento solo dalle interecettazioni e sono stati allontanati immediatamente dall'azienda. Abbiamo appreso che nel 2002 - epoca in cui io ancora non ero in azienda - hanno portato questi 'affari' dentro Fastweb".ADUC è indipendente
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