Fecondazione artificiale. Sismer: ecco come raddoppiare le possibilita' di successo
Una nuova tecnica italiana per la fecondazione assistita contro l'infertilita' maschile raddoppia le possibilita' di successo, una nuova speranza per il 15% delle coppie italiane che si stima abbia problemi di fertilita', riconducibile nel 40% dei casi ad un fattore maschile. "Fino a qualche tempo fa si riteneva che le tecniche di procreazione in vitro potessero essere la soluzione ottimale al problema dell'infertilita' maschile - spiega Luca Gianaroli, Direttore scientifico della Societa' Italiana di Studi di Medicina della Riproduzione (SISMER) - In realta', studi recenti hanno evidenziato come la quantita' limitata di spermatozoi, unita alla loro scarsa qualita', interferisca negativamente sulla procreazione. Per ovviare a queste ulteriori difficolta' arriva in aiuto della coppia una nuova metodica, la ICSI con birifrangenza, che consente di raddoppiare la percentuale di successo dell'inseminazione". La validita' di questa nuova metodica e' stata dimostrata da uno studio realizzato da un gruppo di ricercatori italiani guidati dal Dott. Luca Gianaroli, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica internazionale "Fertility and Sterility", i cui dati sono stati presentati oggi, in anteprima in Italia, in occasione del Convegno della Societa' Italiana di Andrologia organizzato ad Ancona dalla sezione interregionale Marche, Emilia Romagna e San Marino. Dallo studio prospettico randomizzato su 112 maschi infertili con un'eta' media di 34,8 anni, con gruppo di controllo costituito da 119 uomini con eta' media di 35,2 anni trattati con metodo tradizionale, e' emerso che, sebbene il livello di fertilizzazione ed il grado di divisione cellulare (meiosi) non differiscano tra i due gruppi, nella situazione in cui il fattore maschile e' rilevante e' stato significativo il grado di successo di gravidanze cliniche, gravidanze in evoluzione ed impianti. Gli studiosi hanno infatti registrato il 31% di gravidanze cliniche nel gruppo trattato con la nuova metodica (contro il 21% nel gruppo di controllo), il 23% di gravidanze in evoluzione (rispetto all'11% nel gruppo di controllo), il 19% della percentuale di impianto (contro l'11,2% nel gruppo di controllo). I risultati dello studio hanno inoltre evidenziato una riduzione dei casi di aborto (16% VS 41%). "L'importante novita' di questa metodica - sottolinea Gianaroli - risiede nel fatto che lo spermatozoo, dopo l'analisi, puo' ancora essere utilizzato per l'inseminazione, cosa che invece non accadeva con le altre tecniche. Con l'ausilio di uno speciale microscopio a luce polarizzata e' possibile analizzare gli spermatozoi senza comprometterne l'integrita', selezionare quello maturo e di migliore qualita', ed iniettarlo nel citoplasma dell'ovocita".
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